Progettazione

Per valorizzare il patrimonio architettonico

 Repubblica di San Marino. Uno degli studi realizzati da Thorn per la definizione dell’illuminazione di una delle Rocche. In alto è stata utilizzata un’illuminazione fluorescente con T5 (6000 K), mentre sotto abbiamo un’illuminazione a ioduri metallici. La merlatura è in controluce (cortesia: Thorn Lighting)
Repubblica di San Marino. Uno degli studi realizzati da Thorn per la definizione dell’illuminazione di una delle Rocche. In alto è stata utilizzata un’illuminazione fluorescente con T5 (6000 K), mentre sotto abbiamo un’illuminazione a ioduri metallici. La merlatura è in controluce (cortesia Thorn Lighting)

L’illuminazione di architetture e monumenti richiede conoscenze e competenze di diversa natura; nel caso di un edificio architettonico con qualità storico-artistica, l’architetto dovrà infatti considerare con attenzione le informazioni storiche, artistiche ed urbanistiche associate all’opera stessa, servendosi dell’aiuto di esperti che possano aiutarlo a definire quella particolare “immagine mentale” che sarà poi tramutata in progetto dal lighting designer

L’architettura ha scelto l’illuminamento naturale come riferimento luminoso della visione diurna.

Tuttavia, anche per quanto concerne l’illuminamento artificiale, dal momento che i diversi materiali reagiscono ad essa in maniera diversa, è sempre la luce che trasforma l’architettura in qualcosa di concreto, conferendole significato e leggibilità: la luce quindi è un materiale architettonico, alla stessa stregua del calcestruzzo, dell’acciaio, del vetro e del legno, con l’unica differenza che è immateriale.

In definitiva, il progettista potrà decidere di progettare un impianto che restituisca, durante la visione notturna, l’uniformità della visione diurna del monumento oppure, utilizzare sorgenti con caratteristiche tecniche diversificate, quindi, creare scenografie alternative modificando forme e colori distinguendo l’opera dal contesto.

(cortesia: Philips Lighting)
(cortesia: Philips Lighting)

Gli apparecchi di illuminazione

Il proiettore è l’apparecchio più utilizzato per l’illuminazione architettonica e monumentale. Esso è dotato di un componente ottico che riflette la luce di cui è investito, il riflettore, che controlla il flusso luminoso dandogli particolare direzionalità e intensità.

Il comportamento del riflettore dipende dalla sua forma e dalla finitura superficiale; può avere forma circolare, parabolica, ellissoidale e iperbolica; per grandi distanze vengono utilizzati riflettori sferico-parabolici.

Firenze, illuminazione di Palazzo Vecchio. I proiettori utilizzati hanno esaltato il colore ambrato del mattone di cui è composto il Palazzo (cortesia: Philips Lighting)
Firenze, illuminazione di Palazzo Vecchio. I proiettori utilizzati hanno esaltato il colore ambrato del mattone
di cui è composto il Palazzo (cortesia: Philips Lighting)

Per evitare sia dispersioni di flusso oltre l’area da illuminare che fenomeni di abbagliamento, i proiettori possono essere dotati di schermi, ovvero lamelle parallele o perpendicolari all’asse della lampada in funzione della schermatura richiesta.

Ci sono poi apparecchi da incasso a terreno, anche questi utilizzati per monumenti o edifici di interesse storico-artistico, ma per illuminazione d’accento. Se dotati di ottica orientabile è possibile ottenere il puntamento desiderato creando effetti scenografici suggestivi.

Un altro tipo di apparecchio può essere finalizzato ad un’illuminazione di tipo radente (nelle facciate, ad es., per mettere in risalto i volumi e le decorazioni).

