‘The Future of Urban Lighting’. Gli scenari della luce domani

 

Una soluzione di luce architetturale (courtesy: Concepto)

Una grande mostra a Parigi in occasione della sesta edizione della PLDC Professional Lighting Design Convention ha proposto le visioni di concept sul futuro dell’illuminazione urbana di alcuni dei più grandi studi di lighting design mondiali. Le idee e le ragioni di questo progetto nelle parole del suo curatore, il lighting designer Roger Narboni

Roger Narboni (photo: Antoine Doyen)

Quando ho intrapreso questo progetto di esposizione un paio di anni fa, lo scenario futuro che avevo immediatamente in mente era una città da qualche parte intorno all’anno 2053. Se pensiamo a quanto accadrà o potrebbe accadere nel campo dell’illuminazione urbana fra 36 anni, dobbiamo anche pensare a quello che l’illuminazione urbana era 36 anni fa, nel 1981: si trattava di un’illuminazione puramente funzionale ovunque. Non esisteva una professione di progettazione illuminotecnica dedicata agli spazi urbani e gli apparecchi urbani erano solo sfere “storiche” o, se “moderne”, bianche.

L’illuminazione stradale era la regola. Non esistevano Masterplan illuminotecnici o strategie di illuminazione, nessuna notte creativa e nulla che potesse essere descritto come ambiente luminoso urbano. E i cittadini non sono mai stati coinvolti in alcuna scelta o decisione in materia di illuminazione degli spazi pubblici.

La luce urbana, oggi

L’illuminazione urbana è legata al tessuto urbano: alla pianificazione urbana, alla progettazione degli ambiti pubblici, a progetti di ristrutturazione o alla costruzione di una
nuova architettura. Le nostre città si sono già trasformate molto rispetto a quei giorni, se solo prendiamo in considerazione i nuovi concetti di mobilità, i nuovi utilizzi degli spazi pubblici, le nuove possibilità di creare architetture sorprendenti, e in considerazione delle nuove urgenze in materia di sostenibilità, rispetto dell’ambiente, dei temi dell’inquinamento luminoso e della biodiversità notturna.

Gli obiettivi della mostra

Ecco per quale motivo è stato per me importante per questa mostra invitare i lighting designer da tutto il mondo a proporre liberamente le loro idee su ciò che potrebbe essere il futuro, davanti a diverse domande aperte:

• Come si svilupperanno gli ambiti luminosi progettati per i pedoni, gli spazi urbani che si rivolgono ai nostri sensi, con la totale scomparsa forse dei pali urbani?

• Come integreremo i temi dei ritmi circadiani, lo Human Centric Lighting e le neuroscienze nel nostro lavoro quotidiano nei nostri progetti per l’illuminazione degli spazi pubblici?

• Come potremo invitare i cittadini ad immaginare e creare i loro personali ambienti di illuminazione e come questa nuova democrazia della luce trasformerà l’immagine urbana e le emozioni trasmesse dalla città di notte?

• L’attenzione per la conservazione dell’oscurità notturna farà parte della nuova illuminazione urbana che ci sarà commissionata in termini di progettazione? • Quali nuovi strumenti e nuove opportunità ci daranno la bioluminescenza e la possibile scoperta dei bioLeds?

• Quale ruolo avranno le architetture luminose e i materiali luminosi (a terra e /o sulle facciate) nell’illuminazione degli spazi esterni pubblici e privati in futuro?

• In che modo potrebbero svilupparsi le luci personali, i dispositivi autonomi di illuminazione, i droni luminosi e gli abiti luminosi nel trasformare il nostro modo di pensare o progettare l’illuminazione per uno spazio urbano?

• Come potranno in futuro le mutazioni netiche, lo sviluppo della tecnologia delle protesi umane, gli impianti a livello ottico o le tecnologie bioniche e robotiche parzialmente o totalmente modificare la nostra visione notturna e il nostro modo di muoversi al buio?

E pensando quindi al 2053, quale tipo di equilibrio potrà esserci tra l’illuminazione urbana progettata in futuro e l’illuminazione pubblica progettata oggi, che potrebbe essere ancora in uso? Quali altri problemi imprevisti potrebbero emergere, come i cambiamenti nel comportamento dei cittadini o l’emergere di tecnologie ancora sconosciute? La mostra di Parigi ha portato una serie di ipotesi aperte sul 2053 dove scopriremo che cosa potrebbero diventare le nostre città.

