Milano, Museo Poldi Pezzoli. Di fronte ad un esercito silente

 

Milano, Museo Poldi Pezzoli. Sala d’Armi (courtesy photo: Walter Carrera)

“..Nel mio progetto per la Sala d’armi gli elementi del mio linguaggio di espressionismo astratto si sono via via disposti in una sorta di “cielo fantastico”: quasi come se le armi (collocate nei muri) fossero in realtà impugnate dai grandi guerrieri, in preda all’impeto delle loro passioni.” (A. Pomodoro)

Per valorizzare un “unicum” espositivo

di Walter Carrera

Nel 2000 il Museo Poldi Pezzoli di Milano riapriva al pubblico la Sala d’Armi, riallestita in quell’anno con l’innovativo intervento museografico progettato dallo scultore Arnaldo Pomodoro, la quale ospita sino ad oggi una delle più importanti collezioni di armi e armature europee, e rappresenta un punto chiave del percorso espositivo museale.

Questo “unicum” è stato recentemente ulteriormente valorizzato – in occasione della grande mostra antologica a Milano per i 90 anni del Maestro – grazie al nuovo progetto di illuminazione, curato dallo studio Ferrara Palladino Lightscape di Milano e firmato dall’architetto Cinzia Ferrara.

Il restyling dell’illuminazione globale della sala e delle vetrine espositive, realizzato con sistemi LED Futuro Luce, è stato studiato per dare maggior risalto alle prestigiose armi ed armature, far emergere ogni singolo dettaglio delle splendide ed affascinanti decorazioni e valorizzare ulteriormente la suggestiva installazione del Maestro.

Milano, Museo Poldi Pezzoli. Sala d’Armi. Esempio di una delle vetrine espositive (courtesy photo: Walter Carrera)

Per l’illuminazione dall’alto della cosiddetta ‘Scheggia’, ovvero l’espositore vetrato centrale, sono stati utilizzati apparecchi ‘XL16’, posizionati lungo la caratteristica scultura di Pomodoro sul soffitto della sala e parte integrante della collezione.

Grazie al design minimale e alle loro caratteristiche tecniche questi apparecchi si integrano perfettamente con l’opera del Maestro creando effetti scenografici e sofisticati giochi di luce e ombra, che scandiscono solennemente l’esperienza del visitatore all’interno della sala.

I correnti longitudinali su cui si imposta la volta e che ospitano trofei e parti di armature sono illuminati da profili ‘Alfa’, modelli a scomparsa in alluminio leggero, studiati appositamente per applicazioni in cui il vincolo dello spazio di montaggio è fondamentale.

Lungo i lati della sala, scavate entro nicchie in pietra serena, 12 vetrine contengono gli oggetti più preziosi, illuminati da profili ‘Delta’ particolarmente adatti per la posa a scomparsa in pareti e pavimenti, che permettono di concentrare la luce in un fascio più ristretto per illuminare in radenza le superfici o fornire maggiore flusso dove necessario, creando linee di luce up/down ed effetti scenici d’impatto.

Nelle vetrine espositive di questa sala non sono presenti apparati didascalici accanto ai reperti storici, una precisa scelta progettuale per lasciare grande spazio al rapporto diretto e personale del visitatore con l’incanto di queste vere e proprie opere d’arte: in questo particolare contesto emerge in modo ancor più consistente la luce, senz’altro lo strumento più importante e suggestivo per emozionare il visitatore al cospetto di un silente esercito.

Milano, Museo Poldi Pezzoli. Sala d’Armi. Dettaglio della volta della Sala. La Volta è trattata con stucco di rame mentre gli elementi scultorei sono in fiberglass ricoperti di lamina di piombo (courtesy photo: Walter Carrera)

Sul progetto di illuminazione

di Cinzia Ferrara

Correva l’anno 2000 quando ad Arnaldo Pomodoro venne chiesto di realizzare il nuovo allestimento per la Sala d’Armi del museo Poldi Pezzoli; è sua la visionaria scenografia che oggi definisce la sala a piano terra del museo, il cui allestimento ha modificato profondamente lo spazio e la sua percezione.

Sedici anni sono passati da allora e se l’allestimento è riuscito a mantenere inalterata la sua forza espressiva, lo stesso non può dirsi dell’illuminazione. Livelli troppo bassi, lampade ad alogeni continuamente da sostituire, manutenzione costosa.

