OLED e progettazione

Tecnologia e creatività senza limiti

Biblioteca Universitaria Nazionale, Seoul – Dettaglio degli apparecchi a doppio braccio con modulo OLED rettangolare (Cortesia LG Display)
Biblioteca Universitaria Nazionale, Seoul – Dettaglio degli apparecchi a doppio braccio con modulo OLED rettangolare (Cortesia LG Display)

Mentre la tecnologia LED continua ad “espandersi” sul mercato configurandosi sempre più come la principale direttrice designata da aziende e produttori come la luce del presente e del futuro, la ricerca continua nello sviluppo di strategie orientate all’ottimizzazione delle performance qualitative ed energetiche e nella definizione di sistemi alternativi, come la tecnologia OLED

Negli OLED (Organic LED), la sorgente di luce non è composta da una serie di punti di emissione singoli – montati individualmente o a distanza più o meno ravvicinata, come avviene nei diodi – ma è costituita da un’intera superficie uniforme, caratterizzata dalla stratificazione di diversi elementi di spessore sottilissimo, che genera energia luminosa.

Su un primo strato protettivo, trasparente, viene posto uno strato conduttivo, che funge da anodo, successivamente rivestito da altri strati di materia organica, ciascuno dei quali dotato di una precisa funzione fisica; tali strati sono a loro volta intervallati da materiali elettroluminescenti (di colore rosso, verde e blu), disposti in modo tale da costituire un unico strato unitario composto da tanti elementi, ognuno dei quali formato da micro-display colorati: l’insieme viene infine ricoperto da uno strato riflettente, che funge da anodo.

Ad esclusione dello strato protettivo, che può variare in funzione delle finalità applicative, lo spessore totale di un display OLED – è generalmente pari a circa 300 nanometri.

Grazie a indubbie qualità  – come l’estrema esiguità dimensionale, la flessibilità, la leggerezza, l’assenza di abbagliamento e di ombre, l’assenza di calore (le temperature si mantengono costantemente su valori inferiori ai 35°C), la qualità spettrale dell’emissione e la buona resa cromatica (CRI intorno a 90), la varietà della tonalità di luce (3000, 4000 e 5000 K),  il tempo di risposta e l’efficienza (per alcuni produttori attualmente intorno ai 120 lm/W, con aspettative di 140 lm/W entro il 2017) –  gli OLED possono a ragione proporsi come una metodologia applicativa alternativa di grande interesse, seppure ancora in fase di studio ed ottimizzazione (si veda il nostro Dossier, su questo stesso numero, a pagina…..).

Attualmente, gli sforzi dei ricercatori stanno convergendo soprattutto sulla durata dei dispositivi –  il materiale organico tende infatti, con il passare del tempo, a diminuire la capacità di emettere luce –  e sull’incremento delle prestazioni visive e quantitative.

La flessibilità, il sottilissimo spessore e l’uniformità dell’emissione costituiscono senza dubbio gli aspetti più accattivanti nello stimolare la creatività dei progettisti, che possono in questo modo realizzare un’integrazione praticamente assoluta fra la sorgente luminosa ed i materiali, minimizzando al massimo il design e la presenza di elementi di supporto.

Oltre ai semplici moduli – generalmente quadrati, rettangolari o circolari – alcuni produttori – come la LG Display – producono sistemi più sofisticati e pronti per l’uso, come un kit completo, con modulo singolo e doppio, per la realizzazione “home – made” di dispositivi luminosi, o moduli con connessione per binari elettrificati con differenti opzioni di montaggio. Gli alti costi della tecnologia costituiscono allo stato attuale il più consistente vincolo nell’applicazione del sistema, ancora poco diffuso nel nostro Paese a dispetto di altre realtà nelle quali il suo utilizzo è più usuale.

Alcune realizzazioni

Uno degli interventi più interessanti è stato realizzato in Corea, per la Biblioteca Universitaria Nazionale di Seoul, che, con l’installazione di 1.100 pannelli OLED, può essere considerata al momento una delle realizzazioni più importanti al mondo.

Per questo progetto è stata sviluppata una tipologia di apparecchi da tavolo per la luce di lettura, caratterizzata da un design essenziale perfettamente integrato alla qualità dell’arredamento interno con l’emissione di una luce perfettamente appropriata alle esigenze visive degli studenti, che – con un andamento spettrale simile alla luce diurna, una tonalità di luce calda ed accogliente (T=3000 K) e una diffusione priva di contrasti e zone d’ombra – risulta particolarmente confortevole per gli occhi.

Biblioteca Universitaria Nazionale, Seoul – Dettaglio dell’apparecchio a braccio singolo con modulo OLED rettangolare, inserito a catalogo (Cortesia LG Display)
Biblioteca Universitaria Nazionale, Seoul – Dettaglio dell’apparecchio a braccio singolo con modulo OLED rettangolare, inserito a catalogo (Cortesia LG Display)

Gli apparecchi – prodotti dalla LG Display con il nome di SKY – sono realizzati con moduli 320 x 110mm montati su braccio e supportati da una piccola base che contiene gli ausiliari elettronici necessari al funzionamento del sistema.

Altre applicazioni molto interessanti in Corea sono state realizzate nella catena multi-marca della profumeria Belport – con l’integrazione dei pannelli alle mensole espositive trasparenti, montati in serie continua e gestiti da elettronica remota – o in un’abitazione tipica del Paese, l’Hanok, costituita principalmente da una struttura in legno nella quale gli elementi OLED sono stati montati direttamente sulle travi per l’illuminazione generale degli ambienti.

Di grande effetto l‘installazione realizzata a Londra per il ristorante Tincan, un locale pop-up progettato da AL_A, nel quale pannelli OLED LG Display, concepiti come apparecchi a sospensione di forma circolare, costituiscono la principale sorgente di luce del locale.

Ristorante Tincan, Londra – Vista generale dell’interno. L’effetto scenografico della luce è enfatizzato dalla tinta scura di pareti e soffitto, dal quale partono, a contrasto, i fili rossi delle sottilissime sospensioni. Sul bancone, i medesimi apparecchi a sospensione montati a passo ridotto (Cortesia LG Display)
Ristorante Tincan, Londra – Vista generale dell’interno. L’effetto scenografico della luce è enfatizzato dalla tinta scura di pareti e soffitto, dal quale partono, a contrasto, i fili rossi delle sottilissime sospensioni. Sul bancone, i medesimi apparecchi a sospensione montati a passo ridotto (Cortesia LG Display)
Ristorante Tincan, Londra – Dettaglio dei tavoli, illuminati in modo totalmente uniforme e privi di zone d’ombra (Cortesia LG Display)
Ristorante Tincan, Londra – Dettaglio dei tavoli, illuminati in modo totalmente uniforme e privi di zone d’ombra (Cortesia LG Display)

La scelta del sistema da parte dello studio di progettazione è stata basata sulle ottime qualità dell’emissione luminosa e sulle possibilità di design assolutamente uniche garantite dalla soluzione, che hanno permesso agli architetti di concepire un apparecchio ad hoc perfettamente integrato nello stile del locale.

(arch. Alessandra Reggiani – lighting designer, Roma)

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here