Viterbo. La luce per l’arte

 

Viterbo, Chiostro della S.S. Trinità. L’immagine evidenzia l’equilibrio cromatico nella fruizione degli affreschi raggiunto con il progetto di illuminazione (courtesy photo: Bruno Pagnanelli)

Il progetto illuminotecnico del chiostro della SS. Trinità di Viterbo rappresenta un perfetto intervento che ha permesso alla nuova illuminazione di supportare l’architettura e le opere pittoriche in essa raccolte.

Identità e luogo

Costruito all’interno della cinta urbana, nel quartiere di San Faustino, il complesso conventuale dei padri agostiniani della SS. Trinità di Viterbo testimonia, dalla seconda metà del Duecento, un prezioso percorso d’arte fatto di espliciti riferimenti, sia pittorici sia architettonici, alla scuola dei maestri, a cui si deve gran parte del patrimonio artistico italiano.

Poco o nulla resta oggi della struttura medievale, con l’imponente stile gotico: sebbene i restauri succedutisi nei secoli, la chiesa sarà demolita e ricostruita nel 1727 secondo il gusto tardo barocco, ancora in voga. Il nuovo tempio, a tre navate, con l’ingresso diversamente orientato rispetto all’organismo originale, fu edificato su progetto di Giovan Battista Gazale di Vignanello – bravissimo epigono di Filippo Juvarra – con un impianto basilicale a croce latina. Il chiostro cinquecentesco, commissionato invece nel 1513 a Pier Domenico Ricciarelli, ha mantenuto intatto il suo aspetto: l’influenza dei ben più noti modelli rinascimentali, ascrivibili a Luciano Laurana a Urbino e alle sperimentazioni romane di Donato Bramante o, addirittura, alle architetture protorinascimentali, come il Portico degli Innocenti di Brunelleschi a Firenze, sono gli archetipi di tutta la composizione, che contribuisce ad ammodernare il trecentesco edificio conventuale, di cui restano pochissime tracce.

Viterbo, Chiostro della S.S. Trinità. Un’immagine diurna

Il chiostro colonnato, posto sul lato destro della chiesa, fu realizzato con 36 colonne monolitiche, destinate inizialmente al mai eseguito rifacimento della stessa. Impostato su pianta quadrata, con al centro una fontana inserita nella pavimentazione in piperino, il claustrum presenta sulla destra un elegante loggiato, mentre sulle pareti laterali è il ricco ciclo di affreschi, dedicato al santo fondatore dell’ordine religioso, ad impreziosire l’ambiente. In tutte sono 44 le scene narranti la vita di Agostino, di scuola manieristica, dipinte nel 1610 (circa) dall’artista romano Marzio Ganassini. Splendide anche le lunette, sopra i fondali, affrescati dal viterbese Giacomo Cordelli, raffiguranti, sul lato sud, soggetti agresti, e sul quello a nord, episodi tratti dalla Bibbia.

Il progetto di illuminazione

Menzione speciale dell’edizione 2015 del premio Codega, il progetto illuminotecnico del chiostro rappresenta un perfetto intervento che ha messo in condizione la luce di supportare l’architettura e le opere d’arte incluse in essa.

I lighting designer C. Giacomobello e G. Liotta (courtesy photo: Riccardo Gaglio)

Secondo i lighting designer Claudia Giacomobello e Giovanni Liotta, fondatori dello studio Savetheclock, progettare l’illuminazione di un chiostro “…significa ragionare sulle caratteristiche di un luogo che verrà percepito in modo differente di giorno e di notte”.

Per questo il lighting design ha proposto “una reinterpretazione del paesaggio e del panorama visivo, nel totale rispetto del patrimonio storico-artistico-architettonico, con l’intento di creare scenari luminosi capaci di rispondere a specifiche esigenze di fruizione”. Appare chiaro l’obiettivo: dar vita, in un ambiente aperto e sottoposto a numerosi vincoli architettonici, ad una luce quasi museale, in grado di valorizzare il ciclo pittorico caratterizzante le pareti perimetrali.

Viterbo, Chiostro della S.S. Trinità. La nuova illuminazione del Chiostro (courtesy photo: Bruno Pagnanelli)

Il progetto illuminotecnico non si è sovrapposto al messaggio originale dell’architetto e degli artisti, ha cercato al contrario di far affiorare e sottolineare trame, intrinseche al luogo stesso, che nelle ore diurne non è possibile apprezzare. La nuova illuminazione non ha creato altro, quanto piuttosto evidenziato gli elementi identificativi, le potenzialità espressive, le letture nascoste dello spazio, degli affreschi, dei pieni e dei vuoti, delle stratificazioni architettoniche. Il chiostro è stato inteso come “luogo di esperienza”, all’interno del quale la luce – con un sottinteso progetto d’ombra – ha assunto un ruolo fondamentale: stimolare tensioni immateriali tra lo spettatore e l’opera che egli guarda e vive.

Una vista dell’illuminazione degli affreschi: l’angolazione permette di cogliere i puntamenti realizzati (courtesy photo: Savetheclock Design Studio)
Un’altra immagine notturna del Chiostro (courtesy photo: Bruno Pagnanelli)

I lighting designer Giacomobello e Liotta hanno scelto di utilizzare proiettori a luce LED ( di DGA), poiché ritenuti i più idonei a soddisfare le necessità del progetto.

L’arch. Alvaro Ronzani

Sotto la direzione dell’architetto Alvaro Ronzani, sono stati installati 40 proiettori (720 W), più uno (18 W), collocati sui capitelli, insieme a 8 proiettori (144 W) con ottica wide flood e alimentatore separato, sistemati sulla balaustra del primo piano, per una potenza complessiva pari a 882 W.

 

(arch. Elviro Di Meo)

Gli apparecchi utilizzati

Il proiettore orientabile Quantum P (potenza 18 W, tc 3000 K, CRI>90) – con corpo in alluminio, alettato per la massima dissipazione termica – ha assicurato la soluzione migliore. Per un’adeguata regia luminosa, gli apparecchi – utilizzati in esecuzione custom – sono stati dotati di differenti ottiche, riflettori e lenti, al fine di generare emissioni luminose molto concentrate per l’illuminazione di dettagli, con un’emissione di luce wall washer con rifrattori ellittici per l’illuminazione omogenea degli affreschi, mentre gli apparecchi con puntamento verso il centro del Chiostro e quelli che illuminano la fontana addossata alla parete, sono stati equipaggiati di filtri correttivi soft lens, con l’obiettivo di ammorbidire l’effetto luminoso ed eliminare l’alone esterno che caratterizza il fascio di luce emesso.

Un’immagine del Chiostro: sono visibili i proiettori per l’illuminazione degli affreschi (courtesy photo: Bruno Pagnanelli)
Per l’illuminazione della fontana si è voluto ottenere un’effetto luminoso più morbido (courtesy photo: Savetheclock Design Studio)

VITERBO, CHIOSTRO DELLA S.S.TRINITÁ

Lighting design: Claudia Giacomobello e Giovanni Liotta (Savetheclock Design Studio)

Direzione lavori: Alvaro Ronzani

Apparecchi di illuminazione a luce LED: DGA

Courtesy photo: Bruno Pagnanelli, Savetheclock Design Studio

 

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