Progettazione indoor per l’entertainment: gli strumenti per il lighting designer

 

Un esempio di lighting nell’Interior Design di un locale night club-disco bar (courtesy photo: Envy Nightlife)

Progettare l’impianto luci nei locali per l’intrattenimento può richiedere competenze e approcci tecnici molto differenti: il motivo si spiega nel fatto che gli ambienti adibiti per questi fini spaziano dai semplici bar, lounge bar, pub e ristoranti fino ai musei, ai cinema, alle discoteche, ai teatri, e anche ai palazzetti idonei per eventi sportivi, musicali o teatrali. È evidente quindi come l’illuminazione, le tecnologie opto/elettroniche e informatiche richieste per questi diversi luoghi presentino esigenze completamente diverse.

Un bar o un ristorante dovranno necessariamente soddisfare un buon livello di illuminazione costante, tale da permettere ai clienti di vedere chiaramente all’interno del locale e di muoversi senza problemi. Ovviamente anche in questi ambienti esistono casi specifici che potrebbero richiedere un’illuminazione più intima o soffusa o la creazione di una zona particolare per eventi di intrattenimento musicali o teatrali, ma cosa ben diversa è progettare un teatro e una discoteca: in luoghi come questi è necessario prevedere situazioni di illuminazione molto differenti.

Luci fisse con livelli di illuminamento sufficienti per permettere un accesso al locale senza difficoltà e ostacoli e luci variabili per graduare l’illuminamento nella sala, poi ancora luci di sicurezza per segnalare le vie di fuga: dunque l’utilizzo di sorgenti tecnologicamente avanzate, controllabili ad esempio attraverso protocolli come DMX (Digital MultipleX), standard di comunicazione digitale usato principalmente per il controllo dell’illuminazione di scena nell’industria dello spettacolo, per la gestione di numerose luci ed effetti da una console di regia, di recente introdotto anche in ambito civile per l’illuminazione architetturale). Inoltre in questi locali spesso si richiedono anche standard di illuminamento idonei per eventuali riprese televisive.

Spettroradiometro professionale CS-200.Utilizzato per la calibrazione dei proiettori nelle sale cinematografiche, per il controllo qualità post produzione dei proiettori, nelle riprese in ambito televisivo (courtesy: Konica Minolta Sensing)

È importante quindi in questa situazione scegliere sorgenti luminose dove il driver operi ad una frequenza superiore, ad esempio a 400 Hz, per evitare l’effetto flicker nelle riprese. Anche la rumorosità dei sistemi di raffreddamento dei proiettori di potenza deve essere studiata attentamente, scegliendo sistemi che utilizzino ventole silenziate. La temperatura di colore variabile e la Resa Cromatica che deve mantenersi sempre su alti valori sull’intera gamma di dimming, sono altri due parametri molto importanti nella scelta delle luci per questi ambienti.

Colorimetro CS-150 professionale (per la taratura e installazione dei proiettori digitali; misura della Luminanza in Fl o cd/m2 e delle coordinate colorimetriche xy (CIE 1931) (courtesy: Konica Minolta Sensing)

Nella progettazione all’interno di un Museo – anche se certamente le esigenze per molti degli aspetti sopra citati possono sovrapporsi – lo scopo principale di un lighting designer sarà quello di creare un’illuminazione naturale che esalti le opere esposte, ponendo attenzione alla resa cromatica, alla temperatura di colore e all’emissione energetica UV e IR (ultravioletta e Infrarossa) per non danneggiare le opere. Fortunatamente le nuove tecnologie delle sorgenti come dei sistemi di pilotaggio ci permettono di trovare quasi sempre il migliore compromesso.

Vista la complessità delle possibili interazioni che in questi ambiti spesso si incontrano è necessario non solo progettare l’impianto di illuminazione interagendo con le diverse specifiche richieste dei vari operatori, ma anche dotarsi di strumenti professionali per misurare scientificamente tutti i parametri fotometrici e elettronici che devono essere soddisfatti, equipaggiandosi di misuratori di illuminamento, luminanza, cromaticità, resa cromatica, flicker e lunghezza d’onda dominante. In queste pagine proponiamo alcuni esempi di strumenti professionali che sono ormai uno standard nel settore dell’entertainment.

(a cura di Maurizio Messa)

  • Per ulteriori approfondimenti sui temi trattati:Maurizio.Messa@seu.konicaminolta.eu
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