Aix en Provence. Grand Thèâtre de Provence

Luce e danza. Les Nuits

Aix en Provence. Grand Thèâtre de Provence. Angelin Preljocaj, “Les Nuits” (courtesy photo: Sandra Raccanello)
Aix en Provence. Grand Thèâtre de Provence. Angelin Preljocaj, “Les Nuits” (courtesy photo: Sandra Raccanello)

Abbiamo già avuto modo di parlarvi, un po’ di tempo fa, dell’interessante lavoro dal nostro punto di vista di Angelin Preljocaj, nome di spicco della coreografia contemporanea, nato in Francia con origini albanesi.

Le coreografie di Angelin Preljocaj, rappresentate in tutto il mondo, nascono all’interno del “Pavillion Noir”, centro di produzione per la danza che si trova a Aix en Provence, inaugurato nel 2006 e firmato dall’architetto Rudy Ricciotti.

Per celebrare i 30 anni dalla nascita del Ballet Preljocaj, la compagnia da lui fondata nel 1985, vi parliamo di una creazione dal titolo “Les Nuits”, presentata la scorsa primavera al Grand Thèâtre de Provence, un teatro firmato da un altro grande nome dell’architettura italiana, Vittorio Gregotti. Lo spettacolo rappresenta la ricerca personale di Angelin Preljocaj sul tema delle “Mille e Una Notte”, un modo per avvicinarsi all’Oriente e al fascino che ha sul nostro mondo.

Una nostra intervista con la light designer Cecile Giovansili-Vissiere

La light designer Cecile Giovansili-Vissiere
La light designer Cecile Giovansili-Vissiere

Cecile Giovansili-Vissiere, marsigliese, dopo gli studi scientifici e in scienza del linguaggio si forma, come autodidatta, nella tecnica dell’illuminazione e firma rapidamente i suoi primi lavori.

Nel suo lavoro combina tecniche di illuminazione tradizionali con scenografie luminose dinamiche e questo la porta ad aprirsi al mondo dell’illuminazione architetturale. In più di vent’anni di carriera riesce a conservare un equilibrio tra il lavoro con piccole compagnie e artisti dalla fama comprovata.

Come descriverebbe la sua collaborazione con il Maestro Preljocaj?

Angelin mi presenta globalmente il progetto e io assisto fin dall’inizio alle prove in studio. A volte ha un’idea precisa e dettagliata dell’illuminazione che intende ottenere, mentre altre volte gli sottopongo delle idee che poi verranno elaborate in uno scambio reciproco.

Durante lo spettacolo si assiste  spesso all’illuminazione del palcoscenico attraverso l’utilizzo dei goboes. Qual è la ragione di questo utilizzo?

Per “Les Nuits”, Angelin ha preferito conservare gli interventi scenografici per l’ultima parte  dello spettacolo. I goboes mi hanno permesso di “decorare” in un colpo solo lo spazio e il palcoscenico utilizzando una materia che attraversa, al tempo stesso, i danzatori.

Quali sono le sue fonti di ispirazione?

La luce e le emozioni si trovano ovunque e in ogni cosa: nell’arte, nei quadri, negli scritti ma soprattutto e semplicemente, si trovano nella vita.

A suo parere la situazione economica europea condiziona la qualità espressiva degli spettacoli creati?

Le situazioni economiche e sociali condizionano fortemente l’espressione artistica. Vi sono differenti modi per rispondere: donando una divertente leggerezza alle questioni o affrontando nel vivo un soggetto di attualità spinosa. Questo non influisce sulla qualità dell’opera prodotta.

Dalla sua esperienza come è cambiato il ruolo del light designer nel corso degli anni?

Penso che la grossa differenza stia nei tempi di realizzazione. Vent’anni fa c’era il tempo di sperimentare, avevamo a disposizione molto tempo sulla scena. Oggi, i tempi tecnici si sono accorciati e dobbiamo anticipare con l’immaginazione ciò che succederà sul palco.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

I miei progetti riguardano il mondo dell’architettura, trovo appassionante portarvi la ricchezza e la finezza dell’illuminazione scenica, offrire un concetto che abbia un senso e utilizzare il dinamismo della luce per  creare ambienti differenti, portando estetica e comfort visuale negli ambienti abitativi, senza abbandonare lo spettacolo ovviamente.

Lo spettacolo e le scelte di illuminazione

Nel quadro che apre lo spettacolo abbiamo la scena di un Hammam (figura 1); qui sono presenti 2 Alpha Profile 1500 in controluce a pioggia sul gruppo di bagnanti, mentre alcuni goboes con disegni di moucharabieh (le grate in legno decorato tipiche dei paesi arabi n.d.r.), disegnati dalla light designer Cecile Giovansili-Vissiere e realizzati da Rosco creano dei fasci di luce, visibili attraverso il fumo, tipica dei bagni orientali. Per riscaldare un po’ l’atmosfera della scena e creare più contrasto con la luce fredda degli HMI è stata aggiunta qui la luce di alcuni PC da 2kW con gelatina L156 e L009.

La scena è qui quella di un Hammam: 2 Alpha Profile 1500 in controluce illuminano a pioggia il gruppo di bagnanti, mentre la luce di riempimento è data da alcuni proiettori con lampada HMI ai quali è stata aggiunta la luce di alcuni PC da 2kW con gelatina L156 e L009 (courtesy photo: Sandra Raccanello)
Figura 1 – La scena è qui quella di un Hammam: 2 Alpha Profile 1500 in controluce illuminano a pioggia il gruppo di bagnanti, mentre la luce di riempimento è data da alcuni proiettori con lampada HMI ai quali è stata aggiunta la luce di alcuni PC da 2kW con gelatina L156 e L009
(courtesy photo: Sandra Raccanello)

Nell’immagine che segue (figura 2) sono 3 Alpha Profiles 1500 a disegnare graficamente i corridoi e a caratterizzare anche la scena seguente, restringendosi man mano che i danzatori avanzano fino a trasformarsi in quadrati a simboleggiare il rapporto intimo che si instaura tra i danzatori.

