Milano – Pinacoteca Ambrosiana

Una lettura dedicata nell’attenzione al colore

 

Milano, Pinacoteca Ambrosiana. La Sala 2 dopo l’intervento dedicato alla nuova illuminazione (courtesy photo: Simona Monfrinotti)
Milano, Pinacoteca Ambrosiana. La Sala 2 dopo l’intervento dedicato alla nuova illuminazione (courtesy photo: Simona Monfrinotti)

Da questa estate i visitatori della Veneranda Pinacoteca Ambrosiana possono fruire le opere sotto la stessa luce con cui le vedevano gli artisti che le hanno realizzate

In questo articolo presentiamo il resoconto di una interessante collaborazione che ha avuto come oggetto il mondo dell’arte e che si è concretato nell’ impegno congiunto di Lumen Center Italia e del progettista e lighting designer Alessandro Colombini rivolti alla valorizzazione di una cultura della luce innovativa, nello specifico in questo caso di un interessante esempio di illuminazione museale.

La Sala 2, prima dell’intervento (courtesy photo: Barbara Bonomelli)
La Sala 2 prima dell’intervento (courtesy photo: Barbara Bonomelli)

La prima fase del progetto, che è poi quella della quale parliamo in queste pagine, ideata dall’architetto e lighting designer Alessandro Colombini e sviluppata dal costruttore lombardo, è stata finalizzata a “ritrovare” lo splendore originario delle opere esposte nella Sala 2 e nella Sala 7 della Pinacoteca e ai disegni del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, consentendo di ammirarne la nitidezza dei dettagli e percepirne la reale brillantezza dei colori.

L’intervento complessivo, di ben più ampio respiro, prevederà la riqualificazione illuminotecnica di tutto il Museo, seguendo nuovi standard progettuali di illuminazione “human friendly” (vedi qui il video).

Le caratteristiche del nuovo impianto

L’impianto esistente è stato sostituito da 105 apparecchi a luce LED luum® (su un totale di 185 previsti a fine progetto), ovvero soluzioni luminose di ultima generazione, sviluppate in collaborazione con i maggiori protagonisti della produzione mondiale del settore, realizzate da Lumen Center Italia. Luum® è stato progettato per una fruizione dell’emissione luminosa di altissimo impatto e per la massima precisione: rappresenta una nuova generazione di luce LED “human friendly” che, oltre al risparmio energetico, riproduce la luce con lo spettro più simile a quello della luce naturale, in coerenza all’influenza importante della luce sul metabolismo e sul benessere psicofisico dell’uomo.

Le nuove soluzioni LED luum® sono inserite apparecchi di illuminazione “custom made”, progettati ad hoc per il Museo e sono state ingegnerizzate utilizzando gli ultimi ritrovati della componentistica, quali ottiche diversificate e orientabili, possibilità di ruotare l’apparecchio su due assi a 360°, messa a fuoco e dimmerabilità.

La Sala 2 ospita opere di artisti quattro-cinquecenteschi , tra cui alcuni importanti pittori lombardi, e il celebre dipinto di Sandro Botticelli “La Madonna del Padiglione”, mentre nella Sala 7 si trova un insieme di opere particolarmente interessante e raro: dipinti fiamminghi realizzati da Brueghel e Brill, collezionati dal cardinale Federico Borromeo – fondatore dell’Ambrosiana – , che raffigurano temi religiosi ambientati in grandi paesaggi, racconti della storia di Cristo ed elementi naturali, tutti resi con una vivacità cromatica e una ricerca del dettaglio raffinatissima.

Il lavoro sviluppato sul colore

Un team di esperti, guidati dall’arch. Alessandro Colombini, ha compiuto uno studio approfondito della pigmentazione dei dipinti, al fine di tarare la regolazione di precisione dello spettro degli apparecchi LED da progettare, con l’obiettivo di illuminare al meglio le cromie di ogni singola opera, per valorizzarne le specifiche caratteristiche.

Una specifica temperatura colore – ossia una sfumatura di luce bianca ogni volta ricercata con modalità differenti – è stata pensata quadro per quadro ed è stata realizzata attraverso la messa a punto di una miscela di LED dalle diverse cromie affinché di ogni opera risaltasse al massimo ogni componente: i colori, le forme, i piani di costruzione.

Attraverso la dimmerazione di ogni apparecchio, ossia la possibilità di dosare la quantità di luce fornita, si è poi ricercata la dimensione luminosa che meglio si poteva adattare ai diversi dipinti. Le differenti tonalità dei LED hanno portato a far risaltare nel modo migliore i toni freddi e i toni caldi delle opere, senza che l’immagine d’insieme risultasse penalizzata da una unica sfumatura di luce.

