Soluzioni di luce sotto il segno dell’uomo

‘O’ (design: Alejandro Aravena con Studio Elemental, per Artemide Group) (courtesy photo: Artemide)

Da sempre Artemide rivolge la massima attenzione ad una progettualità della luce capace di lasciarsi alle spalle le logiche prestazionali tout court rese possibili dalla nuove tecnologie, in favore di uno sviluppo dei nuovi concept di sistema e di prodotto rivolti a coniugare la tecnologia con l’obiettivo di progettare la luce in modo consapevole e sostenibile.

Sotto questo segno ad esempio sono gli esiti della nuova collaborazione fra Artemide e lo studio Elemental (Alejandro Aravena, Gonzalo Arteaga, Juan Cerda, Victor Oddó e Diego Torres) con lo sviluppo di “O” che si muove proprio nell’individuare un territorio di dialogo fra le esigenze dell’ambiente naturale e urbano.

Il progetto di questo sistema parte dalla consapevolezza della progressiva ma inesorabile scomparsa dell’oscurità dalle nostre città e si pone nell’ottica di dare una risposta nella forma più impercettibile possibile, una luce che si fa presente solo ‘on demand’.

“O” ha un anello in alluminio estruso e calandrato, con diffusore in silicone e base in alluminio pressofuso; l’anello ha un diametro di 900 mm, con base a pavimento di 150 x 463 mm. Il sistema ha una potenza di 46 W, con un’emissione luminosa di 1600 lm, con temperatura colore di 3000 K e indice resa colore 80.

Luce e natura, fra tradizione e innovazione 

Un’altra interessante innovazione è rappresentata da “Gople Lamp”, un apparecchio che – nella linea del rapporto fra uomo e natura – unisce la tradizione veneziana del vetro soffiato a mano ad una tecnologia brevettata di luce RWB, pensata per favorire la crescita delle piante creando un ambiente ottimale.

Il sistema RWB (Red-White-Blue) è un differente modo di interpretare la luce colorata, con emissioni che vengono calibrate sui valori di PPFD (Photosynthetic Photon Flux Density): la fase vegetativa viene accompagnata da una radiazione di colore blu, con lunghezza d’onda di 425 – 450 nm, mentre la fase di fioritura è sostenuta da una radiazione rossa, tra i 575 – 625 nm. Questo processo si affianca all’emissione diretta e controllata RWB di una luce bianca indiretta diffusa e controllabile separatamente.

Gople lamp RWB’ unisce la tradizione veneziana del vetro soffiato a mano ad una tecnologia brevettata di luce RWB, pensata per favorire la crescita delle piante creando un ambiente ottimale (courtesy photo: Artemide)

La lampada a sospensione ha struttura in alluminio, con diffusore in vetro soffiato; è disponibile nei colori cristallo con sfumatura bianca, oppure con finitura di metallizzazione argento o con metallizzazione in color rame. La sorgente luminosa prevista è ad alogeni in configurazione 1 x 150 W o LED da 21 W (RWB con emissione luminosa diretta), (39 W, con temperatura colore 3000 K, luce bianca con emissione indiretta). Il flusso luminoso è di 1100 lm (RWB) e di 2250 lm (3000 K, con emissione indiretta di luce bianca).

Una APP per la gestione degli scenari  

La gestione ‘mobile’ degli scenari di luce è un altro degli aspetti sui quali Artemide sta lavorando da qualche tempo, attività che ora è confluita nella messa a punto di “Artemide APP PRO”, una APP che opera con i  protocolli digitali DALI e DMX, è equipaggiata di sensore daylight e movimento, con database condivisibile e aperto a diverse applicazioni, con sensore rilevamento presenze.

Gestire gli scenari della luce con Artemide APP PRO (courtesy: Artemide)

La APP è prevista per essere utilizzata da 1 amministratore e più ospiti. In un’ottica IoT la APP può gestire più di 500 apparecchi di illuminazione, singolarmente o in gruppi, con sistema di connessione wireless attraverso Bluetooth Low Energy, con backup dei dati su Cloud. Con accesso personale sicuro, la APP permette la possibilità di un controllo multiplo sullo stesso network.

Un concept trasversale, fra domestico e professionale

L’evoluzione del sistema “Calipso” che il designer Neil Poulton ha realizzato nella versione a plafone e che parte dal concept di una forma frattalica che caratterizza la griglia ottica del sistema, si propone ora come una soluzione compiutamente trasversale, con un pensiero progettuale che dal domestico entra nel mondo delle applicazioni professionali, grazie ad un innovativo modulo lineare sviluppato in lunghezze differenti che – a sospensione o plafone – può essere stand alone o comporsi nello spazio: la presenza di un giunto che si integra senza soluzione di continuità nel pattern geometrico e luminoso dei fori permette infatti l’unione a 90° di due moduli.