Milano, illuminazione delle facciate della sede di Sorgenia Spa. Gli apparecchi a LED utilizzati sono dimensionalmente contenuti, in grado di mascherarsi con le delicate modanature che percorrono in lunghezza la costruzione (cortesia: Philips Lighting)
Milano, illuminazione delle facciate della sede di Sorgenia Spa.
Gli apparecchi a LED utilizzati sono dimensionalmente contenuti, in grado di mascherarsi con le delicate modanature che percorrono in lunghezza la costruzione (cortesia Philips Lightign)

Un’ulteriore gamma di proiettori è quella per l’illuminazione scenografica, alla quale si fa ricorso quando si vuole dare alla superficie illuminata un aspetto da regia luminosa teatrale, utilizzando filtri colorati applicati agli apparecchi e conferendo così alla luce emessa dalla sorgente un carattere monocromatico.

Una serie di possibilità applicative ulteriori sono inoltre quelle offerte ultimamente dai proiettori a luce LED, con cambiacolore RGB, che stanno iniziando a trovare il consenso dei progettisti per questo tipo di applicazioni.

Alcuni criteri progettuali

Il posizionamento e la scelta del tipo di apparecchio da utilizzare devono tener conto di molti fattori quali: tipo e colore della superficie, volumi da evidenziare, localizzazione dei punti di osservazione, distanza tra proiettore e soggetto da illuminare, ambiente luminoso circostante, effetto desiderato.

Un buon progetto ed una scelta oculata dei materiali non assicurano la riuscita dell’impianto: va valutato il valore e l’interesse degli elementi da illuminare dal punto di vista architettonico, eseguendo una selezione tra i soggetti da illuminare, tenendo presente che la luce contribuisce a svelare la bellezza, ma non la crea.

Va evitato, preferibilmente, l’isolamento dell’elemento, raccordandolo ad altri elementi circostanti, oppure illuminare una zona più ampia con diversi livelli di illuminamento in modo da non estrarre completamente il soggetto dal suo contesto. Spesso, a questo, nelle aree urbane, contribuisce l’illuminazione pubblica.

Sovente inoltre è importante illuminare il soggetto con estrema precisione, concentrando il cono di luce sullo stesso, evitando che la luce si disperda in altre direzioni creando quello sgradevole “effetto alone”, che si manifesta con la presenza di una nube di luce attorno all’elemento illuminato, in modo ancor più evidente in presenza di foschia, indice di un errato controllo del fascio oppure della non compatibilità delle prestazioni fotometriche dell’apparecchio con gli obiettivi di progetto.

La dispersione del flusso luminoso verso il cielo provoca una intensa luminosità dell’atmosfera più bassa (soprattutto in presenza di inquinamento dell’aria) ed è definito impropriamente “inquinamento luminoso”.

In realtà sarebbe più corretto chiamarlo fastidio luminoso dato che non si tratta di inquinamento chimico o di altro genere. La norma UNI 10819 tratta questo tema in modo approfondito; nella progettazione sarà necessario documentarsi sulle direttive e su quanto prescritto a tal proposito nelle differenti Leggi di attuazione regionale.

Infine, l’illuminazione di statue e monumenti (oggetti che in ambito urbano possono essere considerati di piccole dimensioni) necessiterà di un’illuminazione intensa che li stacchi dal fondo.

Per valorizzare il soggetto della statua si cerca di restituire il modellato attraverso le ombre portate dalle sporgenze del soggetto stesso (vedi disegno).

Illuminazione di statue e monumenti. Studio d’installazione
Illuminazione di statue e monumenti. Studio d’installazione

Il numero dei centri luminosi e la loro disposizione dipenderà in gran parte dall’effetto che vogliamo ottenere e non di meno dalle possibilità d’installazione in un contesto urbano delicato come una piazza.

Di norma infatti sono ambienti fittamente popolati anche in situazioni notturne che necessitano l’incasso degli apparecchi nel suolo (per la luce dal basso) e l’installazione su pali preesistenti o tetti per la luce dall’alto.

 (ing. Donato Olivieri, progettista)

In accordo con l’Autore, il testo è un riadattamento del capitolo “Illuminazione Artistica” (Cap. 34), pubblicato sul “Manuale di Illuminazione” (2005 – Tecniche Nuove Editore), a cura di Pietro Palladino

 

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