Sala 2. Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone – “SS. Elisabetta e Francesco” e a destra, SS. Pietro Martire e Cristoforo”. Le due immagini mostrano l’allestimento preesistente (a) e quello reso possibile con la nuova illuminazione (b) (courtesy photo: (a) Barbara Bonomelli (b)) Simoa Monfrinotti)
Sala 2 – Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone – “SS. Elisabetta e Francesco” e a destra, “SS. Pietro Martire e Cristoforo” con l’allestimento preesistente (courtesy photo: Barbara Bonomelli)
Sala 2. Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone – “SS. Elisabetta e Francesco” e a destra, "SS. Pietro Martire e Cristoforo” con la nuova illuminazione (courtesy photo: Simona Monfrinotti)
Sala 2 –  Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone – “SS. Elisabetta e Francesco” e a destra, “SS. Pietro Martire e Cristoforo” con la nuova illuminazione (courtesy photo: Simona Monfrinotti)
 Sala 2. Sandro Botticelli – “Madonna del Padiglione”; come si presentava nel vecchio allestimento (a – cortesia photo: Barbara Bonomelli) e con la nuova illuminazione a luce LED (figura b) (cortesia photo: Simona Monfrinotti)
Sala 2 – Sandro Botticelli – “Madonna del Padiglione” come si presentava nel vecchio allestimento ( cortesia photo: Barbara Bonomelli)
Sala 2. Sandro Botticelli – “Madonna del Padiglione” con la nuova illuminazione a luce LED (cortesia photo: Simona Monfrinotti)
Sala 2 – Sandro Botticelli – “Madonna del Padiglione” con la nuova illuminazione a luce LED (cortesia photo: Simona Monfrinotti)

Un esempio indicativo di questa metodologia di approccio è quello dei dipinti fiamminghi della Sala 7, realizzati da artisti nordici della caratura di Brill e Brueghel che – nel raffigurare soggetti ambientati in vasti paesaggi tipicamente italiani e laziali – hanno conferito alle loro composizione toni che ricreano una luce che si rivela in realtà fredda: le sfumature di grigi slavati, verdi chiari e azzurri cerulei vengono messi in risalto da una temperatura di colore particolarmente elevata in termini di gradi Kelvin; i bruni e i toni più caldi, meno presenti sono però correttamente evidenziati da una seconda componente di gradazione più bassa.

Gli apparecchi di illuminazione sono stati realizzati nell’architettura costruttiva propria di sagomatori, apparecchi in grado di focalizzare ogni fascio di luce sulla esatta dimensione dei dipinti, così da farli emergere in maniera particolarmente efficace rispetto al fondale della parete, mantenuto in ombra.

L’illuminazione generale è ottenuta invece con luce indiretta orientata verso le coperture a volta delle sale, proveniente dalle blindo-sbarre presenti nelle sale corredate di lampade a fluorescenza.

Sala 7. Jan Brueghel il Vecchio – “Allegoria del Fuoco”. Anche qui vediamo l’opera con la vecchia illuminazione (a ) e con la nuova illuminazione (b) (courtesy photo: Barbara Bonomelli)
Sala 7 – Jan Brueghel il Vecchio, “Allegoria del Fuoco”. L’opera con la vecchia illuminazione
Sala 7 - Jan Brueghel il Vecchio – “Allegoria del Fuoco”. La nuova illuminazione (b) (courtesy photo: Barbara Bonomelli)
Sala 7 – Jan Brueghel il Vecchio, “Allegoria del Fuoco”. La nuova illuminazione (courtesy photo: Barbara Bonomelli)

Gli stessi apparecchi LED luum® sono stati utilizzati per illuminare le nuove teche – anche queste realizzate appositamente da Lumen Center Italia – che conservano la preziosità delle pagine del Codice Atlantico, il più ampio e stupefacente corpus di scritti e disegni di Leonardo da Vinci, conservato sin dal 1637 nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana e ora esposto nella Sala Federiciana.

Pinacoteca Ambrosiana. Sala Federiciana. Uno dei disegni del “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci, con l’illuminazione preesistente (a) e con il nuovo impianto di illuminazione (b) (courtesy photo: Barbara Bonomelli)
Pinacoteca Ambrosiana – Sala Federiciana. Uno dei disegni del “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci  con l’illuminazione preesistente (courtesy photo: Barbara Bonomelli)
Pinacoteca Ambrosiana. Sala Federiciana. Uno dei disegni del “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci con il nuovo impianto di illuminazione (courtesy photo: Barbara Bonomelli)
Pinacoteca Ambrosiana – Sala Federiciana. Uno dei disegni del “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci con il nuovo impianto di illuminazione (courtesy photo: Barbara Bonomelli)

L’intero intervento, oltre a valorizzare la collezione di opere d’arte, è stato concepito in un’ottica di risparmio energetico, di riduzione dei costi di esercizio relativi alla manutenzione e alla sostituzione degli apparecchi di illuminazione.

 

 

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