Nuove architetture di luce per esaltare l’esperienza dell’arte

 

Pordenone. Palazzo Ricchieri – Museo Civico. Interno di una delle sale con la nuova illuminazione con proiettori su binario trifase e apparecchi tipo spot e asimmetrico (Arcos XP) (cortesia foto: Zumtobel Group)

Palazzo Ricchieri è uno degli edifici più antichi della città di Pordenone, costruito dall’omonima famiglia nel 1200 in prossimità del porto fluviale e dell’ingresso della città, era in origine un edificio fortificato per scopi difensivi: oggi ospita il Museo Civico

Il nucleo più antico di Palazzo Ricchieri a Pordenone corrisponde alla parte d’angolo verso il campanile e la loggia del comune. Nella facciata dell’edificio, grazie ai restauri, si percepiscono i segni di importanti trasformazioni architettoniche avvenute nei secoli che ci restituiscono l’edificio così come lo vediamo oggi: la più importante avvenne nel XV sec con l’ascesa economica e politica della famiglia omonima che li portò nel 1468 alla nomina a Conti del Sacro Romano Impero.

Da piccola torre medievale, il palazzo assunse così i connotati di un importante palazzo signorile in stile tipicamente veneziano con corpo di fabbrica centrale più arioso destinato ad ospitare i saloni per i ricevimenti e due corpi laterali che ospitavano le residenze dei nobili, collegati da un importante scalone in marmo monumentale.

Nel corso del XVII secolo la facciata fu nuovamente rivista con l’apertura di nuove finestre e la modifica delle esistenti. Il Palazzo viene donato dai Ricchieri alla città di Pordenone nel 1949 per farne un centro culturale e solo nel 1972 assume l’attuale destinazione museale.

Il Museo Civico oggi si sviluppa su tutti e tre i livelli del palazzo: al piano terra, oltre alla reception si trovano le sale destinate alle mostre temporanee, da qui salendo attraverso il monumentale scalone si raggiungono i piani nobili dove trovano collocazione importanti opere scultoree e dipinti di diverse epoche e scuole principalmente riferiti ad artisti locali dei quali il Pordenone è il rappresentante più insigne.

Il progetto di illuminazione: stato esistente e nuovo intervento

L’intervento mira principalmente all’ammodernamento ed efficientamento dell’impianto illuminotecnico. All’inizio dei lavori l’impianto di illuminazione si presentava strutturato con un’architettura di installazione con apparecchi su binario e proiettori ad alogeni al piano terra, tensostrutture a bassa tensione con lampade alogene al piano primo e spot su binario entro travi strutturali in materiale ligneo al piano secondo, con ogni probabilità realizzati in tre tempi diversi.

La disomogeneità degli apparecchi presenti e una scarsa manutenzione generavano una situazione insufficiente sia per poter fruire in modo corretto della visione dell’opera d’arte sia per poter garantire la percezione dello spazio architettonico. A questo si aggiungeva il peso visivo delle travi illuminotecniche del piano secondo che di fatto comprometteva la percezione di un esempio unico di soffitto ligneo friulano riccamente decorato risalente al XV secolo.

Il sistema di comando e controllo dell’illuminazione delle sale espositive era realizzato in modo tradizionale: ogni piano era diviso e predisposto con un numero elevato di circuiti che di fatto risultavano inutilizzati vista la rigidità dei sistemi di illuminazione installati. Tutte le protezioni e le accensioni erano installate sui quadri elettrici di piano (4/5 per piano con chiaro impegno di superficie espositiva). I comandi avevano luogo in modo manuale e localmente con semplici interruttori sul quadro di piano oppure cumulativi da remoto (gli interruttori generali di piano erano dotati di automatismo elettrico). In seguito, complice il malfunzionamento degli automatismi e a seguito di precisa scelta della direzione, l’accensione e lo spegnimento dei gruppi lampade avveniva solo ed esclusivamente in loco.

Il vecchio impianto
Vecchio impianto

Il nuovo progetto, sviluppato dal per. ind. Bruno Barbui con la collaborazione di Zumtobel, analizza nel dettaglio sia le problematiche tecniche che l’impatto visivo delle strutture nei diversi locali. Inoltre, riduce notevolmente la complessità delle infrastrutture elettriche, consentendo di eliminare alcuni quadri di piano e liberare superficie espositiva. Integra infine un sistema di controllo domotico della luce su BUS DALI (Litecom) che permette di semplificare notevolmente la gestione e monitorare il funzionamento dell’impianto anche da remoto liberando spazio nei cavidotti prima fortemente condensati.

Il nuovo impianto
Nuovo impianto

Per l’impianto illuminotecnico, dopo attenta valutazione si è optato per l’uso di sistemi miniaturizzati (tipo SS2) per l’illuminazione delle sale laterali e dello scalone monumentale; proiettori su binario trifase di tipo spot e asimmetrico (tipo Arcos XP) per i saloni dei piani nobili. Ogni apparecchio è indirizzabile singolarmente su sistema BUS DALI ed è programmato e settato su scenari specifici.

