Shop Lighting. Il rilevamento dei dati colorimetrici nella progettazione dei display espositivi

(cortesia foto: IMoon)

Con il termine “display espositivo” si intendono tutti quegli elementi pensati per mostrare ed esaltare i brand e prodotti, detti comunemente espositori. In un mondo sempre più virtuale dove la maggior parte delle informazioni giungono ai nostri occhi attraverso immagini ed oggetti, trovare il modo giusto per esporre la merce è fondamentale per facilitare l’acquisto ed attirare in modo ottimale l’attenzione dei clienti.

I display sono diventati elementi insostituibili all’interno dei punti vendita. Generalmente possiamo trovarci difronte a due tipologie di espositori, statici o dinamici, ma – qualunque essi siano – per essere efficaci devono creare esperienze emozionali che stupiscano e coinvolgano lo spettatore.

Per conquistare i clienti bisogna inventarsi sempre strategie nuove e accattivanti, per poter riuscire a ritagliarsi uno spazio ed imporre il proprio ruolo all’interno di un mercato sempre più complesso e competitivo. Certamente per poter attirare e veicolare, attraverso gli espositori, i concetti desiderati, dobbiamo scomodare quella scienza detta “neuromarketing” la quale ha il compito di studiare le modalità e le forme più efficaci per sollecitare le nostre emozioni, utilizzando ad esempio i messaggi subliminali, capaci di stimolare l’istinto, il subconscio e le emozioni ad arte, per veicolare messaggi potenti e duraturi.

Il messaggio del colore

In tutto questo un ruolo fondamentale è sicuramente ricoperto dal colore, capace di sollecitare le nostre emozioni. La teoria del colore è un argomento lungo e complesso, e questo articolo non ha certo il fine di sviscerare i significati e gli stimoli che i vari colori sviluppano sugli osservatori, ma solo quello di affermare l’importanza dei colori e soprattutto di comprendere come trasferirli correttamente all’osservatore che si affaccia alla vetrina. Infatti, dopo aver studiato attentamente i messaggi, le forme e i colori idonei da mostrare è fondamentale ricostruire un ambiente capace di ritrasmettere le stesse sensazioni create ad arte in laboratorio.

La luce gioca in questo aspetto un fattore essenziale: tutti noi infatti abbiamo sicuramente provato la sensazione di osservare un colore sotto diverse condizioni di illuminamento e percepire differenze di colore a volte molto significative.

Il colore è fortemente dipendente dalla tipologia di luce che lo illumina, tanto che gli enti preposti allo studio e lo sviluppo di scale numeriche internazionali in ambito fotometrico, hanno per questo motivo creato per le sorgenti di luce il concetto di Resa Cromatica.

La Resa Cromatica (CRI) è il metodo per misurare la specifica Resa Cromatica di una sorgente di luce comparata con la luce naturale di riferimento, il cui valore è 100. La luce naturale è quella che meglio permette di discriminare i colori e quindi le sorgenti utilizzate nelle vetrine dovrebbero tendere a valori più vicini possibili a quelli della luce naturale, anche se questo ultimo consiglio potrebbe non essere l’unica ed assoluta regola per identificare le corrette sorgenti di luci da posizionare nelle vetrine.

L’indice di resa colore di una sorgente luminosa permette di valutare la resa cromatica di quella sorgente su un dato colore da illuminare (cortesia: Pantone)

Ciò che è veramente importante è misurare la resa cromatica e la sua temperatura di colore, qualunque esse siano, nella fase di progettazione, e parametrarle con gli stimoli e i colori desiderati, per poi certificare sul campo reale di applicazione dei display che i valori misurati in fase di progettazione coincidano con quelli definitivi.

Gli strumenti per il progettista

Da tutto questo si evince che la strumentazione necessaria per realizzare un progetto coerente con il risultato finale, in ambito della misura del colore e della sua riproducibilità dei display espositivi, non può fare a meno di un misuratore di Resa Cromatica e della Temperatura di Colore.

La strumentazione portatile che potrà utilizzare il progettista in sede di test e valutazione potrà essere un misuratore di resa cromatica e temperatura colore, come quello nell’immagine (mod. CL-70F) (cortesia foto: Konica Minolta Sensing)
(cortesia foto: Konica Minolta Sensing)

Nella figura qui sopra si vede un modello idoneo per eseguire queste misure.

(Maurizio Messa)

Per ulteriori approfondimenti sui temi trattati: Maurizio.Messa@seu.konicaminolta.eu

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