Luce e sostenibilità

‘Amazonia’. Un grido di luce per non superare i confini

Philippe Echaroux – “Amazonia”, Crans Montana (2021) (photo credit Cmtc – Louis Dasselborne)

Fotografo e artista francese, Philippe Echaroux (1983) ha fatto sempre della sua ricerca sull’arte del ritratto il tema di fondo per i suoi progetti di arte pubblica. Echaroux realizza infatti grandi interventi site-specific con scenografie luminose determinate dalla proiezione luminosa delle sue stesse immagini fotografiche.

Il suo lavoro più recente prende forma nel 2016 con il progetto Street Art 2.0 dedicato al tema della deforestazione della foresta amazzonica: per questo progetto il fotografo aveva realizzato una serie di ritratti di alcuni dei componenti della tribù indigena Paiter-Surui, abitanti nella foresta fra lo stato brasiliano di Rondônia e il Mato Grosso, scatti che sono stati poi proiettati in grandi dimensioni sugli alberi della foresta e quindi fotografati una seconda volta.

Philippe Echaroux – Street Art 2.0 in Amazzonia (2016) (photo courtesy: Philippe Echaroux)
Philippe Echaroux – Street Art 2.0 in Amazzonia (2016) (photo courtesy: Philippe Echaroux)

Oggi le immagini di quegli indigeni sono l’oggetto del nuovo progetto espositivo ‘Amazonia’.

Philippe Echaroux – “Amazonia”, Crans Montana (2021) (photo credit: Cmtc – Louis Dasselborne)

Con tre grandi ritratti proiettati sugli abeti rossi delle montagne svizzere nei boschi di Crans Montana, nel Cantone Vallese – lungo un sentiero innevato di circa 2 km illuminato dalla luce delle lanterne – il progetto presenta l’aperta denuncia dell’equivalenza fra gli effetti della deforestazione e l’eliminazione della biodiversità dell’uomo e ad opera dell’uomo.

(Massimo Maria Villa)

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