Questi i principali motivi per i quali, in occasione dei festeggiamenti previsti a fine 2016 per i 90 anni del maestro, il museo ha deciso di ripensare l’illuminazione della sala.

Nei pochi incontri fra lo studio, il museo e l’artista non è stato difficile trovarsi d’accordo. E’ stato sufficiente effettuare una sostituzione delle sorgenti luminose all’interno delle vetrine aumentando i livelli di illuminamento, in modo da permettere una più accurata visione delle armi in mostra, dare più vivacità e teatralità al gruppo schierato sul fondo e maggiore enfasi alla bassa e lunga vetrina centrale.

Nulla è stato modificato dell’allestimento, ad eccezione dell’aggiunta di due fori nella volta – utilizzati per l’installazione di nuovi proiettori – e di una leggera pennellata di luce dietro agli elmi, sopra le vetrine. I profili a luce LED qui adottati, diversi fra di loro per misura, che illuminano in modo sporadico le armature danno vigore alla disposizione casuale e aumentano il senso della fatica della guerra.

La nuova illuminazione è stata realizzata in tre mesi, progettazione, fornitura e installazione compresi.

(Walter Carrera, Futuro Luce; arch. Cinzia Ferrara, Ferrara Palladino Lightscape)

 

ARNALDO POMODORO: 90 ANNI DI SCULTURA

Arnaldo Pomodoro

Una grande mostra antologica evento a Milano per i 90 anni di Arnaldo Pomodoro, a cura di Ada Masoero e della Fondazione Arnaldo Pomodoro, promossa dal Comune di Milano, si presenta con differenti sedi in città e un percorso che abbraccia tutta Milano: a Palazzo Reale trenta opere esposte nella Sala delle Cariatidi e il grande environment “The Pietrarubbia Group” allestito in Piazzetta Reale raccontano il percorso di ricerca dello scultore dal 1955 ad oggi, alla Triennale di Milano e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro quattro progetti “visionari” introducono al rapporto con l’architettura, mentre al Museo Poldi Pezzoli – oltre alla Sala d’Armi – sedici modellini scenici svelano la passione dell’artista per il teatro

 

Futuro Luce: i sistemi utilizzati

XL16

La serie di prodotti XL16 è caratterizzata da una sorgente monoled con prestazioni di assoluto rilievo che lo rendono un prodotto di largo impiego appositamente studiato per l’integrazione in spot per alogena da 50 mm.

Si adatta perfettamente a tutte le situazioni in cui vi è la necessità di avere un elevato flusso luminoso della sorgente unito alla possibilità di scegliere ottiche molto strette e alla facilità di posa legata al collegamento in parallelo di più apparecchi con un unico alimentatore.

La serie “XL16” per spot con sorgente monoled

La caratteristica principale è l’ottica unica che consente di risolvere l’effetto legato alle ombre multiple normalmente dato da prodotti multi ottica.

I campi di applicazione tipici sono il retail e il settore museale.

L’attento studio del corpo dissipatore, da cui nasce il segno grafico distintivo del prodotto, garantisce un elevato mantenimento del flusso nel tempo.

Profilo BETA

Il profilo in alluminio Beta è studiato per l’integrazione negli arredi, in particolare per applicazioni in cui si è vincolati dall’esiguità dello spazio di incasso. Grazie all’altezza ridotta si integra perfettamente anche negli spazi più ristretti. Beta è disponibile con diversi tipi di cover, opaline o trasparenti.

Nella versione con lente da 30° permette di concentrare la luce in un fascio più ristretto per illuminare in radenza le superfici. La posa è possibile sia con clip di fissaggio fisse o orientabili, sia con nastro biadesivo ad alta tenuta attraverso l’apposita scanalatura presente sul retro.

I profili “Beta” e “Delta” (courtesy photo: Futuro Luce)

Profilo DELTA

Il profilo in alluminio Delta è studiato appositamente per la posa a parete per la creazione di linee di luce e per l’integrazione a scomparsa in tagli a parete e a pavimento.

È disponibile con diversi tipi di cover, opaline o trasparenti e nella versione con lente da 30° permette di concentrare la luce in un fascio più ristretto per illuminare in radenza le superfici.

La sezione ad “H” consente una posa agevole e pulita grazie alla clip di montaggio a scomparsa, su cui viene direttamente calzato il profilo. Anche la clip a scomparsa è cava al suo interno per consentire il passaggio del cavo di alimentazione all’interno del profilo stesso e alimentare così più elementi da un unico punto.

 

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