Con ‘Samantha’ la tecnologia OLED si fa lampada

I designer Francesco Meda e Francesco Faccin a Nilufar Depot, Milano

Si deve al design di Francesco Meda e Francesco Faccin per il brand Nilufar il lampadario OLED  ‘Samantha’, il cui volume è definito dall’utilizzo di pannelli a specchio OLED di ultima generazione, che sono stati montati su una struttura portante in acciaio inossidabile con trattamento laser a specchio. Gli OLED qui utilizzati presentano una superficie riflettente che conferisce all’oggetto un aspetto ‘misterioso’, decorativo e al tempo stesso tecnico: in virtù di questo trattamento, il lampadario riflette l’ambiente circostante anche se spento, trasformandolo in un oggetto molto presente. I moduli OLED indipendenti  vengono qui assemblati in serie e permettono differenti configurazioni del lampadario, adattabili a specifiche richieste sia da parte dei clienti finali privati che per applicazioni nell’ambito del contract. Il nome scelto è ispirato a quello dell’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, per sottolineare il carattere di sperimentazione e innovazione tecnologica del sistema e insieme rendere un visibile omaggio al mondo aerospaziale, nel quale struttura, elettronica e volumi sono fattori sempre indivisibili.

La sospensione “Samantha” (design: Francesco Meda e Francesco Faccin, 2017 per Nilufar) (cortesia foto: Daniele Iodice)

Nella versione grande di ‘Samantha’  i pannelli OLED sono 36, mentre nella versione piccola sono 24, la lampada propone livelli di emissione dimmerabili e gamme cromatiche variabili, dal rosso al verde, al bianco; sul piano formale, la sospensione piccola ha una struttura ottagonale, misura 70 x 70 cm – con altezza 22, con 24 pannelli OLED, mentre la sospensione grande ha struttura dodecaedrica, e misura 120 x 120 cm, con altezza 22 cm e 36 pannelli OLED. Sono possibili esecuzioni con dimensioni personalizzate.

Un’altra immagine della sospensione ‘Samantha’, durante i test effettuati

Secondo il designer Alberto Meda “ la tecnologia OLED è in continua evoluzione e gli ultimi sviluppi permettono di avere una sorgente luminosa che supera il vincolo bidimensionale per piegarsi e diventare flessibile: questo permetterà di pensare all’oggetto luminoso completamente integrato alla luce, superando la dicotomia tra apparecchio e sorgente luminosa. Questo progetto di lampada realizzato per la galleria Nilufar rappresenta già un superamento della distinzione degli elementi: da spenta infatti la struttura in acciaio specchiato diventa un unicum con gli OLED, mentre da accesa diventa un elemento decorativo cangiante in continuo mutamento.

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