Milano. Deloitte GreenHouse Italia. Emozioni innovative

 

Milano. Deloitte GreenHouse Italia (courtesy photo: Carola Ducoli)

La GreenHouse di Milano, progettata da Diego Collareda e Mario Cucinella, nasce come un laboratorio dinamico, rivolto in particolare agli studenti, e voluto per stimolare nuove idee, animare incontri di brainstorming, e condividere in maniera interattiva nuove soluzioni tecnologiche

Tra i primi esempi di questa diversa impostazione di spazio multifunzionale aperti da Deloitte in Europa, la Greenhouse di via Tortona 25 a Milano s’inserisce nell’ambito di un progetto più ampio dedicato all’innovazione, rappresentando un importante investimento finalizzato non solo a incrementare il business del network Deloitte, ma anche a rendere la società un motore di cambiamento socio-culturale.

Fondamentale, visti gli obiettivi, il plus fornito dalla tecnologia. La Deloitte Greenhouse Italia è dotata di sistemi IoT avanzati e dispositivi wearable device, oltre a videocamere per la scansione in 3D che permettono di visualizzare gli oggetti online e di facilitarne la prototipazione. Alcuni visori per la realtà virtuale a 360 gradi consentono, infine, di vedere il prototipo sul video, al fine di offrire all’utente un’esperienza d’uso immersiva, mostrando luoghi lontani e facendolo interagire con gli oggetti stessi.

Milano, Deloitte GreenHouse Italia (courtesy photo: Carola Ducoli)

Un’idea di trasparenza

Filo conduttore del progetto architettonico è il concetto di trasparenza: un concept che diventa strumento per allineare, idealmente, l’esterno alla spazialità interna, senza alcuna soluzione di discontinuità, rendendo così partecipe chi sosta nell’atrio, e invitandolo a seguire le attività del centro polifunzionale. La trasparenza è evocata dal corpo aggettante; un volume di vetro, ideato come manifesto degli intenti progettuali, che si erge nella corte centrale della sede storica di Deloitte.

Tutti gli elementi che compongono la Greenhouse sono immediatamente visibili da ogni angolazione, e tutti gli spazi – anche se con funzioni diverse – sono tra loro collegati e interconnessi. Il corpo esterno è pulito ed essenziale. Nulla è concesso al superfluo. Vetro e struttura in acciaio sono gli unici materiali ammessi per disegnare uno spazio fisico ampiamente permeabile.

Milano, Deloitte GreenHouse Italia (courtesy photo: Carola Ducoli)

Attraversando le porte vetrate brunite, ma sempre trasparenti, si entra nell’ingresso caratterizzato dal desk in Corian che diviene, all’occorrenza, un comodo piano cooking in caso di eventi pensati per un numero ristretto di ospiti. Cuore pulsante del progetto è la grande sala dell’Auditorium: qui design e tecnologia trovano un equilibrio perfetto, la cui filosofia progettuale è tesa a stimolare la percezione sensoriale dei visitatori.

Il progetto illuminotecnico

L’intervento progettuale ha dato estrema rilevanza agli aspetti di comfort visivo, illuminotecnico e acustico. Sono stati utilizzati apparecchi di illuminazione a luce LED diffusa, antiabbagliamento, e incassati all’interno di elementi fonoassorbenti che assicurano un livello di illuminazione diverso, a seconda dello scenario pensato, e un assorbimento sonoro costante.

Gli apparecchi in questione (Hex-O, di XAL) – nel contesto di un sistema a struttura modulare, fatto di esagoni accostati, che ha permesso ai progettisti la massima libertà di configurazione – sono stati installati nella versione ceiling e sospesi, in vari colori e dimensioni. Il loro posizionamento è il risultato di un attento studio di lighting design e acustica.

Superata la hall d’ingresso, si accede nello spazio centrale tramite un percorso più intimo, tracciato dai corridoi, dove i toni scuri dei pavimenti, delle pareti e dei soffitti sono interrotti, bruscamente, da lame di luce a LED. Componenti grafiche che – nell’essenzialità del segno – evocano porte stilizzate da attraversare, che accompagnano alla scoperta di nuove e stimolanti emozioni: si tratta di sistemi ‘Algoritmo’ di Artemide, posizionati non in modo planare alle pareti ma seguendo angolazioni sempre diverse, a sottolineare il cammino emozionale e facendo variare la percezione della luce ad ogni passo del visitatore.

Milano, Deloitte GreenHouse Italia. La luce si esplica anche attraverso la presenza di componenti grafiche che – nell’essenzialità del segno – evocano porte stilizzate da attraversare (sistema ‘Algoritmo’, di Artemide) (courtesy photo: Carola Ducoli)

Di grande impatto scenografico, sempre nell’area di collegamento, è la presenza di un altro sistema di illuminazione ‘topico’ nei casi dell’Interior Design, il sistema ‘Luminous textile’ di Philips: un’enorme tela di stoffa (Kvadrat Soft Cells), fornita dalla società danese partner Kvadrat, illuminata da LED retrostanti, sulla quale le immagini non appaiono definite, ma in continuo movimento, come se oltre la superficie stesse accadendo qualcosa, invogliando gli ospiti a scoprire nuovi spazi e sensazioni.

Milano, Deloitte GreenHouse Italia. A sinistra, visibile la presenza del sistema ‘Luminous textile’ (Philips) (courtesy photo: Carola Ducoli)

(arch. Elviro Di Meo)

 

MILANO – DELOITTE GREENHOUSE ITALIA

Progetto: Diego Collareda/Mario Cucinella

Il lighting designer, arch. Diego Collareda

Lighting design: Diego Collareda

Direzione Lavori: Diego Collareda

Opere Edili: ESSECI – Arcene (BG)

Opere Impiantistiche: Landi – Ciserano (BG) Multimedia: Essedi – Gessate (MI)

 

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