Napoli. “Blind Vision”: dall’occhio altre visioni

Napoli, “Blind Vision”. L’installazione “A Journey of Light”

L’occhio è la porta del nostro sguardo sul mondo ma rappresenta anche la nostra “luce” individuale, sia che questo sia funzionale al nostro atto di vedere sia quando non è così. Ed è su questo secondo caso, a partire dall’esperienza delle persone cieche e ipovedenti, che ha lavorato la fotografa e artista Annalaura di Luggo, che a Napoli con la mostra “Blind Vision” ha realizzato un itinerario fotografico – interattivo presso la sede dell’Istituto “Paolo Colosimo”.

“Blind Vision”

La mostra, visitabile fino al 31 maggio, si fonda sull’esperienza di lavoro a contatto diretto dell’artista con i suoi modelli, in un’interazione che ha focalizzato da una parte una lettura del valore dell’occhio come simbolo personale e unico di riconoscimento di ognuno di noi e ha permesso la realizzazione – oltre che di una serie di immagini realizzate con una macchina fotografica speciale che si avvale di soluzioni tecniche adottate in campo oftalmologico – del documentario “Blind Vision”, con la regia di Nanni Zedda.

Il percorso della mostra offre una lettura piena del progetto, l’“Occh-Io/Eye-I”, iniziativa itinerante già proposta dall’artista in differenti parti del mondo, un progetto che ha l’obiettivo di stimolare la piena integrazione culturale e sociale dei non vedenti.

“Blind Vision”

Per colmare la condizione di ‘cecità’ – questa volta da parte dell’artista, nel condividere pienamente i valori dell’esperienza dei non vedenti – la mostra è strutturata in una forma multisensoriale, coinvolgendo le esperienze dei visitatori attraverso il tatto, l’udito e l’olfatto e dall’immagine fotografica il campo della percezione si allarga ad altre forme d’arte: e da questo sono nati lavori come l’installazione “A Journey of Light” e la scultura “Essenza”.

Nel primo caso si tratta di un percorso definito da una rampa di scale che scende in una stanza buia: qui venti Light Box riproducono la forma dell’iride di ognuno dei protagonisti. La voce dei protagonisti si attiva con le singole Light Box e per ognuno di loro un breve racconto dà testimonianza dell’esperienza individuale di ognuno di loro.

Nella sala successiva la scultura “Essenza” è stata realizzata per essere per essere percepita dai non vedenti attraverso il tatto, e prende a modello uno degli occhi fotografati a cui manca interamente la pupilla.

“Blind Vision”. La scultura tattile “Essenza”

La terza parte del progetto è la raccolta di immagini “A Journey of Light”, realizzate dal fotografo Sergio Siano, che documentano le fasi nelle quali  l’artista interagiva con i diversi partecipanti al progetto.

“Blind Vision”  

fino al 31 maggio

Dove: Istituto “Paolo Colosimo” – via Santa Teresa degli Scalzi, Napoli

A cura di: Raisa Clavijo

La mostra “Blind Vision” rientra nel Maggio dei Monumenti ed è realizzata col patrocinio di Regione Campania, Comune di Napoli e Unione Italiana Ciechi onlus (sezione Napoli) e con il matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee – Museo MADRE

 

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