Roma, Piazza San Pietro. Sacralità della luce

 

Roma, Piazza San Pietro. Un’immagine panoramica d’insieme della nuova illuminazione (Photo: ©Copyright – Governatorato S.C.V.)

Crocevia di artisti, fabbrica di ardite sperimentazioni architettoniche, ma anche simbolo dell’opulenza papale e della grandezza di Roma: la Basilica di San Pietro, con la sua monumentale piazza, è il luogo in cui la materia ha dato forma al divino: ed in questo contesto, così denso di segni e significati che s’inserisce il recente intervento di Osram

Con il maestoso progetto architettonico realizzato per Piazza San Pietro a Roma, l’immagine del Sacro ha raggiunto, attraverso la pluralità di un registro espressivo eterogeneo, una dimensione tangibile e concreta.

Dal Rinascimento al Barocco, nell’arco di duecento anni, autori come Bramante, Michelangelo, Bernini, fino al progetto seicentesco di Carlo Maderno che completa la maestosa facciata della chiesa, hanno plasmato l’architettura elevandola ad opera universale.

E se la materia è riuscita a esprimere il valore della spiritualità cristiana, la luce, anch’essa modellata alla pari di un qualsiasi altro materiale, ha contribuito, nel tentativo di esaltare la geometria delle forme e dei volumi, a rendere umana la superiorità del cosmo.

Piazza San Pietro: la situazione preesistente

Carlo Bogani – Elviro Di Meo

Quando l’azienda riceve dalla Direzione Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano l’incarico di progettare insieme il nuovo sistema di illuminazione di Piazza San Pietro, l’intento della committenza è chiaro: valorizzare l’architettura senza sovraccaricarla, garantire la massima funzionalità del progetto, soddisfare gli elevati standard di sicurezza.

Prima dell’intervento di OSRAM, la piazza era illuminata da un impianto al sodio risalente agli anni Ottanta, composto da 66 apparecchi, ognuno dei quali dotato di lampada a scarica con potenza di 1000 W, temperatura colore di 4500 K e indice di resa cromatica uguale a 60. L’illuminamento complessivo, con flusso al 100%, oscillava da un minimo di 7 lx a un massimo di 45 lx medi, a seconda delle aree misurate.

L’area del sagrato era pari a 104 lx. La scarsa quantità di luce non permetteva di percepire, nelle ore notturne, la monumentale bellezza del colonnato del Bernini, così come la scenografica facciata della basilica, lasciando in ombra quei preziosi dettagli che hanno da sempre contraddistinto il tempio della cristianità per antonomasia.

Non solo: gli accessi alla piazza erano illuminati in modo inadeguato rispetto alle esigenze dei fedeli.

Piazza San Pietro: il nuovo progetto di illuminazione

Carlo Bogani – Elviro Di Meo

La nuova distribuzione dei punti luce consente di ottimizzare l’impatto visivo: i preesistenti apparecchi di illuminazione, posti sulla balaustra, sono stati sostituiti e integrati da nuovi apparecchi posizionati sulla trabeazione.

Gli apparecchi a luce LED, progettati per l’occasione, e adattati per caratteristiche e colore all’applicazione specifica per oltre 5 km di cablaggio, si integrano perfettamente nell’architettura.

Roma, Piazza San Pietro. L’immagine diurna permette di cogliere l’installazione degli apparecchi a luce LED per l’illuminazione (Photo: ©Copyright – Governatorato S.C.V.)

Per effetto della loro geometria meccanica costruttiva e del loro posizionamento, quando sono spenti gli apparecchi risultano quasi invisibili. Si tratta in tutto di 132 apparecchi a LED, ognuno con potenza di 238 W e flusso massimo di 27,8 Klm, temperatura di colore di tipo COD (Colour On Demand), con tecnica dei colori corrispondenti, e CRI=80+.

Si tratta di apparecchi fuori catalogo, denominati “Floodlight 20 LED”, che – grazie all’utilizzo di ottiche asimmetriche e all’elevata resa cromatica – regalano una nuova prospettiva alla piazza, esaltandone i fronti verticali, pur mantenendo i livelli di illuminazione orizzontale entro e oltre quanto ritenuto necessario.

