Tecnologie della luce e ricerca universitaria per l’automotive

 

Mario D’Agostino, Enzo Marano e Gianfranco Rizzo con il prototipo HySolarKit (courtesy: HySolarKit)

Alcuni esempi della ricerca applicata al settore dell’automotive, in tema di illuminazione e design

1Luce come energia

Si chiama HySolarKit ed è un’idea nata nel Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’ Università di Salerno, per convertire le auto in veicoli ibridi solari.

Il progetto è coordinato dal prof. Gianfranco Rizzo, presidente dei corsi di laurea in ingegneria meccanica ed ingegneria gestionale e fondatore della start-up eProlnn, che ne detiene il brevetto.

Fare il pieno con il sole, si potrebbe dire: HySolarKit è un sistema brevettato che permette di trasformare un’auto normale (a trazione anteriore) in un’auto ibrida 4×4, con ricarica solare. Mentre le ruote anteriori sono mosse dal motore tradizionale, le ruote posteriori sono azionate da due motori elettrici, che collaborano alla trazione riducendo quindi il consumo e le emissioni del veicolo.

Progetto HySolarKit. Schema della propulsione fotovoltaica (courtesy: HySolarKit)

I motori sono collegati ad una batteria, ricaricata dai pannelli solari (quelli attuali hanno una potenza di picco di circa 300 W) e dai motori stessi durante le frenate e le discese (e volendo anche dalla rete elettrica).

Risultato: si consuma e si inquina di meno (circa un 20%, in un tipico uso urbano, per un’ora al giorno); la vettura, diventata ecologica, potrà accedere alle zone a traffico limitato; miglioreranno le prestazioni e l’accelerazione, grazie ai due motori addizionali.

Il tutto ad un costo molto ridotto rispetto all’acquisto di un veicolo nuovo: i promotori contano che possa essere venduto a circa 3.000 €.

L’idea è venuta alcuni anni fa, ed è stata la naturale evoluzione degli studi che il gruppo di ricercatori salernitani ha portato avanti sull’integrazione del fotovoltaico nelle auto: studi che portarono a sviluppare un primo prototipo di veicolo ibrido solare, che si cimentò con successo anche nella Targa Florio riservata ai veicoli ecologici.

Da qui l’input di sviluppare una soluzione che si potesse applicare sulle auto tradizionali, con costi relativamente contenuti: in questo modo l’utente mantiene tutte le caratteristiche della propria vettura, a partire dalle prestazioni e dall’autonomia.

I primi test di mercato hanno evidenziato un notevole interesse da parte dei potenziali utenti ed investitori per questa tecnologia che integra energia elettrica e solare, rendendo possibile la carica delle batterie dell’auto durante le soste.

Il progetto ha anche ottenuto notevole attenzione da parte dei media, con numerosi articoli sulla stampa e sul Web e diversi servizi apparsi di recente sulle reti nazionali e su EuroNews, ed una comparsa nel film “Asphyxia” di Alessandra Angeli.

L’uso del fotovoltaico sulle auto rappresenta il solo modo con cui l’energia primaria si renda direttamente disponibile alle ruote, senza passare attraverso un “vettore energetico”, come avviene per tutte le altre forme di alimentazione dei veicoli: la realizzazione di questa “filiera corta” permette di ridurre sprechi di energia, costi ed emissioni.

Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Università, è stato sperimentato su una FIAT Punto. La sperimentazione ha permesso di verificare che il sistema funziona e che non ci sono criticità significative, individuando anche i punti da migliorare perché da questo primo prototipo funzionante si possa passare ad un prodotto industriale.

La start-up eProInn, fondata da Rizzo e da altri ricercatori come spin-off dell’Università di Salerno, ha candidato con successo il progetto alla Fase 1 della misura SME Instrument del programma europeo Horizon 2020, risultando una delle due aziende campane finanziate nel 2015, ed ha ottenuto il prestigioso “Seal of Excellence”, che rappresenta un titolo preferenziale per l’accesso a fondi europei.

Attorno al progetto è andato aggregandosi un solido e qualificato partenariato di aziende innovative (Actua, Landi Renzo, Solbian, CiaoTech), che rende più concreta la prospettiva di vedere HySolarKit a breve sulle nostre strade.

2. Luce come illuminazione

Per quanto riguarda la luce non come energia, ma come illuminazione nell’ automotive, il progetto J-Raum (Joint Research Area University Marelli – ma anche RAUM come la parola tedesca che traduce il concetto di “spazio”) è un modello di collaborazione tra Industria e mondo accademico che Magneti Marelli ha già istituito con successo nelle sedi di Bologna, Venaria (TO) ed Amaro (UD), e che nasce dalla consapevolezza che la cooperazione tra Università ed Industria è fondamentale per lo sviluppo di soluzioni competitive per la mobilità e il mercato dell’automobile.

L’obiettivo è localizzare la cooperazione fra azienda e università in un preciso spazio fisico e creare innovazione, formando una nuova generazione di tecnici nel campo dell’automotive. Nell’ambito del J-RAUM sono previste varie forme di coinvolgimento di studenti, laureandi e neo-laureati, come ad esempio lo svolgimento di tesi, tirocini, stage.

(arch. Sara Berta, progettista – Roma)

DESIGN E AUTOMOTIVE: IL CONCEPT CAR “GENESI”

Nel design di un’automobile per il futuro, quale ruolo hanno i fari? Nel progetto del vostro prototipo, qual è la valenza estetica di questi elementi?

Risponde: Emiliano Palma, Architetto e Direttore Creativo

arch. Emiliano Palma

“ ‘Genesi’ nasce dalla ricerca di un design senza tempo, con l’intento di creare un auto attuale ma nel contempo proiettata verso il futuro.

Abbiamo disegnato Genesi ispirandoci ai volumi proporzionati e fluidi degli anno ’50-’60 già portatori di uno stile contemporaneo, ed inserito dettagli altamente tecnologici come i fari, i fanali, gli alettoni e gli estrattori. Elementi che proiettano la nostra auto verso il futuro.

Concept Car “Genesi”. Sketch di studio per i fari anteriori
Sketch di studio per i fari posteriori

Il linguaggio che abbiamo cercato di utilizzare, non è quello di moltiplicare i segni, bensì quello di ridurli, sottrarre linee piuttosto che aggiungere dando importanza a pochi elementi distintivi valorizzandoli al massimo. Fari Anteriori e Fanali Posteriori sono come lame di luce che tagliano e segnano il volume”.

Arch. Emiliano Palma

 http://www.model5.it

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