Per una migliore qualità della luce urbana

 

Venezia

Una nostra breve intervista con Riccardo Rifici, responsabile sezione certificazione ambientale e GPP Green Public Procurement del Ministero dell’Ambiente

Migliorare la qualità della luce in città e ridurre i disagi dell’utente. Il Decreto del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM) in materia di illuminazione pubblica sui temi dell’efficienza e non soltanto.

La filiera della luce pubblica deve ripartire, ancor più se si considera che una stima della situazione relativamente agli impianti esistenti ha dimostrato che un impulso alla sostituzione di tutti i vecchi impianti di IP porterebbe un possibile risparmio economico di circa 500 milioni di euro l’anno per gli enti locali, oltre che ad una riduzione consistente dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra.

Riccardo Rifici

Sul piano dell’attuale architettura legislativa, quali sono le più rilevanti innovazioni che i nuovi CAM vanno ad apportare nell’ambito dell’illuminazione pubblica?

Le modifiche apportate al CAM adottato nel 2013 hanno riguardato sia le prestazioni complessive (efficienza energetica, durabilità, tasso di guasto) dei vari apparecchi e componenti (sorgenti luminose, alimentatori, apparecchi ottici, cablaggi, ecc…), sia le prestazioni complessive degli apparati attraverso l’aggiornamento di due indici, IPEA (indice di prestazione degli apparecchi) e IPEI (indice di prestazione dell’impianto).

Le prestazioni richieste per i singoli apparecchi sono ora differenziate a seconda delle aree da illuminare (strade, parcheggi, percorsi pedonali, piste ciclabili, aree verdi, centri storici, monumenti…), in modo da garantire, ad un tempo, la migliore efficienza, unitamente ad una luce di qualità adatta per ogni tipo di esigenza, comprese quelle estetico-paesaggistiche.

Un secondo tema riguarda l’inquinamento luminoso che è stato affrontato sia attraverso indicazioni generali date alle stazioni appaltanti, sia attraverso una dettagliata “zonizzazione” delle aree da illuminare, precisando per ogni zona il livello massimo di diffusione verso l’alto della luce.

Dal punto di vista delle garanzie sulla committenza, quali strumenti di verifica e controllo sono stati introdotti, in particolare in materia di “Prestazioni e garanzie minime di componenti regolazione ed apparecchi di illuminazione” e in merito al tema dei “requisiti minimi per il telecontrollo degli impianti”?

L’offerente deve fornire garanzia totale, per tutti i prodotti, valida per almeno 5 anni a partire dalla data di consegna all’Amministrazione, relativa alle caratteristiche e specifiche tecniche ed alle funzioni degli apparecchi nelle condizioni di progetto. La garanzia deve includere anche il funzionamento del sistema di regolazione del flusso luminoso, ove presente. Per lo stesso periodo l’offerente deve garantire la disponibilità delle parti di ricambio. Viene assegnato un punteggio premiante per una garanzia di durata maggiore.

Quali innovazioni e obblighi procedurali sono stati invece introdotti in merito al tema “Valutazione energetica degli apparecchi di illuminazione e degli impianti di illuminazione (IPEA e IPEI)”?

Le novità introdotte con il nuovo decreto del 27 settembre 2017 (pubblicato nella G.U.Serie Generale n° 244 del 18 ottobre 2017 – Supplemento Ordinario n° 49) riguardano l’aggiornamento dei due indici IPEA e IPEI. Per questi due indici, più performanti di quelli richiamati nel DM 2013, si prevede un progressivo incremento dell’efficienza nei prossimi anni.

Un primo importante gradino sarà alla fine del 2019, quando tutti gli apparati dovranno avere un indice IPEA almeno in classe B. Dopo questa data, alcune tecnologie come le sorgenti SAP (sodio ad alta pressione) potranno essere acquistate solo per sostituirle, all’interno di apparecchi esistenti, a quelle deteriorate.

Venosa. Castello di Pirro del Balzo (cortesia: Neri)

Come viene verificata e validata con i nuovi CAM la “conformità al progetto illuminotecnico”?

L’offerente deve dimostrare il soddisfacimento dei criteri mediante una relazione tecnica nella quale:

(1) è descritta una sintesi del progetto e sono indicati i valori di Densità di Potenza ed IPEI previsti, corredata da specifica documentazione tecnica fornita dalle case costruttrici, importatrici e fornitrici;

(2) sono descritte le caratteristiche del sistema di regolazione del flusso luminoso e le prestazioni attese in materia di risparmio energetico per i cicli di regolazione normalizzati dalla UNI 11431;

(3) sono descritte le caratteristiche e le prestazioni di un sistema di telecontrollo per impianti di illuminazione pubblica e individuate e quantificati i relativi effetti sulla gestione;

(4) sono descritte le caratteristiche dei trattamenti superficiali da realizzare sui componenti dell’impianto, corredate da pertinente documentazione tecnica fornita dalle case costruttrici, importatrici e fornitrici.

Che ruolo acquisisce la figura del progettista rispetto al passato?

Il CAM , come il precedente, contiene una scheda che riguarda l’affidamento della progettazione. Nel criterio di “Selezione dei candidati” viene specificato il ruolo e l’esperienza che deve essere posseduta dall’offerente ciò tenendo conto che il progetto di un impianto di illuminazione comprende aspetti fotometrici, ergonomici ed energetici oltre ad aspetti di sicurezza legati alla conformazione e dimensionamento dell’impianto stesso.

Il progettista illuminotecnico deve essere iscritto all’ordine degli ingegneri/architetti o all’ordine dei periti, ramo elettrico o ad una associazione di categoria del settore dell’illuminazione pubblica, regolarmente riconosciuta dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della L. 4/2013 e deve aver svolto negli ultimi 5 anni prestazioni di progettazione o assistenza alla progettazione di impianti di illuminazione pubblica come libero professionista ovvero come collaboratore/associato/dipendente di uno studio di progettazione o società e che tali prestazioni comprendano uno o più progetti di realizzazione/riqualificazione energetica di impianti di illuminazione pubblica per un numero di punti luce complessivo pari o superiore a metà di quello dell’impianto da progettare.

Inoltre viene previsto un punteggio premiante all’offerente che ha specifiche competenze in ambito urbanistico, ambientale, storico e paesaggistico o che ha collaborato per la stesura del progetto con soggetti che hanno tali competenze al fine di rendere il processo di progettazione illuminotecnica significativamente integrato con lo sviluppo urbano e la sua gestione.

(Massimo Maria Villa)

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