Roger Narboni, concepteur lumiere – Concepto

PARIGI PLDC 2017. MOSTRA “THE FUTURE OF URBAN LIGHTING”

Dove: Parigi, presso gli showroom Erco, Fagerhult e Zumtobel

Curatore: Roger Narboni, lighting designer, con Floriane Deléglise, architetto e lighting designer HMNOP

Sound design: Nicolas Narboni

Produzione: VIA Verlag Sponsor: Erco, Fagerhult e Zumtobel

I LIGHTING DESIGNER: GLI 8 STUDI INTERNAZIONALI INVITATI

Arup Lighting (Gran Bretagna) (coordinato da: Florence Lam)

Concepto (Francia) (coordinato da: Roger Narboni)

LEA – Les Eclairagistes Associes (Francia) (coordinato da: Laurant Fachard)

Licht Raum Stadt Planung (Germania) (coordinato da: Uwe Knappschneider e Sonja Dinnebier)

LDC Lighting Design Collective (Madrid, London, Helsinki) (coordinato da: Tapio Rosenius)

LPA Lighting Planners Associates (Giappone) (coordinato da: Kaoru Mende)

ON-Lighting – Agence de Conception Lumière (Francia) (coordinato da: Vincent Thiesson)

Speirs + Major (Gran Bretagna) (coordinato da: Mark Major e Keith Bradshaw)

All’interno della mostra, è stato presentato  anche il lavoro dei 10 vincitori della competizione internazionale lanciata da PLDC l’ultima volta sul futuro dell’illuminazione urbana: 4TZ (Austria), ZZZX-THU (Cina), LiDS (Russia), RAD (Olanda), UrbanSenses (Olanda), LAB.1 (Turchia), SmithGroupJJR (USA), Arup Global Lighting (USA), CS Design (Canada) e Kerem Asfuroglu (Gran Bretagna)

Concepto

Francia

Smart Lighting, IoT e futuro delle città

Il parere di: Roger Narboni, lighting designer

Qual è il tuo punto di vista in generale sulla Smart Lighting e riguardo a tutte le soluzioni per dispositivi mobili utilizzate nell’illuminazione correlate a IoT Internet of Things?

L’illuminazione intelligente non rappresenta finora cose concrete nell’illuminazione urbana. Si tratta principalmente di strumenti per la gestione e il risparmio energetico. Non ha alcun effetto sulla nostra progettazione di soluzioni per l’illuminazione urbana, in quanto non dà ai pedoni possibilità di interazione con quello che vedono di notte.

Ci attendiamo che le tecnologie dei dispositivi mobili evolvano veramente in futuro per dare agli utenti finali e ai cittadini le opportunità di trasformare i loro ambiti luminosi notturni secondo i loro desideri, le loro esigenze e i loro stati d’animo. Non ci sarà mai veramente “intelligenza” nell’illuminazione senza un design creativo all’origine del processo progettuale.

La luce individuale e personale (courtesy: Concepto)

Quali aspetti di Smart Lighting ritieni potrebbero offrire i maggiori vantaggi per gli abitanti delle città?

L’illuminazione intelligente è prevalentemente dedicata all’indagine e al controllo delle luci urbane da parte delle autorità pubbliche. Se vogliamo che gli abitanti della città siano integrati in questo progetto in termini di scelte e di decisioni, dovremo pensa re ad applicazioni e tecnologie che permettano loro di modificare e sintonizzare i loro ‘ambienti luminosi’ personali. Le comunicazioni tra i pali dell’illuminazione urbana e le possibilità di individuare persone e automobili dovrebbero anche consentire in futuro di sviluppare ‘aree urbane’ oscure all’interno delle nostre città, per preservare i cittadini dall’inquinamento luminoso e riacquistare il piacere di vivere nell’oscurità anche in ambienti urbani affollati.

ARUP Lighting

Gran Bretagna

Smart Lighting, IoT e futuro delle città

Il parere di: Florence LAM, lighting designer

Florence Lam)

Qual è il tuo punto di vista in generale sulla Smart Lighting e riguardo a tutte le soluzioni per dispositivi mobili utilizzate nell’illuminazione correlate a IoT Internet of Things?

La tecnologia LED sta diventando ‘dirompente’ per l’industria dell’illuminazione non tanto per la vita più lunga dei sistemi, o le nuove lampade a risparmio energetico, ma perché alimenta lo sviluppo di un’illuminazione intelligente e/o connessa che fa parte di una più ampia intelligenza distribuita – un ecosistema “internet di luce”.

Mentre questa nuova innovazione è emozionante e guarda direttamente il futuro, questo cambiamento di paradigma interferirà con l’industria dell’illuminazione: così come ora un orologio intelligente non serve più solo a raccontare il tempo, l’illuminazione intelligente e/o connessa in rete potrà diventare ‘destrutturante’ quando non è più soltanto illuminazione.

Rappresentare un’innovazione ‘dirompente’ significa richiedere una nuova lente per guardare l’ambiente costruito, i clienti, gli utenti … il mondo. La prossima generazione di designer di illuminazione professionale dovrà essere tecnicamente competente così come creativa; dovrà tenersi aggiornata con le nuove tendenze dello sviluppo urbano e del design sensoriale e delle problematiche attorno all’industria dell’illuminazione, con una particolare attenzione alle nuove tecnologie digitali emergenti, estendendo il proprio pensiero di progettazione ben oltre il regno dell’arte, dell’architettura e dell’ingegneria.

