Street Lighting. La strumentazione tipo

(courtesy photo: Thorn - Zumtobel Group)
(courtesy photo: Thorn – Zumtobel Group)

Una nuova veste per la nostra rubrica di servizio che nasce per offrire risposte pratiche al ns. lettore attorno al tema del rapporto fra grandezze fotometriche e loro misurazione. Lo spazio quest’anno è organizzato per argomenti tematici, per i quali propone ogni volta considerazioni progettuali e applicative.

Partiamo dal presupposto che il risultato finale di un impianto di illuminazione stradale, da un punto di vista fotometrico, è il compromesso di  tre parametri essenziali:

1. minima quantità di luce garantita (specificato dalle tabelle normative presenti nella regolamentazione UNI 13201-2)

2. qualità dell’illuminazione (Norma UNI 11248)

3. costi, dovuti al consumo energetico, alla realizzazione dell’impianto  e al suo mantenimento.

Il fattore imprescindibile è certamente la quantità di luce minima garantita (come specificato dalle tabelle nella normativa UNI 13201-2) che deve essere sufficiente per lo svolgimento delle attività umane nell’ambiente stradale, tale da assicurare, per l’appunto,  il livello minimo di sicurezza agli utenti (guidare, camminare, pedalare eccetera),  detto anche “valore medio minimo mantenuto”.

Gli altri due parametri possono influenzare il “valore medio minimo mantenuto”.  In che modo?  Incidendo sull’assegnazione del livello di categoria di una strada che il progettista può alzare o abbassare, in funzione anche della qualità della sorgente luminosa utilizzata e da altri fattori non trattati in questo articolo.

La qualità della luce dipende molto dal suo colore o meglio dall’Indice di Resa Cromatica CRI. Come da tabella I -estratta dalla norma UNI 11248 – si evince che una resa cromatica superiore a 60 permette di apportare una variazione di categoria ( -1)  alla strada, passando, per esempio, da ME1 a ME2 ( vedi prospetto 1a ) abbassando quindi il valore medio minimo mantenuto da 2,0 a 1,5 (seconda colonna “L in cd/m2” ).

Norma UNI 11248
Tab.1 – Norma UNI 11248
Prospetto 1a
Prospetto 1a

Un ausilio dalla tecnologia LED

Fino a pochi anni fa alzare la Resa Cromatica significava utilizzare una tecnologia energivora e di conseguenza costosa, quindi le lampade a vapori di sodio erano il  compromesso migliore per diminuire i consumi e avere una quantità di luce sufficiente, nonostante la loro pessima Resa Cromatica. Oggi le nuove tecnologie a LED permettono di ridurre i consumi e di alzare notevolmente la resa cromatica e quindi possono essere una valida alternativa.

Ma quali sono gli strumenti idonei alla caratterizzazione di un impianto di illuminazione stradale?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo sempre fare riferimento alle normative racchiuse nelle UNI 13201/2/3/4 e UNI 11248 per comprendere quali grandezze devono essere misurate e in quali condizioni.

In parte abbiamo già dato una risposta nel cappello introduttivo parlando di cd/m2 e di Resa Cromatica. La grandezza più importante resta la Luminanza, (cd/m2)  quindi dovremmo dotarci di un misuratore di Luminanza.

La normativa prevede di eseguire un serie di misure ponendo lo strumento lungo la strada illuminata ad una altezza di 1,5 metri e a una distanza di 60 metri dal primo lampione.

Ecco di seguito (figura 2) un esempio di schema di misura; alla figura 3 riportiamo invece un esempio delle posizioni dei punti di calcolo in una corsia di marcia.

Figura 2
Figura 2
Figura 3
Figura 3

Non sempre è possibile posizionare il misuratore di Luminanza ad una distanza di 60 m, per cui si può ridurre tale  distanza a 30 m e dimezzare l’altezza di posizionamento dello strumento che deve avere una apertura angolare molto stretta (come nel caso del luminanzometro CS 150 di Konica Minolta) (figura 4).

Figura 4
Figura 4

In tutti i casi in cui non è possibile posizionare lo strumento ad una delle due suddette distanze, come ad esempio in prossimità di un incrocio, di una rotonda, di una curva eccetera,  ma bisogna eseguire misure di illuminamento e quindi utilizzare un Luxmetro (figura 5), facendo riferimento alla tabella della normativa UNI 13201-2 (prospetto 2) (figura 5 a).

figura 5 luxmetro T10A_P01
Figura 5
Figura 5 a
Figura 5 a

In Conclusione

In sintesi gli strumenti necessari per eseguire misure di “Street Light” in ambito fotometrico sono essenzialmente un misuratore di Luminanza e un misuratore di Illuminamento.

Figura 6
Figura 6

Ovviamente sarebbe meglio dotarsi di uno misuratore di luminanza o di illuminamento in grado di misurare non solo queste due grandezze ma anche la Resa Cromatica in modo da avere tutti i dati utili (come nel caso del colorimetro a luce incidente CL-70F) (figura 6).

(Maurizio Messa)

Per ulteriori approfondimenti sui temi trattati, Maurizio.Messa@seu.konicaminolta.eu

Per proporre temi da trattare e/o formulare quesiti specifici contattare la Redazione luceedesign@tecnichenuove.com

Richiedi maggiori informazioni










Nome*

Cognome*

Azienda

E-mail*

Telefono

Oggetto

Messaggio

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy*

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here