Una scena per il museo

 AMO. Immagine di una delle sale del percorso espositivo (cortesia foto Ennevi)
AMO. Immagine di una delle sale del percorso espositivo (cortesia foto Ennevi)

AMO Arena Museo Opera è stato allestito da “Fondazione Arena” in un complesso di edifici di proprietà della “Fondazione CariVerona” noto come Palazzo Forti, a destinazione museale, in cui precedentemente trovava sede la Galleria d’Arte Moderna cittadina ora destinata ad una nuova collocazione

Il complesso museale, oggetto di un lascito di Achille Forti, si compone di vari edifici la cui stratigrafia ha origini romane, poi medioevali fino ai primi anni dell’Ottocento.

L’insieme architettonico venne restaurato trenta anni or sono con particolare attenzione alla valorizzazione di una armonica fruibilità di tutte le epoche che i visitatori hanno modo di godere lungo un articolato ed emozionale percorso.

 Verona, AMO. Un’altra delle sale del percorso di visita (cortesia foto Ennevi)
Verona, AMO. Un’altra delle sale del percorso di visita (cortesia foto Ennevi)

Il Museo dell’Opera

L’idea di allestire il primo museo dedicato all’opera si deve a “Fondazione Arena” che ha aperto nel marzo 2012 la prima zona nei monumentali vani del secondo piano, che ospitarono Napoleone Bonaparte, dedicandola alla mostra “Dall’idea all’opera” che aveva proposto importanti documenti originali dei grandi compositori italiani, costumi, bozzetti di costumi e scenografie oltre a coinvolgenti ed emotivi filmati interattivi.

Il 2013 è invece l’anno del centenario areniano e la Fondazione Arena ha ampliato l’offerta museale con nuove zone per altre mostre.

Il progetto espositivo

Di particolare interesse dal punto di vista illuminotecnico sono i nuovi allestimenti del 2013 posti al secondo piano e nella zona archeologica. Il progetto espositivo si è concentrato sui locali che risultavano in qualche caso di particolare interesse per la presenza di importanti soffitti riccamente decorati.

Il percorso museografico del secondo piano ha preso forma dipanandosi lungo una sequenza di locali in cui trovavano collocazione altre ed interessanti testimonianze costituite da figurini, bozzetti di scenografie e documenti.

Il contenitore è stato interpretato con materiali e colori dagli accenti particolarmente forti, di matrice teatrale, ma con particolare attenzione all’armonia con i colori delle decorazioni che puntualizzano e caratterizzano originalmente i locali: questi colori non neutrali avvolgono le esposizioni e lo spettatore e rendono partecipe dell’edificio, ambiente per ambiente.

L’intervento sull’illuminazione

Dal punto di vista del concept, in questo contesto la luce artificiale doveva giocare un ruolo fondamentale decretando il successo o meno dell’allestimento: i locali disponevano di sistemi di alimentazione a barra elettrificata, ma il budget limitato non consentiva la loro sostituzione.

Lo scenario percorribile quindi è stato quello di individuare proiettori che – nei desiderata anche della Fondazione Arena – dovevano essere con tecnologia a luce LED. Dopo alcune valutazioni, la scelta è caduta su sistemi di Performance in Lighting (proiettori a binario AS23 LED e pannelli in sospensione FL595 LED del brand Spittler), perché idonei in termini di integrabilità con l’ambiente e alle infrastrutture elettriche esistenti, oltre che per l’uniformità luminosa e le caratteristiche cromatiche in termini di temperature colore ottenibili.

Questi apparecchi (gli AS 23 dispongono di quattro diversi angoli di emissione del fascio luminoso) hanno inoltre dimostrato una grande versatilità in termini prestazionali, se si considera ad esempio la zona archeologica – qui dedicata ad una mostra fotografica allestita su semplici pannellature colore grigio caldo (“Arena di Verona. Un secolo di immagini e suggestioni”) – dove prevaleva invece la neutralità dei toni di pareti e soffitti, con suggestivi effetti di profondità di campo e si avevano in evidenza importanti reperti archeologici quali strade romane, murature e mosaici.

 Zona archeologica. Un’immagine della mostra fotografica (cortesia foto Ennevi)
Zona archeologica. Un’immagine della mostra fotografica (cortesia foto Ennevi)

AMO. Un intervento Articolato

L’allestimento si è articolato su 5000 m2 attraverso l’utilizzo di tre prodotti: negli interni sono stati utilizzati più di 140 proiettori a binario AS23 LED e 7 pannelli a LED FL595 LED in sospensione (60 x 60 cm) all’interno dei percorsi comuni, del brand tedesco Spittler (gruppo Performance in Lighting); mentre per il cortile esterno si è fatto ricorso al sistema di illuminazione 4 Seasons, a marchio Prisma Architectural, posti nel passaggio obbligatorio tra due ingressi per l’accesso alle due mostre all’interno del Palazzo Forti.

Il sistema di illuminazione 4 Seasons, all’ingresso (cortesia: foto Ennevi )
Il sistema di illuminazione 4 Seasons, all’ingresso (cortesia: foto Ennevi )

Performance in Lighting ha accettato di confrontarsi qui con una sfida che si presentava piuttosto complessa, soprattutto in considerazione dell’elevato grado di attenzione richiesto dagli oggetti e manufatti esposti.

Il risultato, davvero eccellente, ha enfatizzato in maniera corretta e adeguata le direzioni di luce nel rispetto di quella che era l’atmosfera che si voleva arrivare a creare in ognuna delle macro-sezioni a tema in cui sono state suddivise le diverse sale.

Performance in Lighting, sponsor tecnico del museo, ma anche official partner della stagione areniana, ha definito così una soluzione che contribuisce a preservare nel tempo le opere d’arte, oltre che rivelarsi scelta ottimale in termini di durata e ridotta necessità di manutenzione.

 

 (arch. Paolo Richelli, progettista – Verona)

 

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