Smart Office. Lavoro e benessere

(courtesy: Rodecor)

Lo Smart Office in Italia è una realtà che coinvolge sempre più imprese e lavoratori, mostrando grandi potenzialità di espansione per gli effetti positivi che genera in termini di benessere e produttività sulla forza lavoro.

I decisori aziendali sono sempre più propensi ad applicare i nuovi concetti di Smart Office sul posto di lavoro, anche se su questo tema l’Italia arranca rispetto a realtà operative in altri paesi in cui questo approccio è visto come ineludibile al fine di ottenere, oltre che il benessere dei propri addetti, maggiore e migliore produttività.

Il limitato interesse è spesso dovuto alla scarsa convinzione del management e alla mancanza di consapevolezza dei benefici ottenibili, che invece sono parecchi considerando anche il risparmio energetico delle soluzioni tecnologiche oggi disponibili.

Lo Smart Working nelle aziende italiane

Nel grande calderone denominato Smart Working, la cui diffusione è dimostrata anche dalla  maggiore consapevolezza a livello istituzionale con il Disegno di Legge del Governo approdato in Parlamento, è compreso anche lo Smart Office, perché è importante che soprattutto gli addetti che lavorano nella sede aziendale possano disporre delle condizioni migliori per lo svolgimento delle loro attività.

Secondo una recente ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, la diffusione dei progetti di Smart Working nelle grandi imprese italiane è passato dal 17% del 2015 al 30% attuale, mentre il valore rimane stabile al 5% tra le PMI.

I progetti strutturati nelle grandi organizzazioni sono cresciuti in misura significativa nel 2016 rispetto al 2015 passando dal 17% al 30% nel campione analizzato (courtesy: Osservatorio Smart Working, School of Management – Politecnico di Milano).

I lavoratori coinvolti in questi progetti, gli Smart Worker, evidenziano benefici su carriera, prestazioni lavorative e work-life balance rispetto ai lavoratori che operano secondo modalità tradizionali.

In più lo Smart Working ha un effetto favorevole concreto sull’engagement delle persone e oltre il 40% degli Smart Worker è entusiasta del proprio lavoro.

Gli impatti dello Smart Working sulle persone

Sempre secondo la ricerca del Politecnico, la riprogettazione degli spazi fisici ha interessato il 40% dei progetti analizzati. Lo Smart Office può essere abilitato attraverso strumenti per l’accessibilità alle tecnologie digitali, la social collaboration, la workspace technology e gli strumenti mobile.

Il Responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working, Mariano Corso, afferma: “Un progetto efficace di Smart Working deve porre le radici per lo sviluppo di un nuovo modello organizzativo, una ‘Smart Organization’.

Perché questo sia possibile occorre agire su tre elementi: l’allineamento strategico rispetto alle priorità strategiche aziendali e agli obiettivi delle persone coinvolte, uno stile di leadership che preveda coinvolgimento dei collaboratori nel processo decisionale e delega ai collaboratori e comportamenti delle persone caratterizzati da proattività e intelligenza collaborativa”.

Le ‘best practice’ di Smart Office nel mondo

Il ruolo dell’illuminazione nell’ambito dello Smart Office è fondamentale. La massiccia ‘LEDificazione’ attualmente in atto nel mercato e nelle applicazioni illuminotecniche sta permettendo non solo di ottenere importanti risparmi energetici, ma consente di avviare, insieme alle evoluzioni dell’elettronica, una grande trasformazione e sfruttare i punti luce per la trasmissione di dati.

I sistemi di illuminazione rappresentano ormai un punto nodale per la diffusione dell’Internet of Things e per l’adozione di piattaforme tecnologiche integrate per lo sviluppo di soluzioni strategiche in ambito Smart Building e Smart Office.

L’integrazione e la controllabilità, il benessere delle persone e la qualità della vita sono i principi sui quali si fonda la ‘Human Centric Lighting’.

Esistono esempi concreti di aziende come Cisco e Microsoft che hanno avviato un programma interno per un graduale ammodernamento delle sedi con tecnologie innovative quali il Digital Ceiling e Connected Lighting.

Grazie all’adozione della tecnologia del Digital Ceiling il personale può regolare l’illuminazione in termini di intensità, colore e temperatura secondo le proprie preferenze.

Una delle prime grandi realizzazioni è nella sede Cisco di Toronto in Canada, dove il personale può regolare l’illuminazione in termini di intensità, colore e temperatura secondo le proprie preferenze.

Toronto, Canada. Sede Cisco. Conference Room. La tecnologia del Digital Ceiling (di Philips Lighting) viene utilizzata in diversi spazi dell’headquarter canadese.

L’implementazione attraverso un IP network – che controlla anche la qualità dell’aria e la climatizzazione – migliora il comfort, la sicurezza fisica e la produttività del 15%, e riduce i costi energetici di più del 30%.

I sensori permettono di analizzare il traffico dei dati campione, l’utilizzo degli spazi e la stima dell’occupazione in tempo reale. In pratica il ‘soffitto digitale’ (Digital Ceiling, by Philips Lighting) combina le innovazioni attraverso prodotti e sensori IoT con prodotti Cisco PoE (Power over Ethernet) e prodotti universali PoE.

(Antonia Lanari)

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