Roma, Piazza San Pietro. Una fase del posizionamento e installazionedi uno dei 132 apparecchi a luce LED “Floodlight 20 LED”, di Osram (Photo: ©Copyright – Governatorato S.C.V.)

Le prestazioni illuminotecniche, definite con gli esperti dei Servizi Tecnici del Governatorato, hanno permesso di realizzare un impianto con un’emissione luminosa di eccellente qualità, caratterizzata da luce bianca neutra in grado di far percepire la corretta cromia dei marmi e, allo stesso tempo, illuminare la piazza e lo spazio retrostante al colonnato senza fastidiosi gradienti di colore con uniformità e gradualità per esaltare l’armonia dell’opera.

La temperatura colore e l’indice di resa cromatica sono stati studiati appositamente, analizzando le caratteristiche termiche del marmo, in modo da non alterare la corretta percezione dei colori reali.

Roma, Piazza San Pietro. La temperatura colore e l’indice di resa cromatica sono stati studiati appositamente, analizzando le caratteristiche termiche del marmo in modo da non alterare la corretta percezione dei colori reali (Photo: ©Copyright – Governatorato S.C.V.)

Il sistema “GoTrough”, implementato da OSRAM, ha permesso di migliorare le connessioni tra gli apparecchi, riducendo gli ingombri, e di eliminare totalmente punti di derivazioni esterne, così da restituire alla balaustra l’originale bellezza, compromessa in passato da elementi invasivi.

Roma, Piazza San Pietro. Dettaglio che propone i nuovi apparecchi installati sulla trabeazione, sotto il livello della balaustra (Photo: ©Copyright – Governatorato S.C.V.)

Gli apparecchi luminosi si affacciano sulla piazza con discrezione, nel rispetto dell’arte. La visione dell’architettura, nel suo insieme compositivo, appare ora fluida e lineare, senza interruzioni, in completa simbiosi con il colonnato, il sagrato, e in perfetta armonia con lo slargo urbano che apre su via della Conciliazione.

Roma, Piazza San Pietro. Il nuovo impianto a luce LED presenta una luce bianca neutra, in grado di far percepire la corretta cromia dei marmi e, allo stesso tempo, illuminare la piazza e lo spazio retrostante al colonnato senza fastidiosi gradienti di colore (Photo: ©Copyright – Governatorato S.C.V.)

L’intervento di lighting design ha raggiunto, inoltre, notevoli vantaggi riconducibili alla sostenibilità ambientale e ai consumi energetici: aspetti, questi, fortemente richiesti dalla committenza vaticana.

I risultati ottenuti

Rispetto all’impianto preesistente, l’utilizzo di quello attuale con un flusso al 100% comporta un risparmio di oltre il 70%, considerando un minimo di 32 lx ed un massimo di 90 lx medi, a seconda delle aree misurate. L’area del sagrato è pari a 200 lx, cioè il doppio di quanto finora ottenuto. Se il nuovo impianto fosse utilizzato al 10% consumerebbe poco più di una abitazione domestica standard.

Le nuove tecnologie di gestione e controllo della luce, utilizzate nel nuovo progetto, rendono il sistema di illuminazione adattabile a nuove e inedite configurazioni che possono accrescere la funzionalità della piazza, anche in termini di sicurezza.

Due gli scenari luminosi previsti dalla Direzione Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano: il primo è quello serale, dal crepuscolo fino al termine del servizio, con un flusso equivalente al 10% del flusso massimo impostabile ( il valore medio pesato oscilla, all’incirca, tra i 12 e 15 lx). Il secondo – lo scenario cerimoniale pensato e ideato per le celebrazioni e gli eventi speciali – equivale al 100% del flusso massimo impostabile, e in questo caso valore medio pesato è pari a circa 90 lx.

(arch. Elviro Di Meo; dott. Carlo Bogani – Executive Project Director OSRAM Spa)

 

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