Venezia. Vedere oltre lo sguardo

 

Venezia, Scuola Grande di S. Rocco – Sala dell’Albergo. La “Crocifissione” del Tintoretto (cortesia officine panottiche nuovo studio factory)
Venezia, Scuola Grande di S. Rocco – Sala dell’Albergo. La “Crocifissione” del Tintoretto (cortesia officine panottiche, nuovo studio factory

La progettazione illuminotecnica della Sala dell’Albergo ricade nel più ampio progetto di riqualificazione della Scuola Grande di San Rocco, a Venezia, iniziato tre anni fa con l’esordio della tecnologia a LED, al piano terra, che aveva evidenziato i vantaggi di questo approccio, e ora arrivato al cuore del complesso artistico-monumentale

L’attuale opportunità per la progettazione illuminotecnica di disporre di tecnologie avanzate nel campo dell’elettronica digitale rende possibile una nuova impostazione del concetto di illuminare e quindi una nuova prospettiva nel trattamento delle opere d’arte e del loro contesto architettonico-decorativo, per gli indubbi vantaggi qualitativi derivati da una tipologia di sorgente che possiede caratteristiche, allo stato attuale, adatte alla percezione del patrimonio culturale, nonché alla valorizzazione di opere pittoriche come le opere su tela del Tintoretto.

In più, il principio attraverso il quale disporre di accensioni differenziate, a parità di impianto elettrico – senza ulteriori e costose modifiche con aggiunte e varianti agli impianti esistenti – modifica e migliora l’assetto espositivo, determinando nuove opportunità di comunicazione del patrimonio artistico e culturale può incontrare significative corrispondenze operative in diverse implicazioni del complesso compito dell’esporre, che in questo caso prevedeva fra l’altro la totale assenza del contributo di luce naturale.

Un’immagine della Sala dell’Albergo con una delle piantane per l’illuminazione di Mariano Fortuny prima dell’intervento di riqualificazione dell’impianto (cortesia: Studio Pasetti Lighting)
Un’immagine della Sala dell’Albergo con una delle piantane per l’illuminazione di Mariano Fortuny prima dell’intervento di riqualificazione dell’impianto (cortesia: Studio Pasetti Lighting)

Una migliore conservazione delle opere e una migliore percezione

Le tecnologie a LED di nuova generazione garantiscono un abbattimento pressoché totale di irraggiamento nella banda degli UV e nella banda degli I.R. e la stessa energia termica latente emessa nello spazio è notevolmente ridotta rispetto alle sorgenti tradizionali, favorendo il mantenimento di temperature ambientali più contenute in periodo estivo.

Inoltre sul piano gestionale, i benefici dell’utilizzo dei LED vanno  dagli aspetti percettivi e quelli manutentivi nel tempo delle opere, con un aumento della percezione cromatica di singole campiture con maggiore restituzione delle tinte, della loro brillantezza e della loro relativa saturazione e una migliore distribuzione dei flussi luminosi in funzione dell’utilizzo focalizzato tramite apposite ottiche secondarie, unito alla possibilità di regolare/controllare le singole sorgenti con tecnologia digitale consentendo effetti statici permanenti o effetti dinamici circoscritti.

Y) Primo schema di studio dei flussi luminosi (cortesia: Studio Pasetti Lighting)
Primo schema di studio dei flussi luminosi (cortesia: Studio Pasetti Lighting)

L’intervento effettuato

1. Il percorso analitico.

Le opere pittoriche del Tintoretto nella “Sala dell’Albergo” sono distribuite su due piani, a parete e a soffitto. L’opera più grande e complessa, rappresentante la “Crocifissione”, consta di una superficie pittorica di 15,24  x 5,36 m.

Le opere più piccole a parete sono costituite da due dipinti laterali rappresentanti i Profeti, mentre quelle di grandezza intermedia – collocate sulla parete opposta al grande telero – sono distribuite a cavallo del portale lapideo di accesso. Diversamente, le opere poste a soffitto sono definite nelle loro misure e proporzioni secondo un ordine gerarchico che vede al centro l’ovale di “San Rocco”, opera centrale di un’organizzazione distributivo artistico e decorativo che si estende fino all’anello perimetrale costituito dalle allegorie.