La miniaturizzazione dei binari e dei proiettori del sistema SS2 riduce notevolmente l’impatto visivo offrendo la possibilità di notevole personalizzazione ottica. La particolare tipologia di binario dalla forma ad H può celare il cavo di alimentazione nella parte soprastante.

La qualità ottica e illuminotecnica di questi dispositivi ha standard elevatissimi, con CRI>92 SDCM2 e massima coesione di colore. I sistemi Arcos XP sono invece installati su travi strutturali SS ad H capaci di alloggiare un cavidotto o un’eventuale futura soluzione di illuminazione indiretta nella parte superiore. Questi sistemi rappresentano oggi la migliore espressione del mercato in termini di qualità illuminotecnica della luce con Ra >98 / R 9 98 e SDCM 1×2.

La soluzione illuminotecnica delle sale temporanee al piano terra è soddisfatta invece da sistemi orientabili da incasso (tipo Intro) entro nicchie a passo regolare per una ottima copertura spaziale dei piani verticali ed orizzontali. Una particolare attenzione ha richiesto lo scalone monumentale sia per la conformazione architettonica vincolata che per le esigenze illuminotecniche specifiche.

Pordenone. Palazzo Ricchieri – Museo Civico. Illuminazione dello scalone monumentale, con binari verticali multiproiettore e proiettori multispot per l’illuminazione generale (cortesia foto: Zumtobel Group)

In questo volume – oltre a garantire la deambulazione in sicurezza e senza abbagliamento diretto – era necessario illuminare l’importante affresco attribuito al Pordenone collocato sopra al varco di ingresso al salone del piano primo, l’emblema della famiglia Ricchieri ed alcuni ritratti dei suoi principali esponenti collocati sulla parete ad est e l’importante soffitto ligneo riccamente decorato. Tutto questo utilizzando i punti luce esistenti.

La soluzione applicata usa binari verticali multiproiettore che compensano le distanze necessarie tra punto di alimentazione e centro ottico del punto luce, puntati in direzione opposta al campo visivo del visitatore.

Si aggiungono per l’illuminazione generale dell’androne n°2 proiettori multispot installati sulla parete sud negli interassi dell’orditura lignea e alimentati attraverso un nuovo punto luce portato dal sottogronda dell’edificio dall’esterno: questi ultimi sono posti sotto gruppo di continuità e utilizzabili come luce di sicurezza.

Altri ambienti particolarmente difficili da risolvere si sono rivelati essere il salone del primo piano ove sono esposte opere di dimensioni importanti prive di protezione antiriflesso, e le sale poste nell’ala a sud del palazzo del primo e secondo piano (la parte più antica del palazzo). Nel primo caso, per evitare l’abbagliamento altrimenti generato da sorgenti puntiformi è stato deciso di procedere con un’illuminazione realizzata con proiettori asimmetrici lineari capaci di spostare il centro luminoso al di sopra del campo visivo e garantire l’uniformità visiva sul piano verticale, integrati da elementi per illuminazione d’accento a fascio incrociato. Nel secondo e terzo caso, viste le altezze ridotte si sono principalmente usati micro-proiettori da 350 lm unitamente a micro-wall washer lineari. L’impatto visivo è risultato notevolmente ridotto e l’impressione generale generalmente ottima. Seguono una disposizione tradizionale le illuminazioni dei restanti locali.

Pordenone. Palazzo Ricchieri – Museo Civico. Un’altra delle sale del piano nobile (cortesia foto: Zumtobel Group)

La gestione dell’impianto viene attualmente effettuata con scenari preimpostati per ciascun locale espositivo attraverso interfacce collocate al piano primo e secondo o da remoto con un semplice collegamento all’indirizzo TCP-IP del sistema di gestione Litecom.

(per. ind. Bruno Barbui, Spilimbergo (PN), progettazione impianti e progettazione illuminotecnica, con la consulenza di Zumtobel)

 

COSTI DI MANUTENZIONE

Confronto fra i costi di manutenzione medi annui (cortesia: Zumtobel Group)
Confronto fra i costi medi annui per l’energia (0,2 € /kWh) (cortesia: Zumtobel Group)
Confronto fra i costi totali della soluzione di illuminazione per la vita dell’installazione (cortesia: Zumtobel Group)

PALAZZO RICCHIERI – MUSEO CIVICO

Pordenone

Progettazione impianti: per. ind. Bruno Barbui, Spilimbergo (PN)

Progettazione illuminotecnica: per. ind. Bruno Barbui, con la consulenza di Zumtobel

Installazione: De Vido Impianti srl, Pieve di Soligo (TV); 2R Impianti srl, Azzano Decimo (PN)

 

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