Scenari dal futuro. Luce domestica, luce personale

Una Tavola Rotonda per aprire una finestra affascinante sul futuro prossimo venturo e su come sarà la luce nelle nostre case e nel nostro quotidiano

Luce domestica: sempre più integrata nell’arredo

L’evoluzione tecnologica delle nuove soluzioni di illuminazione quali LED e OLED disegnano per il futuro a breve-medio termine un livello crescente di integrazione fra architettura, Interior Design domestico e illuminazione. Ad esempio, nell’esperienza del designer Brian Sironi : ”Home-office vuol dire luce e il confronto su questo tema, legato alle nuove configurazioni dell’arredo domestico in ambito living ci ha portati a pensare alla possibilità di integrare nelle pareti qualcosa che non si vedesse e a voler avere una configurazione versatile, gestibile in punti diversi ”.

Per Lucio Trocino (Cluster Leader Italy & Greece – Philips Consumer Lighting Solutions le tecnologie attuali : “..sono molto più versatili dal punto di vista del design, prima si facevano apparecchi intorno a una sorgente che aveva una fisicità, ma il LED e in futuro l’OLED permetteranno di non avere più i limiti precedenti. Ora ci sono molte più possibilità in relazione al controllo della luce, al controllo della temperatura e al controllo dei colori, che vanno più nella direzione della spettacolarizzazione e della creazione di atmosfere personalizzate, idonee all’integrazione con device come iPAD o tablet, attraverso i quali posso comandare tutti gli apparecchi di una casa. Quello che può fare la luce lo vediamo oggi all’esterno, in casa questa spettacolarizzazione ancora non è stata sfruttata..”.

Luce domestica: fra nostalgia della lampada e ricerca di nuove forme di luce

Il designer Simone Spalvieri  ha a questo punto ricordato ai presenti però come oggi – e con ogni probabilità domani – noi utenti della luce domestica continueremo sempre a cercare in questa un feticcio, in quanto “…siamo legati molto all’oggetto, a qualcosa che è anche emozionale, che non è solo atmosfera, e in questo senso l’elemento di arredo luminoso è ancora tanto importante all’interno dell’abitazione”. Secondo Spalvieri l’evoluzione futura ci porterà piuttosto a liberarci “..da ingombri dimensionali che magari condizionano l’estetica dell’oggetto” a favore di un inserimento di nuovi oggetti “..che sfruttano in maniera intelligente la piccola dimensione del LED”.

L’intervento dell’arch. Silvio De Ponte ha portato l’attenzione sull’importanza centrale del rapporto esistente – in termini di forma della luce – fra disegno dell’architettura e illuminazione, sia essa naturale come artificiale “…Possiamo dire che la maggior parte delle architetture dei maestri del ‘900 erano architetture la cui pelle era stata progettata, modulata, disegnata, per poter captare, controllare e mettersi in relazione con la luce naturale, e anche nell’architettura di oggi  il disegno della pelle è molto spesso il disegno della materia, dove la luce si integra nella materia”.

Luce domestica: progetto dello spazio architettonico vs pianta con punti luce/Oltre la lampada di transizione

L’intervento di Mattia Crola (Key Account Manager Retail – Osram Sales Channel Retail – ha riportato a questo punto l’attenzione dei presenti sulla necessità di porre su due linee di sviluppo differenti gli scenari paralleli di evoluzione del mercato, ovvero “..quello del prodotto finito, la soluzione stand alone, che verrà acquistata e integrata all’interno di un concetto già precostituito” e contemporaneamente sulla scala del progetto il trend di “…un’integrazione dal punto di vista del design ma anche un’integrazione tecnologica, dove il progetto di nuove app diventerà una realtà quotidiana che interessa e interesserà realmente il cliente finale portando una forte attenzione su quelli che sono i trend, forte flessibilità, ricerca e innovazione per quanto riguarda interfacce e protocolli”, mentre la testimonianza del designer Edoardo Colzani  ha riportato l’accento sull’importanza di risolvere oggi con la tecnologia precise esigenze poste dall’utente. “..La mia esperienza è arrivata dal risolvere un’esigenza dell’utente finale implicato nel design del prodotto. La lampada che ho disegnato un anno e mezzo fa circa è una lampada con una tecnologia LED alimentata da una batteria ai polimeri di litio ricaricabile tramite una mini USB…il fatto di poter svincolare questa sorgente luminosa da quella che è la mia presa a muro piuttosto che sul piano di lavoro aiuta l’utente che può trasportarla ovunque all’interno del proprio spazio…”. Colzani ha poi ricordato come l’engineering di questo prodotto abbia visto una rapida trasformazione favorevole degli scenari di progetto, inizialmente complessi in termini di performance, poi risolti dalla rapida crescita delle prestazioni della tecnologia LED.

Illuminazione domestica: quali scenari?

Quali saranno allora gli scenari applicativi della luce nelle nostre case? Per Brian Sironi,  probabilmente “..la quotidianità dei nostri comportamenti ci porterà a ragionare su nuove tipologie applicative e potremo parlare di nuovi protocolli…” mentre secondo Lucio Trocino: “..fra 2 – 3 anni la liberalizzazione del design sarà ancora più spinta, perché saranno superati altri limiti oggi ancora presenti. Il complemento luce si mischierà molto di più al complemento d’arredo e la spettacolarizzazione arriverà nelle nostre case attraverso la facilità del controllo, e grazie alla diffusione sempre maggiore dei tablet”.

Per Simone Spalvieri il futuro scenario applicativo “..sarà segnato dall’idea nomade di luce, e nascerà dalla combinazione fra l’individuale (una luce che posso portare con me e gestire individualmente), e qualcosa che è già preinstallato”. Per  l’ Arch. De Ponte invece “…il corpo illuminante tenderà a sparire, e questa grande trasformazione economica porterà sicuramente ad una compattazione delle funzioni, perché bisognerà ridurre, perché gli spazi abitativi tenderanno a ridursi, e in questo senso il concetto della luce personale funziona..”.

Secondo Mattia Crola il futuro applicativo ci riserverà una “…perdita di corpo di queste sorgenti e un’integrazione in oggetti o applicazioni architettoniche”, mentre per Edoardo Colzani: “il valore aggiunto di un complemento d’arredo potrebbe essere proprio quello di risolvere un’esigenza diversa da quella per il quale è stato ideato e pensato oltre ovviamente a quella primaria”.

Luce personale: il futuro e la luce nomade

L’ultima nostra curiosità, emersa anche dai risultati del nostro sondaggio, è quella di capire quale fortuna avrà in futuro l’utilizzo di una luce personale e “nomade” nelle nostre abitudini quotidiane. Secondo Brian Sironi ad esempio ”..già in questo momento abbiamo una luce di servizio che ci può risolvere momenti di difficoltà, di emergenze, forse il prossimo passaggio sarà quello di crearmi una luce di cui ho bisogno per l’atmosfera…In una camera d’albergo porterò con me un presettaggio che diventa in questo modo nomade; sugli aerei, nelle sale d’attesa, nelle hall degli alberghi o nelle stanze d’albergo troverò un progetto integrato dove io posso usufruire di un servizio”.

Per l’architetto Silvio De Ponte “…per la luce personale non avremo più gli oggetti, ma io disegnerò un programma, un servizio, un’applicazione, sempre di più in direzione della diversificazione. Ad esempio, nella mia camera d’albergo avrò una tesserina con queste  opzioni e gli scenari che ho saranno solo i miei, e questo avverrà anche nella casa..”.

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