Pechino. The Opposite House

Una verde risonanza

Lo spazio della piscina coperta
Lo spazio della piscina coperta

Nella capitale cinese è stato realizzato il primo “boutique hotel” che Kengo Kuma ha sobriamente avvolto di luce e composto attorno a spazi aperti che richiamano la tradizione orientale.

Il progetto di questo hotel a Pechino  è parte integrante del “Village” del quartiere Sanlitun, dedicato a shopping, ristorazione, intrattenimento e tempo libero.

La particolarità del nome – The Opposite House –  traduce il termine cinese con cui si indicavano gli edifici destinati ad accogliere gli ospiti, storicamente posizionati nella corte interna, sul lato opposto rispetto all’abitazione principale dei proprietari e, concreamente, indica la posizione dell’hotel nella corte del villaggio commerciale, e la natura stessa di questo quartiere della diversità e degli opposti, sospeso tra contemporaneità e tradizione.

Lo spazio d'ingresso con l'illuminazione serale. In evidenza la parete espositiva retroilluminata realizzata con pannelli in acrilico e legno di olmo
Lo spazio d’ingresso con l’illuminazione serale. In evidenza la parete espositiva retroilluminata realizzata con pannelli in acrilico e legno di olmo

Prendendo ispirazione dal contesto urbano che accoglie l’albergo, i progettisti hanno comunque messo il loro talento al servizio di un concept innovativo destinato a ospiti provenienti dall’intero mondo.

Il corridoio per gli ospiti attraverso l'atrio
Il corridoio per gli ospiti attraverso l’atrio

Per il nuovo “urban hotel” di Pechino Kengo Kuma ha ideato una  facciata esterna in vetro ceramicamente mosaicato: la schermatura degli ambienti è di tersa trasparenza, a similare la pelle di una creatura che reagisce al variare della luce.

L’immagine mostra la facciata vetrata rivolta verso il cortile interno
L’immagine mostra la facciata vetrata rivolta verso il cortile interno

Luce naturale e luce artificiale

Kuma è riuscito a creare una sorta di esperienza spaziale luministica dove l’apparenza degli ambienti si trasforma durante la giornata, anche attraverso una ridefinizione dei confini architettonici che confluiscono in spazi continui e fluidi.

Un altro elemento di particolarità è dato dalla convivenza tra la rumorosa vita notturna del quartiere e la quiete dell’area residenziale adiacente; sottolineando queste antitetiche realtà, Kuma ha realizzato gli esterni con un disegno squillante, mentre gli interni si presentano rigorosi, ritagliando spazi di privatezza e comfort.

Un’altra immagine della grande piscina, illuminazione serale. L’effetto combinato di un’illuminazione puntiforme con fibre ottiche, luce naturale e di un’ illuminazione architettonica con sistemi a scomparsa
Un’altra immagine della grande piscina, illuminazione serale. L’effetto combinato di un’illuminazione puntiforme con fibre ottiche, luce naturale e di un’ illuminazione architettonica con sistemi a scomparsa    animano gli spazi pubblici”.

“Nell’hotel troviamo un grande involucro verdeggiante – spiega il progettista – che sintetizza la calma di una foresta urbana e dove uno dei più importanti elementi è il dialogo tra luce naturale e artificiale.

Si tratta di un piccolo lussuoso hotel che ricerca l’equilibrio tra spazio pubblico e ambienti privati offrendo un senso di domesticità, ma pure quelle vibrazioni sensibili provocate dal passaggio e dalla presenza delle persone che animano gli spazi pubblici.

L’albergo diventa in questo senso anche galleria d’arte presentando agli ospiti collezioni temporanee e una permanente legata alla moda e agli abiti di artisti cinesi.

Nelle novantanove stanze prevale l’utilizzo del legno, nella pavimentazione, gli arredi, fino alle vasche da bagno, mentre una piscina rivestita in acciaio inossidabile ricerca anch’essa il dialogo di riflessi cangianti con l’illuminazione solare e quella a fibre ottiche.

Un’altra vista della reception “living room”
Un’altra vista della reception “living room”

(A cura di arch. Arianna Callocchia – foto di  Katsuki Miyoshino e Michael Weber)

Kengo Kuma and Associates

L'architetto Kengo Kuma
L’architetto Kengo Kuma

Lo studio giapponese di Kengo Kuma, fondato nel 1990, ha progressivamente sviluppato un linguaggio architettonico di larga presa mondiale, fondato sulla fascinazione materica e l’uso di tarsie geometriche.

Tra i progetti più interessanti ricordiamo: la Lotus House del 2005, Chokkura Plaza del 2006, la stazione di Hoshakuji sempre del 2006.

Recentemente ha vinto il concorso per la nuova sede scozzese del Victoria and Albert Museum e in Italia realizzato l’opera Ceramic Cloud

Cartello Lavori

The Opposite House – Pechino

Committente: Swire Hotels

Progettisti: Kengo Kuma and Associates

Kengo Kuma, Yuki Ikeguchi, Jun Shibata, Jun Florian Peine

Strutturisti: Arup Beijing, Beijing Architectural & Engineering Design

Lighting Design: Isometrix

Consulente artistico: Alison Pickett

 

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