Venezia, Scuola Grande di S. Rocco – Sala dell’Albergo. La parete d’ingresso alla sala, posta di fronte a quella della “Crocifissione”, con, a sx, la “Salita al Calvario” e a destra “Cristo davanti a Pilato” (cortesia officine panottiche, nuovo studio factory)
Venezia, Scuola Grande di S. Rocco – Sala dell’Albergo. La parete d’ingresso alla sala, posta di fronte a quella della “Crocifissione”, con, a sx, la “Salita al Calvario” e a destra “Cristo davanti a Pilato” (cortesia officine panottiche, nuovo studio factory)

2. La definizione del pattern interpretativo.

La “Crocifissione” costituisce l’opera più complessa dal punto di vista espositivo. La sua superficie impone verifiche sia dal punto di vista percettivo – in cui risulta importante la relazione spaziale che l’osservatore può stabilire all’interno della sala, in funzione della sua capacità di discernere dettagli – sia dal punto di vista illuminotecnico, dove si evidenziano le relazioni tra le caratteristiche tecnico-pittoriche e le necessarie proprietà qualitative delle sorgenti di illuminazione.

Lo studio delle caratteristiche pittoriche, individuando dominanti e specificità della composizione cromatica, permette di accedere ad un livello di corrispondenza più elevato rispetto alle possibili (probabili) configurazioni qualitative di sorgenti luminose. Nella definizione della tinta (croma), saturazione (percentuale di presenza di bianco) e brillanza (luminosità) del pigmento cromatico è possibile abbinare una specifica lunghezza d’onda capace di produrre l’equivalente effetto visivo per rendere più fedele possibile l’esperienza della contemplazione.

3. Una soluzione alle interazioni con gli aspetti plastico-volumetrici dello spazio.

Le caratteristiche geometriche dello spazio in un contesto vincolante – ad es. i cornicioni sporgenti dei timpani (portone d’ingresso della sala) – possono generare ombre proiettate sulle superfici pittoriche stesse. Problematiche analoghe sono generate dalla vincolante posizione delle fonti luminose, quali l’ubicazione delle preesistenti piantane a braciere, realizzate su progetto di Mariano Fortuny. Il nuovo intervento permette di attenuare fortemente questo tipo di problematiche.

Modello della piantana ricostruito in fibra di carbonio per le verifiche tecniche del nuovo sistema di illuminazione a LED)
Modello della piantana ricostruito in fibra di carbonio per le verifiche tecniche del nuovo sistema di illuminazione a LED

Le finalità del progetto

Per questo intervento progettuale si è deciso così di utilizzare tecnologie a LED flessibili, regolabili e programmabili, utilizzate nella sala senza la minima alterazione fisica dello spazio o degli apparati decorativi mobili ed immobili presenti nello stesso.

Il progetto si è configurato come un intervento di apporto tecnologico, nel contesto delle strutture che ad oggi contengono l’impianto di illuminazione, con la minuziosa ingegnerizzazione di nuovi sistemi di illuminazione a luce LED occultati all’interno delle piantane esistenti di Mariano Fortuny, tornite a mano all’inizio del secolo scorso.

Valori fotometrici medi sul dipinto della “Crocifissione” e spettro di distribuzione luminosa del flusso incidente (scena con tonalità calda)
Valori fotometrici medi sul dipinto della “Crocifissione” e spettro di distribuzione luminosa del flusso incidente (scena con tonalità calda

Infatti, nel novero del delicato equilibrio tra le prestazioni illuminotecniche di oltre 40 proiettori a luce LED perfettamente dissimulati e della leggerezza visiva dei rispettivi contenitori storici riportati alla loro eleganza formale nel contesto del patrimonio artistico ed architetturale della sala, la nuova scelta tecnologica ha implicato la possibilità di costruire scene luminose convenzionali e normalizzate attraverso la selezione di parametri illuminotecnici allineati nei confronti delle ultime prescrizioni ministeriali per la tutela dei Beni Culturali (conservazione nei limiti di esposizione e qualità dei flussi luminosi rivolti alle superfici di pitture ad olio).

