Sistemi LED per applicazioni in vetrine museali

Immagine della vetrina campione con uno dei sistemi a LED utilizzati nella sperimentazione (illuminazione dal basso) (cortesia: Politecnico di Torino)
Immagine della vetrina campione con uno dei sistemi a LED utilizzati nella sperimentazione (illuminazione dal basso) (cortesia: Politecnico di Torino)

La conservazione preventiva delle collezioni museali rappresenta uno tra gli obiettivi prioritari nella progettazione degli ambienti e degli allestimenti espositivi e l’utilizzo di vetrine espositive costituisce una risposta ricorrente per la protezione delle opere d’arte

La scelta dei sistemi di illuminazione per le vetrine espositive dipende da diversi fattori, quali la natura delle collezioni, le esigenze di esposizione o le caratteristiche dimensionali e formali delle vetrine stesse.

Oggi, per l’illuminazione interna alle vetrine si sta progressivamente affermando la scelta di soluzioni basate sull’uso dei LED, efficaci innanzitutto per una bassa emissione di radiazioni UV/IR insieme ad un limitato flusso luminoso emesso dalla singola sorgente e per le sue ridotte dimensioni, caratteristiche utili nell’applicazione a piccoli volumi espositivi e normalmente caratterizzati da esigenze di massima fruibilità ottenuta con elevata trasparenza.

Tecnologia LED: aspetti percettivi e conservativi

Ciononostante le implicazioni dovute all’uso di questa nuova tecnologia sia sulla conservazione dei materiali che sulla qualità della fruizione delle opere risultano ancora poco indagate e non sempre chiare a progettisti e installatori.

Nell’ambito di questo tema, presso il Politecnico di Torino – Dipartimento Energia, Gruppo di Ricerca TEBE (Technology Energy Building Environment, docenti Chiara Aghemo, Anna Pellegrino, Gabriele Piccablotto) è in corso un’attività di ricerca che ha come obiettivo l’analisi delle prestazioni di sistemi a LED nell’ottica della conservazione dei materiali e della qualità dell’illuminazione per la fruizione delle opere esposte.

La ricerca si sviluppa in diverse fasi e prevede un’attività metrologica di caratterizzazione di sistemi LED utilizzabili in ambienti museali (in particolare in vetrine espositive) e una valutazione in laboratorio della qualità dell’illuminazione prodotta da diverse soluzioni di illuminazione a LED all’interno di una vetrina campione.

Per quanto riguarda la caratterizzazione di sistemi LED, condotta in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) di Torino, particolare attenzione è stata rivolta alla valutazione degli effetti di degrado indotti da queste sorgenti luminose su materiali con classi differenti di fotosensibilità.

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Valutazione degli effetti di degrado prodotti da LED differenti su materiali con diversa classe di fotosensibilità (cortesia: Politecnico di Torino)

Per questa analisi sono stati scelti LED con diversa distribuzione spettrale del flusso e differente temperatura di colore e indice di resa cromatica.

La scelta di pigmenti naturali d’uso nelle stesure pittoriche insieme a campioni di materiale fotosensibile (Blue Wool Standard) ha consentito di verificare, in seguito a invecchiamento accelerato, il degrado indotto dalla sorgente LED in relazione alla sua emissione spettrale, alla dose di luce a cui è stato esposto il campione ed all’assorbimento spettrale del campione stesso; gli effetti del processo fotodegradativo sono stati valutati con analisi colorimetriche e chimiche.

La seconda parte dell’attività di ricerca ha avuto invece come obiettivo la valutazione della qualità dell’illuminazione in una vetrina campione con volume espositivo interamente trasparente (tipologia “ad isola”) allestita con diversi sistemi di illuminazione interna a LED.

L’analisi della qualità dell’illuminazione è stata condotta mediante indagine oggettiva e soggettiva al variare del tipo di LED, in particolare della loro posizione all’interno del volume espositivo (illuminazione dal basso/dall’alto) e del valore di illuminamento sull’oggetto esposto.

Immagine di luminanza della vetrina con illuminazione LED dal basso (cortesia: Politecnico di Torino)
Immagine di luminanza della vetrina con illuminazione LED dal basso (cortesia: Politecnico di Torino)
Schema del layout sperimentale per la valutazione oggettiva e soggettiva della qualità dell’illuminazione interna ad una vetrina campione (cortesia: Politecnico di Torino)
Schema del layout sperimentale per la valutazione oggettiva e soggettiva della qualità dell’illuminazione interna ad una vetrina campione (cortesia: Politecnico di Torino)

La valutazione oggettiva è stata effettuata mediante la misura della distribuzione di luminanza nel volume espositivo, consentendo di quantificare condizioni di discomfort visivo legate all’abbagliamento diretto ed alle riflessioni sull’involucro trasparente.

La valutazione soggettiva ha coinvolto un campione di soggetti mediante un questionario sulla percezione della qualità della scena luminosa interna alla vetrina, consentendo di approfondire i risultati dell’indagine oggettiva sull’applicabilità, nei confronti dei LED, degli attuali standard sull’abbagliamento e sulla resa cromatica.

In conclusione, nel declinare la tecnologia a stato solido nell’ambito dell’illuminazione di Beni Culturali, si intende proseguire lo studio sulla compatibilità di sistemi LED per la conservazione e la fruizione di raccolte museali esposte in vetrina, individuando linee di ricerca che ad oggi possono assumere caratteri di originalità.

(Sara Berta)

 

Ricerca universitaria e nuove soluzioni LED

Quali possono essere i nuovi ambiti di applicazione della tecnologia LED nell’architettura e/o nel design?

figura a spallaRisponde: arch. Luca Salas Bassani Antivari

“…Il LED è un punto dove l´energia si trasforma in Luce. Un punto che vuole trasmettere l´idea d´inizio e fine di una fase. Il LED come la luce naturale dovrebbe comprendere tutto quello che lo circonda.

Vita, morte, natura, arte, sono degli stati creati dalla luce naturale. Credo bisogni non solo fermarsi alla produzione di luce, come il diodo indica, ma con il LED generare altre sensazioni relazionate alla luce, calore, suono, gusto…che fanno parte dell’ architettura e della vita..”.

Arch. Luca Salas Bassani Antivari – Interior Designer, Architetto & Light Designer – Studio Frontespazio –

Contatto Diretto: lucasalas@gmail.com

 

figura b spallaRisponde: Stefano Cavaggion

“…La luce deve integrarsi con l’ambiente, non invaderlo o stravolgerlo, deve rispettare la natura dei luoghi e delle persone. Grazie ad un appropriato uso della luce e dei suoi effetti suggestivi si può migliorare l’efficacia scenica perseguendo il concetto di illuminazione integrata.

In architettura i progettisti hanno la possibilità di utilizzare strumenti  che permettono il controllo della qualità luminosa, l’enfatizzazione del valore della luce nelle architetture del presente e del passato, attraverso un tipo di illuminazione che ne esalta il significato intrinseco..”.

Stefano Cavaggion – Entity Elettronica s.r.l.

Contatto Diretto: stefano.cavaggion@entityel.com

 

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