Reale virtuale. L’ologramma di Hazard

 

Un ologramma per smartphone

L’olografia è una tecnologia ottica che permette di registrare e riprodurre immagini tridimensionali di oggetti reali: la tecnica utilizzata è quella dell’illuminazione dell’oggetto con un fascio di luce laser coerente, rinviando il campo luce riflesso su una lastra di materiale sensibile.

In presenza di un secondo fascio di luce laser che va a interferire con il campo luce riflesso si generano pattern di onde elettromagnetiche che vengono catturati dalla lastra la quale – illuminata con la stessa sorgente – grazie all’interferenza luminosa ricostruisce il campo di luce originale e va a rappresentare l’immagine stereoscopica (cioè appunto l’ologramma) dell’oggetto.

Cominciano a vedersi in modo sempre più numeroso e in ambiti differenti esempi applicativi di tecniche olografiche realizzate con videoproiezioni 3D  – nel campo dell’illuminazione e degli allestimenti museali, nel contesto di eventi quali manifestazioni specializzate in tema di tecnologie innovative, o anche nelle più recenti applicazioni per device e smartphone – ma ha colpito sicuramente tutti l’intervista ‘reale virtuale’ realizzata per il Campionato Mondiale di Calcio 2018 dall’emittente televisiva belga ‘La Une’ al calciatore della nazionale Eden Hazard, a ridosso della partita giocata e vinta dalla squadra per i quarti di finale contro il Brasile.

Eden Hazard che se ne stava seduto davanti ai giornalisti che lo intervistavano era infatti un ologramma 3D videoproiettato nello studio: seduto su uno sgabello il numero 10 della nazionale belga rispondeva tranquillamente alle domande dei giornalisti a Bruxelles trovandosi in realtà a Kazan in Russia, a 3000 km di distanza, seduto all’interno dello spogliatoio della squadra.

Dall’intervista in tempo reale all’intervista reale virtuale, il dado è ormai tratto.

 

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