In questo quadro I corridoi di luce, posti davanti alle aperture presenti sul fondale, fanno immaginare che la luce esca proprio da tali aperture, dando così profondità allo spazio (courtesy photo: Sandra Raccanello)
Figura 2 – In questo quadro i corridoi di luce, posti davanti alle aperture presenti sul fondale, fanno immaginare che la luce esca proprio da tali aperture, dando così profondità allo spazio (courtesy photo: Sandra Raccanello)

Sul fondale dei cycloides blu in alto e alcuni fluorescenti bianchi in basso. I corridoi di luce, posti davanti alle aperture presenti sul fondale, fanno immaginare che la luce esca proprio da tali aperture, dando così profondità allo spazio.

Per la scena dei tappeti volanti (figura 3) la light designer ha utilizzato 2 tagli laterali 614 sx Robert Juliat posti in alto con filtri differenti per mettere in risalto il rispettivo colore del tappeto e dei costumi: L747 e L201 per il tappeto che si vede nell’immagine e L703 e L201 per l’altro. La scelta di lighting è stata quella di lasciare il buio intorno per dare l’idea che il tappeto galleggiasse nello spazio, come appunto si direbbe di un tappeto volante.

In questa scena, abbiamo 2 tagli laterali 614 sx Robert Juliat posti in alto con filtri differenti per mettere in risalto il rispettivo colore del tappeto e dei costumi (courtesy photo: Sandra Raccanello)
Figura 3 – In questa scena, abbiamo 2 tagli laterali 614 sx Robert Juliat posti in alto con filtri differenti per mettere in risalto il rispettivo colore del tappeto e dei costumi (courtesy photo: Sandra Raccanello)

Nel quadro seguente (figura 4) assistiamo ad un passo a due dove i ballerini vengono illuminati con alcuni PAR a pioggia di colore blu.

Nel passo a due i ballerini vengono illuminati con alcuni PAR a pioggia di colore blu (courtesy photo: Sandra Raccanello)
Figura 4 – Nel passo a due i ballerini vengono illuminati con alcuni PAR a pioggia di colore blu (courtesy photo: Sandra Raccanello)

La light designer ci spiega qui che ha volutamente limitato qui il numero di proiettori, utilizzandoli più volte in maniera differente, per mantenere una certa coerenza visiva all’interno dello spettacolo.

E’ presente in questo quadro anche la luce di alcuni Alpha Profile 1500 con goboes (Rosco), che viene utilizzata con il colore giallo che – mescolato al blu dei Par – dona magia e luminosità a questa scena notturna. La necessità posta dalla regia scenica e dalla coreografia era qui quella di illuminare una vasta area di palco poiché i danzatori si spostano ovunque in tutte le direzioni. Quando i danzatori passano sotto ai gobos vengono illuminati molto più della zona circostante e quindi messi in evidenza nonostante tutto il palco sia illuminato dalla stessa fonte di luce. Infine, per donare ulteriore rilievo ai corpi, la light designer ha aggiunto alcuni tagli laterali.

Per la scena rappresentata dal quadro successivo (vedi immagine di apertura) la light designer Cecile Giovansili-Vissiere si è ispirata ad un tramonto del sole orientale. Il panorama è illuminato con cycloides blu in alto e fluorescenti giallo e arancio in basso. Su ogni danzatore è presente la luce di 1 apparecchio a bassa tensione BT250 a pioggia ma con puntamento in leggera direzione obliqua in modo da produrre un’ombra leggera che da rilievo e volume alla figura.

All’inizio di questa sequenza la scelta di light design è quella di illuminare solo il panorama in modo da creare la silhouette dei danzatori lasciati al buio; successivamente appare, lentamente, la luce degli apparecchi a bassa tensione, ed è una luce che sembra emanare dal corpo stesso dei danzatori.

Al di là dell’estetica dell’immagine la light designer ci ha sottolineato qui come per lei sia molto importante il dinamismo della luce, il tempo utilizzato per far apparire o scomparire le diverse fonti luminose, il momento preciso in cui le immagini si formano e si dissolvono sulla scena.

L’immagine conclusiva dello spettacolo è molto forte (figura 5).

Figura 5 – Il quadro conclusivo del balletto è giocato su un pieno controluce grafico e geometrico (courtesy photo: Sandra Raccanello)
Figura 5 – Il quadro conclusivo del balletto è giocato su un pieno controluce grafico e geometrico (courtesy photo: Sandra Raccanello)

Nel quadro il palco è attraversato da elementi scenici importanti, dietro ai quali i danzatori si muovono in un controluce puro e geometrico: si tratta di alcuni Fresnel HMI 2,5 kW che creano il freddo controluce mentre sul panorama in basso sono presenti fluorescenti bianchi.

(testo e foto Sandra Raccanello, fotoreporter)

 

Les Nuits

Ballet Preljocaj

Grand Thèâtre de Provence, Aix en Provence, 2015

Coreografia: Angelin Preljocaj

Musica:  Natacha Atlas & Samy Bishai, 79 D

Costumi:  Azzedine Alaïa

Scenografia: Constance Guisset

Light Designer: Cecile Giovansili-Vissière

Clicca qui se vuoi vedere la pianta luci dello spettacolo

 

 

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