“Simphonie 5.1”. Luce come fluttuazione e riflessione

 

Ssimphonie-5-1-uno
“Simphonie 5.1″(courtesy photo: Jerome Delapierre)

Un progetto di lighting design di grande fascino e tecnica è quello realizzato nel balletto contemporaneo “Simphonie 5.1” (Van Grimde Corps Secrets), un lavoro della coreografa Isabelle Van Grimde, nel quale è la luce proiettata e riflessa a determinare in modo decisivo gli effetti sui corpi e sui movimenti dei ballerini, e dove il concept si interroga sui rapporti fra la fluttuazione dei corpi dei ballerini in scena e la loro identità, chiedendoci una riflessione su ciò che lega la nostra percezione ed il divenire dei danzatori sulla scena.

Nel balletto, ci sono 4 danzatori ‘reali’, che sono  accompagnati dalle proiezioni di numerosi altri ballerini che eseguono movimenti coreografici con quelli veri.

(courtesy photo: Jerome Delapierre)
(courtesy photo: Jerome Delapierre)

Il progetto di lighting e gli effetti di proiezione ( di Jérôme Delapierre, con la direzione tecnica di Émilie Bérubé-Dionne) si accompagna al progetto dei temi sonori, eseguiti dal vivo (dal duo dei compositori-esecutori Tim Brady e Thom Gossage) a caratterizzare la scena della rappresentazione, satura sempre di energia.

Alcuni dei ballerini  sono stati scelti dalla Van Grimde fra le giovanissime allieve dell’ Ecole supérieure de ballet du Québec, selezionate per la loro particolare duttilità e qualità gestuali e che le soluzioni di illuminazione evidenziano nella loro attitudine scultorea.

"Simphonie 5.1"
“Simphonie 5.1” (courtesy photo: Jerome Delapierre)

Nel lavoro della coreografa Van Grimde è visibile il riferimento al grande artista, coreografo e designer  del Bauhaus, Oskar Schlemmer, che aveva imposto geometrie razionali sui corpi dei suoi danzatori attraverso costumi e oggetti di scena mentre qui la Van Grimde realizza tutto con la luce.

(Massimo Maria Villa)

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here