Milano, Bosco Verticale. Natura Urbana

 

 (courtesy photo: Marco Garofalo) (courtesy: COIMA Image)
(courtesy photo: Marco Garofalo) (courtesy: COIMA Image)

Nella hall di ingresso di Bosco Verticale, l’innovativo grattacielo simbolo della nuova Milano, il progetto illuminotecnico sceglie lampade di grandi dimensioni, capaci di integrarsi con la geometria dello spazio, e soluzioni luminose quasi mimetizzate, come quella di spot direzionabili incassati a plafone, per coniugare estetica, funzionalità ed efficienza

Dal centro agli anelli periferici, portatori di una centralità diffusa, dall’affermazione della città come ‘salotto buono’ per i visitatori alla rigenerazione di intere aree urbane: Milano che cambia è fatta, soprattutto, di edifici svettanti, di architetture avveniristiche, di progetti in grado di innescare il recupero sia formale sia funzionale del contesto. Bosco Verticale è sicuramente l’opera architettonica più rilevante capace di incidere sull’ambiente circostante; all’interno del quartiere Isola, tra le vie Gaetano de Castillia e Federico Confalonieri.

Stefano Boeri (courtesy photo: Ivan Sarfatti)
Stefano Boeri (courtesy photo: Ivan Sarfatti)

Le due torri residenziali disegnate da Boeri Studio – la prima alta 112 m, con 27 piani, e la seconda 80, con i suoi 19 piani – rientrano nel ben più ampio programma di riassetto di Porta Nuova, quale nuovo centro direzionale del capoluogo lombardo. I

nsignito nel 2014 con l’ International Highrise Award, l’ambito riconoscimento promosso dal Museo di Architettura di Francoforte, che ogni due anni premia l’edificio alto più bello e innovativo del mondo, Bosco Verticale si configura come un polmone verde, pronto ad assorbire polveri, smog e produrre ossigeno. Merito della simbiosi Natura-Architettura, tanto da poter definire il progetto come “Bosco Metropolitano”, e dei principi di sostenibilità ambientale che sono alla base di ogni scelta costruttiva.

Lo spazio e le scelte per l’illuminazione

Alida Forte Catella (courtesy COIMA Image)
Alida Forte Catella (courtesy COIMA Image)

Gli interni e il lighting design sono firmati da COIMA Image: società di consulenza e di progettazione integrata, fondata negli anni Ottanta da Alida Forte Catella, attuale amministratore delegato.

Le hall delle torri sono caratterizzate da ampie superfici vetrate che creano con l’esterno un unico scenario, magnificato dal verde del parco di via de Castillia, dotato di un’attenta illuminazione scenografica delle masse arboree, illuminazione che interagisce con il lighting della spazialità interna, mantenendo i vari livelli di efficienza oltre che l’atmosfera luminosa, senza mai prevaricarla.

La conciergèrie è stata realizzata su disegno e si relaziona con i materiali del progetto, mentre le grandi sedute confortevoli sono valorizzate da una luce mirata e domestica. La scala, con la sua struttura cromata e i gradini in Limestone, si nasconde dietro una quinta in maglia di Corten, che ne lascia intravedere la forma. Una sorta di filtro metallico, che dall’alto scende fino al pavimento, a cui è saldamente ancorato, che diventa un elemento di modulazione delle luci scenografiche da terra fino al soffitto.

La hall di ingresso, nella sua impostazione monumentale a tripla altezza, ha richiesto uno studio illuminotecnico teso a coniugare estetica e funzionalità. La ricerca del team progettuale si è orientata sulla scelta di apparecchi di illuminazione di grandi dimensioni, in modo che potessero ben integrarsi con la geometria della sala: una scelta che ha trovato nella lampada a sospensione “Avico”, con diffusore in polietilene bianco, realizzata da FontanaArte e progettata da Charles Williams, un prodotto che, sebbene da catalogo, è stato adattato alle specifiche esigenze della sala. Gole con spot direzionabili di Luxiona, ideali per una luce generale, incassati nel soffitto, sono stati poi aggiunti alle sei sospensioni, rendendo l’impatto ambientale suggestivo e in linea con quanto il progetto voleva testimoniare.

Le hall di piano, invece, più intime e private rispetto alla reception, sono trattate con una sorta di illuminazione “custom”, attraverso l’utilizzo di apparecchi luminosi – tutti prodotti sempre da Luxiona ed eseguiti su disegno – integrati tra le doghe di legno del controsoffitto.

Gli ingressi dei singoli appartamenti sono segnalati da una coppia di apparecchi a parete, realizzati ad hoc per Bosco Verticale, che oltre ad avere una loro funzione estetica, proiettano la luce sulla segnaletica in acciaio che identifica le unità abitative.

(courtesy photo: Paolo Rosselli)
(courtesy photo: Paolo Rosselli)

Project architettonico: Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra)

Interior design e progetto illuminotecnico: COIMA Image

Illuminazione hall e spazi comuni: FontanaArte, Luxiona

 

(Elviro di Meo)

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