Zurigo, Banhofstrasse (courtesy: Arup Lighting)

Quali aspetti di Smart Lighting ritieni potrebbero offrire i maggiori vantaggi per gli abitanti delle città?

La tecnologia non dovrebbe mai essere vista come driver singolo per il cambiamento, ma dovrebbe sempre rispondere ad una chiara necessità sociale, economica o ambientale. Solo attraverso una comprensione di come utilizzare questi complessi ‘tools’ tecnologici in modo intelligente, sono possibili soluzioni veramente evolutive e vantaggiose per i cittadini, l’economia e l’ambiente.

Comprendendo le differenze fra le diverse tonalità della notte – dal tramonto all’alba – ci allontaniamo dal vedere la luce come un elemento puramente funzionale. Questa comprensione apre la strada per un’illuminazione notturna che risponda agli obiettivi degli spazi urbani: ad esempio, sui mezzi di trasporto urbani, illuminazione degli scaffali per le borse che aiuta il benessere dei pendolari, installazioni di illuminazione interattiva che incoraggiano l’interazione sociale o l’illuminazione stradale programmata per consentire diversi livelli e tipi di illuminazione nel corso delle ore notturne.

Un approccio più coordinato all’illuminazione pubblica e privata vedrà facciate di negozi, insegne pubblicitarie e luci degli edifici unite in una rete gestita da sensori in grado di indirizzare risposte e assetti specifici di illuminazione intelligente; una rete in grado di adattarsi a criteri funzionali ed estetici in costante evoluzione e che produce un programma di illuminazione integrato e olistico.

LEA – LES ECLAIRAGISTES ASSOCIES

Francia

Laurant Fachard sul concept proposto in mostra: BUGNIGHT 2050 – Dall’estinzione delle lucciole all’estinzione della notte

Laurant Fachard

Nei fatti, seguendo in questo il pensiero di altri lighting designer, ho una visione molto pessimistica sul futuro dell’immagine notturna: la Notte sulla Terra sarà scomparsa!… All’inizio del XXI secolo, abbiamo avuto ancora qualche speranza di costruire una democrazia notturna per la città, ma l’anno 2050 sta suonando il cavallo di morte per le nostre utopie democratiche! Qui siamo, inondati dal pieno fuoco elettromagnetico delle società capitalistiche e passando dall’età fisica all’era digitale, la luce fotonica ha permesso a questo sistema di abolire la notte per sempre …

Le luci artificiali non-stop utilizzate dalla sicurezza statale sono sempre accese: queste luci non illuminano nulla. Forniscono informazioni e monitorano un mondo di prigionieri digitali. E questa luce artificiale della dittatura fotonica, ci ha resi permanentemente ciechi e insensibili a qualsiasi rapporto con la qualità della notte.

Speirs + Major

Gran Bretagna

A proposito del concept proposto in mostra: “The Third Age of Light”

Speirs + Major hanno creato una visione del futuro per Londra trentasei anni da oggi, che è stato espresso come se la progettazione avvenisse in quel momento: “Londra 2053 – città in cui l’esperienza della notte è focalizzata e autonoma ma variabile e condivisa. Un mondo immerso nei mezzi e nella luce. Questo è ciò che chiamiamo la ‘terza età della luce’. (…) L’’illuminazione urbana è cambiata in risposta agli sviluppi tecnologici e alle pressioni ambientali.

L’ingegneria ottica avanzata e l’intelligenza artificiale si sono coalizzati per fornire un’esperienza ampliata. Le persone utilizzano occhiali, lenti a contatto o impianti per fornire una visione notturna a pieno spettro che consente all’utilizzatore di vedere nel buio attraverso una serie di filtri personalizzabili. (..) I sistemi ottici esaminano e traducono costantemente l’immagine ricevuta creando una scena visibile con la chiarezza della vista naturale. La visione notturna ha reso l’illuminazione pubblica ridondante. L’illuminazione stradale è scomparsa a favore di una ‘luce personale’ “.

Il gruppo di lavoro: da sinistra a destra, in piedi: Jessica Zanotto, Andres Gonzalez-Bode, Benz Roos, Mark Major, Raquel Meseguer. Seduti: Martin Firera Alessandri, Luciana Martinez, Ting Ji, Tom Hartshorne (courtesy: Speirs + Major)

Smart Lighting, IoT e futuro delle città

Il parere di: Benz Roos, Design Associate, Speirs + Major

Qual è il tuo punto di vista in generale sulla Smart Lighting e riguardo a tutte le soluzioni per dispositivi mobili utilizzate nell’illuminazione correlate a IoT Internet of Things?