“Calipso” (design by Neil Poulton, per Artemide Group) qui nella versione del sistema a sospensione (courtesy: Artemide)

Il sistema “Calipso” è il testimone della competenza progettuale ottica di Artemide e al tempo stesso di un’intelligenza produttiva che traduce la complessità progettuale nella massima flessibilità e semplicità compositiva. Il sistema si propone con scocca in materiale plastico stampato ad iniezione e diffusore interno in materiale plastico e struttura in alluminio. Con una potenza di 55 W, ‘Calipso’ ha un flusso luminoso di 2884 lm con temperatura colore di 2700 o 3000 K e indice di resa colore 90.

La luce urbana ‘Smart’ diventa su misura

Con “Nur Outdoor” di Ernesto Gismondi si mette a fuoco un nuovo contesto urbano di illuminazione dinamica nel quale  i cui gradi di libertà nella gestione della luce attraverso sensori o la APP Artemide possono essere definiti e profilati di volta in volta rispetto alla situazione nel quale si situa l’intervento. Il sistema di illuminazione urbano può realizzare differenti performance di luce per sottolineare la percezione dell’orizzontalità del percorso e della verticalità dell’architettura.

“The Flow of Light”. Il progetto di illuminazione realizzato da Artemide in Via del Gesù a Milano con “Nur Outdoor” (design: Ernesto Gismondi, per Artemide Group) (courtesy: Artemide)

“Nur Outdoor” combina un’emissione di luce bianca asimmetrica, pensata per illuminare uniformemente la strada, con una lama di luce colorata che si proietta sull’ambiente circostante creando un punto di riferimento percettivo e variando nel colore e nell’intensità per seguire i ritmi di vita del luogo. Il sistema, con potenza di 102 W per l’emissione di luce bianca e 15 W per l’emissione RGB, permette un flusso luminoso di 11.700 lm, con una temperatura colore di 3000 K e un indice resa colore 70.

Comunicare attraverso la luce

Artemide continua anche la sua ricerca sulla tecnologia Li-Fi: nella tecnologia Li-Fi la luce visibile o IR è sfruttata per la trasmissione di dati e la rete è basata su impulsi luminosi, e come tale non genera nessuna interferenza con le onde elettromagnetiche, permettendone l’utilizzo anche in ambiti dove il normale Wi-Fi non può essere applicato.

Artemide propone differenti tipologie di Li-Fi bidirezionale ad elevato bit-rate che si distinguono per l’utilizzo di luce visibile o di IR, oltre ad un pacchetto di competenze e possibili soluzioni applicative

Una prima possibile declinazione di questa tecnologia è il “Geo Li-Fi”: il dato trasmesso attraverso la luce può essere un messaggio, un’immagine o un video che possono essere ricevuti dalla telecamera di un qualsiasi smartphone grazie ad una App. Il Geo Li-Fi offre una precisione molto maggiore nella tracciabilità della posizione dell’ordine, una prerogativa che permette un’identificazione della posizione molto precisa e puntuale. Può essere una tecnologia perfetta per applicazioni museali, dove il fascio luminoso stesso che illumina l’opera d’arte può trasmettere informazioni al visitatore, ma anche in ambito retail o negli ambienti pubblici dove può guidare il visitatore fornendo servizi utili.

Artemide propone differenti tipologie di Li-Fi bidirezionale ad elevato bit-rate che si distinguono per l’utilizzo di luce visibile o di IR, oltre ad un pacchetto di competenze e possibili soluzioni applicative.

Lo spot con la massima flessibilità

“Vector” di Carlotta de Bevilacqua è un sistema di spot in tre dimensioni 40, 55 e 95 e tre differenti aperture del fascio per ognuna (spot, flood, wide flood) grazie ad ottiche rifrattive o ibride. Nelle dimensioni 40 e 55 può inserirsi nell’innovativo binario magnetico A24, o in un più tradizionale binario 230VAC o essere installato come elemento indipendente ad incasso o semi incasso, nel diametro 95 è disponibile nella versione a binario.

“Vector” (design: Carlotta de Bevilacqua, per Artemide Group) è un sistema di spot in tre dimensioni 40, 55 e 95 e tre differenti aperture del fascio per ognuna (spot, flood, wide flood) grazie ad ottiche rifrattive o ibride (courtesy: Artemide)

La geometria elementare è studiata per offrire soluzioni applicative all’insegna della versatilità, il braccio dello snodo è integrato nel corpo del faretto per mantenere il baricentro in asse con il binario ed evitare sbilanciamenti nelle possibili versioni a sospensione della struttura. Questo aspetto della progettazione rende possibile la sospensione a binario con grandi luci, soltanto con cavi di sospensione e senza necessità di tiges rigide. Nella versione ad incasso lo spot può richiudersi su sé stesso per scomparire completamente nel controsoffitto o, grazie ad un sistema push & pull, fuoriuscire dal soffitto ad altezze differenti o completamente per orientare l’emissione nello spazio.

Disponibile nelle potenze da 8 a 10 W (Vector 40), da 17.5 a 26 W (Vector 55) e 35 W (Vector 95), gli spot hanno flussi luminosi da 528 a 584 lm (Vector 40), da 1225 a 1596 lm (Vector 55) e di 3118 lm (Vector 95), temperature colore di 3000 o 4000 K, con indice di resa colore 90.

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