Inoltre, è diventato possibile usufruire temporaneamente di scene luminose che differiscono dal riferimento espositivo neutrale (di impostazione museale), per raggiungere finalità interpretative sia del contenuto simbolico espressivo dell’opera, sia della tecnica e delle caratteristiche stilistiche di esecuzione della stessa.

TINTORETTO E LA NUOVA ESPERIENZA DEL VISITATORE

Le scene statiche programmate sono 21, comprensive di scena base museale, per la valorizzazione dell’architettura, per evidenziare le sole opere a parete, per ogni opera singola con variabile di regolazione della temperatura di colore ed enfatizzazione di particolari. Le scene programmate in sequenza dinamica sono 17, legate alla cronologia storica nelle tre tele principali con enfatizzazioni di particolari (20” a scena per un totale di 5,6 min).

Reversibilità della programmazione: ogni scena può essere facilmente riprogrammata senza modifiche impiantistiche e favorire nuove chiavi interpretative Apertura a sviluppi futuri: l’impianto è in fase di studio – per conto di Studio Pasetti Lighting con Officine Panottiche e Nuovostudio Factory – per accogliere sviluppi futuri che permettano la possibilità di coniugare la regia luminosa con l’approfondimento tematico sincronizzato su supporto digitale (uso di tablet o altri mezzi interattivi per realtà aumentata)

(Massimo Maria Villa)

 

VENEZIA, SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO – “SALA DELL’ALBERGO” 

NUOVA ILLUMINAZIONE A LED DELLE OPERE DI TINTORETTO

Studio propedeutico preliminare: realizzato a cura dell’ing. Elena Pedrotti e condotto dal prof. Pietro Fiorentin dell’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Ingegneria Industriale, sulle caratteristiche spettrofotometriche dell’opera esemplificativa “la Salita al Calvario”

Progetto ed engineering del nuovo sistema di illuminazione LED: Studio Pasetti Lighting (arch. Alberto Pasetti Bombardella, con Chiara Brunello, Gaspare Barranca, Ruggero Corazza e Danilo De Santis)

Realizzazione sistema di illuminazione: DDS Elettronica (MO)

Assemblaggio: Bieffezeta Srl (TV)

Opere pittoriche principali: San Rocco in gloria (soffitto), Crocifissione (parete principale), Cristo di fronte a Ponzio Pilato, L’incoronazione di spine, La salita al calvario, (1564-1567)

Sistema di controllo digitale e regia luminosa: protocollo DMX per scene attivabili attraverso telecomando, con 84 canali complessivi

Engineering della sorgente LED a doppia emissione: con tc calda a 3000 K e tc “fredda” a 4000 K con contenimento dell’illuminamento entro 150 Lux

Risparmio energetico rispetto al sistema preesistente: da 2400  a 1340 W (56% nella scena di massima intensità luminosa)

 

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2 COMMENTI

  1. Salve,
    da parte di un Parroco di una chiesa(dove anch’io faccio parte e frequento), ci è stato chiesto di rifare l’impianto elettrico della chiesa con particolare riguardo all’illuminazione tenendo conto l’aspetto normativo, l’aspetto estetico, quello luminoso ed infine quello energetico. potete darci un vostro pare o consiglio?

    • Buongiorno,
      per quanto riguarda la normativa c’è la UNI 10380 dove vi sono una serie di indicazioni sui valori di illuminamento di cui tenere conto nei vari interni, Chiese comprese. In relazione ad un caso come quello che esponete, bisognerà seguire quanto prescrivono le norme CEI a riguardo della messa in sicurezza dell’impianto; circa gli aspetti relativi alle scelte degli apparecchi di illuminazione, l’opzione LED può essere considerata soprattutto laddove il vecchio impianto preveda la presenza di lampade alogene e o a scarica, oppure anche in una logica di retrofit delle semplici sorgenti luminose, se presenti sistemi a sospensione/lampadari. Difficile dire di più non avendo più elementi noti.

      Massimo Villa

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