Qual è il tuo punto di vista in generale sulla Smart Lighting e riguardo a tutte le soluzioni per dispositivi mobili utilizzate nell’illuminazione correlate a IoT Internet of Things? Riteniamo che le tecnologie intelligenti rendano l’illuminazione più personale in futuro. L’illuminazione urbana odierna è sicuramente intelligente – si accende o si spegne, ci può essere un semplice controllo a base di sensori, ma è questa.

Ora stiamo entrando in un’epoca in cui l’illuminazione e la tecnologia di controllo stanno diventando molto più avanzate. La nostra visione è un mondo dove le persone saranno in grado di gestire e controllare le proprie condizioni di luce e visuali: dove la luce è in realtà legata all’individuo.

Vediamo che le prossime generazioni di Peroskvite LED (NdR: dove la tecnologia di conversione della luce ha luogo in un sistema nel quale un cristallo ibrido ultra-efficiente di perovskite ad altissima luminescenza incorpora nanoparticelle colloidali dei punti quantici al suo interno) permetteranno una visione notturna operativa, eliminando interamente la necessità dell’illuminazione stradale, e garantendo al tempo stesso la sicurezza delle persone.

(courtesy: Speirs + Major – LLP 2017)

Quali aspetti di Smart Lighting ritieni potrebbero offrire i maggiori vantaggi per gli abitanti delle città?

I vantaggi potrebbero essere su diversi livelli: naturalmente avremmo  enormi vantaggi economici e ambientali se si rimuovesse l’illuminazione generale dall’ambiente pubblico. Se continuiamo così, l’inquinamento luminoso diventerà ancor più un problema perché le popolazioni crescono, le città si allargano e le persone occupano queste aree con un numero crescente di punti luce. In molti luoghi abbiamo già perso la notte, e con essa la nostra connessione alla natura.

Questa nostra ‘Terza Era della Luce’ non solo creerebbe una città più sostenibile, ma darebbe alla gente la possibilità di scegliere – se semplicemente godersi l’oscurità e connettersi con le stelle, o sperimentare la propria città personalmente progettata.

Con la realtà aumentata, le persone potranno trasformare la città come la vogliono – con l’aspetto di una illuminazione storica a gas, o con i neon del 1960 o semplicemente con una luce astratta geometrica. Questa potenziale libertà di scelta e personalizzazione è uno dei vantaggi più emozionanti che possiamo vedere dall’uso delle tecnologie intelligenti della luce.

LDC Lighting Design Collective

Madrid, London, Helsinki

Smart Lighting, IoT e futuro delle città

Il parere di: Tapio Rosenius, lighting designer

Tapio Rosenius

Qual è il tuo punto di vista in generale sulla Smart Lighting e riguardo a tutte le soluzioni per dispositivi mobili utilizzate nell’illuminazione correlate a IoT Internet of Things?

Non esiste una soluzione universale per l’illuminazione urbana. Come designer, dobbiamo raccogliere soluzioni significative, usando il nostro talento per migliorare il mondo. Riteniamo che il futuro della luce urbana dovrebbe riguardare processi di co-design dove il lighting designer traduce il significato contestuale in AZIONI, sviluppando, visionando e realizzando reti di comunicazione ‘pervasive’ e di comunicazione ambientale come un servizio.

Lo sviluppo tecnologico è solo una parte dell’equazione e consente per cose come l’illuminazione di spostarsi dalla soluzione monofunzionale alla soluzione multifunzionale per le infrastrutture urbane, che incorpora servizi e valore.

Tikkurila. Piano della luce (cortesy: LDC)

Quali aspetti di Smart Lighting ritieni potrebbero offrire i maggiori vantaggi per gli abitanti delle città?

Temi legati alla comunicazione ambientale. Questa è una nuova pratica in cui i dati informano gli interventi nell’ambiente fisico. Gli esseri umani hanno una capacità sostanziale di elaborare informazioni ambientali e periferiche che influenzano direttamente i nostri sentimenti e la nostra comprensione contestuale subconscia, senza la necessità di attivare processi di pensiero cognitivo. Introducendo alimentatori digitali nei nostri spazi costruiti attraverso la comunicazione ambientale, eseguiamo e ampliamo la consapevolezza cosciente e subcosciente di ciò che sta accadendo intorno a noi.

Utilizzando la luce come principale forma di comunicazione ambientale centrale intelligente questa informa, guida, decora, intrattiene e crea brand narrativi e nuove funzionalità negli spazi. La luce così estende le superfici architettoniche, le strategie di navigazione e il marketing contestuale all’interno dei servizi digitali, offrendo ai cittadini l’opportunità di aiutare a costruire i servizi in modo nuovo.

Schede a cura di Massimo M. Villa – Redazione

 

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