Milano. Fabbrica del Vapore, SaloneSatellite: 20 anni di nuova creatività

 

Milano, Fabbrica del Vapore. Un’immagine della grande mostra ‘SaloneSatellite. 20 anni di nuova creatività’ (courtesy: Salone del Mobile, Milano – foto: Andrea Mariani)

È il titolo della grande retrospettiva, ospitata negli spazi della Fabbrica del Vapore, per celebrare i primi due decenni di vita della kermesse milanese. La mostra, curata da Beppe Finessi, allestita da Ricardo Bello Dias e sostenuta dal progetto grafico di Leonardo Sonnoli, ripercorre la storia del Satellite, rileggendo il lavoro di tutti i designer che hanno partecipato negli anni alle varie edizioni.

Sono cinquecento i progetti selezionati, capaci di esprimere modi e percorsi differenti per giungere al risultato finale, che si distingue per ricerca progettuale, valore estetico, funzionalità del prodotto. La rassegna è suddivisa in tre ambiti tematici, come le navate della “Cattedrale” di via Procaccini: un’architettura industriale, intrisa di fascino, recuperata e restituita alla vita del quartiere e della città di Milano.

Se molti autori dimostrano di prediligere un approccio basato sull’innovazione, altri progettisti concentrano le loro idee sulla sperimentazione costruttiva, attraverso un’intelligente studio su materiali e aspetti tecnologici. Significativa la presenza dei progetti legati all’innovazione formale, alla ricerca di nuove funzioni e valenze d’arredo

1999 – “Duplex” 

Carlo Tamborini (Codice 31)

Il designer Carlo Tamborini

Duplex è la sospensione con cui il designer partecipava, nel 1999, al Satellite con il gruppo Codice 31. Realizzata e commercializzata da Fontana Arte nel 2000, tuttora in produzione, la lampada ha un diffusore in metacrilato colato, disponibile nella versione rossa oppure satinata, che lascia trasparire interamente l’essenzialità della componentistica interna. Regolabile in altezza, Duplex consente all’utente di scegliere la direzionalità del flusso luminoso.

La sospensione ‘Duplex’

Essa è in grado di produrre una doppia emissione luminosa: diffusa e diretta, verso il basso e verso l’alto, agendo sull’orientamento dei portalampada. Quattro lampadine alogene E27 EcoSaver da 50W forniscono la sorgente di luce.

Nella sezione “RICERCA TRA FORMA E DECORAZIONE”

1996 – ‘Block Lamp’

Harri Koskinen (Raket)

Semplicità ed eleganza sono le parole chiave per descrivere ‘Block Lamp’, lampada da tavolo originale e insolita, tipica espressione del design scandinavo, che sfrutta le proprietà del vetro, esaltandone la sua naturale bellezza.

Block Lamp’ (courtesy photo: Marko Melander)

Progettata nel 1996, ed esposta al Satellite nel 1998, quando Koskinen partecipò insieme al collettivo Raket, ha ottenuto un immediato successo che le ha garantito riconoscimenti internazionali. Block, by Design House Stockholm, rievoca in modo poetico la luce imprigionata nel ghiaccio, ed è realizzata con due blocchi di vetro industriale sovrapposti. Il filo che la collega alla fonte di alimentazione è disponibile nei colori bianco, nero e rosso.

2004 – ‘Dandelion’ 

Matteo Bazzicalupo & Raffaella Mangiarotti (Deepdesign)

Entrata a far parte della collezione permanente del MoMA di New York, Dandelion somiglia a un tarassaco: un fiore simile a un morbido piumino che si sostiene su uno stelo esile e flessuoso, che pare dondolarsi nell’aria.

La lampada ‘Dandelion’ (courtesy photo: Yoshie Nishikawa)

Il corpo è formato da una sfera di flûte trasparenti in policarbonato – nella prima versione era composto da ciuffi di fibre ottiche – che diffondono la luce generata dai LED. A sospensione o da terra, la lampada, presentata nel 2004, è una scultura vera e propria, dalla forte personalità, che attinge dalla natura la sua linfa vitale. Dal 2005 è prodotta da Tecnodelta.

2004 – ‘La La Lamp’ 

Helen Kontouris

Per Beppe Finessi la creazione della progettista australiana, in rassegna nel 2004, prodotta da Kundalini, è un must have del design destinato a restare sempre attuale.

‘La La Lamp’, design: Helen Kontouris (courtesy: Kundalini

La lampada da terra – una rivisitazione del paralume classico – si forma dall’accostamento di due riflettori conici, fatti di tessuto accoppiato a materiale plastico opalino, “[…] che si intersecano fondendosi in una struttura apparentemente precaria”

Nella sezione “SPERIMENTAZIONE MATERICA E COSTRUTTIVA”

2016 – ‘The Rhythm of Life’ 

Susanne De Graef

“I progetti di Susanne De Graef – scrive il curatore della mostra, Beppe Finessi – sono soluzioni tecniche applicate a un immaginario poetico”. È il caso della sospensione “The Rhythm of Life, esposta al Satellite nel 2016, ed autoprodotta. “Teorie di fili in poliestere tracciano i confini di un lampadario in acciaio imponente e incorporeo allo stesso tempo.

La sospensione ‘The Rhythm of Life’ di Susanne De Graef (courtesy photo: Jeroen van der Wielen

Un sapiente gioco, tra pesi e contrappesi, mantiene l’equilibrio del sistema, il che permette agli anelli strutturali di muoversi e ai fili di rimanere ben tesi o di curvarsi armonicamente, disegnando una silhouette che richiama i tradizionali lampadari in cristallo”.

Nella sezione “INNOVAZIONE TIPOLOGICA”

2005 – ‘Fujiko’ 

Francesco Librizzi

Fujiko è un oggetto multifunzionale, esposto nel 2005. Scrive Finessi: “All’inizio del suo percorso professionale Francesco Librizzi, oggi riconosciuto protagonista dell’architettura italiana e già capace di progetti di allestimento di albiniana memoria e di interni sofisticati e austeri, aveva portato al SaloneSatellite il progetto di un riflettore dalle forme organiche, un padiglione direzionabile a 360° realizzato in poliuretano ignifugo, perfettamente integrato alla parete ma dalla quale sembrava voler emergere, portando con sé la luce ma capace di trasportare anche il suono e l’aria condizionata”.

La lampada ‘Fujiko’ di Francesco Librizzi

2012 – ‘Counterbalance’ 

Daniel Rybakken

Counterbalance evoca il dinamico equilibrio di una scultura mobile. Prodotta da Luceplan, questa lampada da parete, presentata nel 2012, pare voglia sfidare le leggi della fisica.

La lampada ‘Counterbalance’ di Daniel Rybakken

L’apparecchio di illuminazione disegnato da Rybakken, dotato di luce a LED, si può orientare nello spazio, in base alle proprie aspettative.

Counterbalance è provvista di un fluido sistema di bilanciamento che si serve di ruote dentate, il cui contrappeso compensa i movimenti del lungo braccio e garantisce la stabilità dell’elemento diffusore. La lampada è realizzata in acciaio verniciato bianco o nero opaco, con testa a calotta in alluminio

(arch. Elviro di Meo)

Partner illuminotecnica della mostra: Artemide SpA

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