Venezia. Luce per il sociale: alla 57esima Biennale d’Arte un progetto di Olafur Eliasson

Olafur Eliasson – “Green Light – An artistic workshop”. In collaboration with Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Wood (European ash), recycled yogurt cups (PLA), used plastic bags, recycled nylon, LED (green) – 35x35x35 cm – 57th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia VIVA ARTE VIVA, 2017 (photo: Damir Zicic) (courtesy of the artist and Thyssen-Bornemisza Art Contemporary- ©Olafur Eliasson)

Olafur Eliasson, artista contemporaneo e light artist fra i più grandi sulla scena mondiale, è stato invitato alla 57esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia per presentare un suo progetto in forma di workshop, in collaborazione con la Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna (TBA21) e con il sostegno di Moroso, brand italiano di prima grandezza nell’arredo e nel design.

Il Workshop, dal titolo “Green Light – An artistic workshop” è un vero e proprio laboratorio work-in-progress nell’ambito del quale – nell’arco dei sei mesi di svolgimento della mostra della 57esima Esposizione Internazionale d’Arte “Viva Arte Viva”, dal 13 maggio al 26 novembre 2017, con una pausa delle attività durante luglio e agosto – ottanta rifugiati e richiedenti asilo, giunti in Italia di recente e provenienti da diversi paesi tra cui Nigeria, Gambia, Iraq, Siria, Somalia, Afghanistan e Cina, collaboreranno con il pubblico e gli studenti volontari nella costruzione di una serie di lampade modulari a partire da un disegno dell’artista.

Olafur Eliasson – “Green Light – An Artistic workshop”. In collaboration with Thyssen-Bornemisza Art Contemporary – 57th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia VIVA ARTE VIVA, 2017 (photo: Damir Zicic ©Olafur Eliasson)
Olafur Eliasson – “Green Light – An Artistic workshop”. In collaboration with Thyssen-Bornemisza Art Contemporary – 57th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia VIVA ARTE VIVA, 2017 (photo: Damir Zicic ©Olafur Eliasson)

L’operazione vuole essere una riflessione sul valore e sulla responsabilità di una nostra partecipazione consapevole alle problematiche derivanti dalle migrazioni e dagli spostamenti di massa dei popoli.

Così Eliasson ha disegnato espressamente per questo progetto i tavoli e gli scaffali geometrici ‘Green Light’ che sono stati poi sviluppati dal punto di vista del Product Design da Moroso: il modulo è una forma unica, basata sul cubo e il triangolo isoscele, un concept geometrico e formale aperto a suggerire l’idea che questo progetto possa applicarsi e adattarsi anche ad altri contesti.

Lo spazio nel quale l’artista ha organizzato il suo work-in-progress è diviso in tre zone: lo spazio della produzione in cui le lampade vengono assemblate, articolato su una serie di tavoli; una zona pensata per gli incontri e il confronto, dove si tengono conferenze, lezioni e seminari; una zona soggiorno pensata invece per creare una possibile interazione individuale fra i singoli partecipanti.

“Green Light” è quindi uno spazio individuale e collettivo di “costruzione del mondo” che, a partire dall’attività del laboratorio collettivo, vuole portare gli esiti del suo lavoro fino alla individuazione di un nuovo concetto di ospitalità capace di coinvolgere in modo diretto persone fra loro molto differenti e con obiettivi molto diversificati come un artista, il suo studio, i partecipanti, i rifugiati, le ONG partner, i visitatori.

Il progetto di Eliasson “Green Light – An artistic workshop”, realizzato in collaborazione con Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, è stato presentato nel 2016 pressoTBA21-Augarten a Vienna e nel 2017 al Moody Center for the Arts a Houston, in Texas.

Green Light è al centro di una campagna per la raccolta di fondi di cui beneficiano le due ONG Emergency e Georg Danzer Haus e si trova nel padiglione centrale ai Giardini di Castello.

 

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