Vedere Tintoretto: dall’illuminazione dinamica all’esperienza digitale in realtà aumentata

Scuola Grande di San Rocco. Tintoretto – Il grande telero con la ‘Crocifissione’

Uno sviluppo del progetto di illuminazione dinamica basata sulle opportunità rese possibili dalle tecnologie digitali e dalla realtà aumentata è stato messo a punto da Marco Luitprandi e Luca Vascon per la Scuola Grande di San Rocco a Venezia, in particolare con riferimento all’esperienza di fruizione del grande telero di Tintoretto de ‘La Crocifissione’, per il quale era stato già realizzato un importante progetto illuminotecnico  di valorizzazione dell’esperienza di visita (del quale avevamo parlato diffusamente sulla nostra rivista) da parte dello studio di lighting design di Alberto Pasetti qualche anno fa.

Il nuovo progetto “Dynamic Light and augmented reality”, realizzato da Marco Liutprandi e Luca Vascon in collaborazione con lo Studio Pasetti, di NuovostudioFactory e Officine Panottiche, realtà che operano nel campo dell’immagine interattiva e dell’interaction design, e con lo Studio Tagliatti, che si è occupato dei software, ha lavorato sull’integrazione in una sola piattaforma degli aspetti riguardanti il lighting, la gestione domotica degli scenari e degli elementi riguardanti la comunicazione multimediale, per assicurare al fruitore un’esperienza museale veramente immersiva.

Progetto ‘Dynamic Light and Aumented Reality’ per Tintoretto e la Scuola Grande di San Rocco a Venezia

Basandosi sulle opportunità rese possibili dall’impostazione dell’impianto di illuminazione dinamica a luce LED, progettato per evidenziare con scenari differenziati le diverse aree del dipinto, con un approccio tematico e temporale, saltando a piè pari la luce classica statica, i visitatori saranno ora dotati di  tablet (o smartphone) con il quale seguire la lettura del quadro o autonomamente interagire con l’opera fisica – un grande telero di 12 x 5 m –  manipolandolo la tela in modo digitale, ingrandendo dettagli in altro modo difficilmente visibili e individuando contenuti di tipo didattico e critico.

Per ottenere questo risultato il grande dipinto è stato replicato in digitale con una fotografia di 3,5 Gigapixel che ha reso possibile l’ingrandimento di ogni suo più piccolo dettaglio.

 

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