Luce e Design

Per una nuova regia della luce

Alessandra Reggiani, lighting designer

“Une maison est une machine à habiter.” Siamo nel 1923 e a scrivere questa frase è Le Corbusier, nel suo imperdibile libro/manifesto “Vers une Architecture”. Oggi, quasi 100 anni dopo, possiamo dire di non essere molto lontani dalla piena realizzazione di questa affermazione: le tecnologie dell’illuminazione, incentivate dalle acquisizioni tecniche, dai sistemi di rete e dalle nuove frontiere della comunicazione, rendono quanto mai attuale e concreta la possibilità di ottenere soluzioni e scenari inediti, flessibili, capaci di instaurare con gli utenti nuove relazioni.

Le installazioni, integrate al linguaggio architettonico ed all’identità stessa degli elementi e degli oggetti, ci permettono di stabilire in modo relativamente semplice un nuovo approccio con lo spazio e la sua funzionalità d’uso, non più scenario statico ed univoco ma palcoscenico in grado di adattarsi ad ogni nostra necessità o desiderio.

Luce connessa, Internet of Things, Human Centric Lighting sono solo alcune delle nuove prospettive attraverso le quali è possibile trasformare i nostri ambienti, assicurando controllo e gestibilità a diverse scale di applicazione. Scambiando informazioni in tempo reale gli oggetti acquisiscono una propria autonomia e l’uomo, centro di tutte le cose in un’ottica neorinascimentale, è in grado di assecondare i ritmi naturali del proprio metabolismo e del proprio stato d’animo interagendo in modo diretto con la sua corporeità e le sue necessità visive, emozionali e biologiche.

Napoli, Illuminazione di un giardino privato a Posillipo (Lighting design, arch. Alessandra Reggiani, Roma). Il progetto della luce crea suggestioni locali e specifiche senza turbare la visione dello splendido panorama circostante (Cortesia Alessandra Reggiani)

In questo quadro, il ruolo e la funzione del progettista della luce acquistano – o dovrebbero acquisire – una nuova identità e significato, accresciuti dagli inediti presupposti che questa attività è oggi in grado di apportare ad un qualsiasi contesto. Le premesse tecnologiche sono infatti entusiasmanti e a maggior ragione il valore della qualità, della professionalità e della competenza del lighting designer si configurano come elementi ormai imprescindibili per la garanzia del buon esito e della reale esaustività e completezza delle risposte progettuali.

La tecnologia può indubbiamente apportare tanti benefici, ma deve avere una ‘regia’ attenta e sensibile, per evitare di trasformarsi in un elemento negativo, dove la mancanza di privacy, l’ “anarchia” e il fastidio sono in agguato. Su questo aspetto bisognerebbe riflettere a lungo: mettereste l’intimità della vostra vita, dei vostri spazi, dei vostri oggetti, della vostra storia, del vostro benessere – perché è ciò che realmente si rischia di fare – nelle mani di un interlocutore inadatto?

Alessandra Reggiani, lighting designer – Roma