Mestre. Grande attesa al Teatro Toniolo per i Momix

"Opus Cactus"
“Opus Cactus”

35 anni di attività artistica dei Momix sono un traguardo davvero importante e a Mestre nel mese di novembre (dal 22 al 27 novembre 2016), per una serie di repliche che vedono già il quasi tutto esaurito, sarà possibile vedere con “Opus Cactus” del 2001 uno dei loro lavori più iconici, ora riproposto a distanza di quindici anni dal suo debutto con una edizione rivisitata di grande qualità.

Lo spettacolo – originariamente creato da Moses Pendleton per l’Arizona Ballet di Phoenix – si è nel corso degli anni strutturato attraverso una serie di nuovi quadri scenici.

"Opus Cactus"
“Opus Cactus”

L’ambientazione è quella del deserto dell’Arizona, dove attraverso l’efficace messa in scena assicurata dai costumi di Phoebe Katzin e dal lavoro del lighting designer Joshua Starbuck, i ballerini danno vita ad una serie di fantastiche invenzioni che ci propongono le creature del deserto, lucertole, scorpioni e altri rettili striscianti, oltre alle differenti specie di flora e fauna.

"Opus Cactus"
“Opus Cactus”

La forza dell’immagine di questo balletto nasce proprio dalla strettissima interazione fra il lavoro sul lighting – con le immagini in forte contrasto del deserto nelle ore diurne ed il mistero della sua dimensione notturna, nell’alternanza fra le albe e i tramonti – e l’impatto visivo dirompente dei movimenti coreografici dei dieci ballerini performers, che si muovono sempre sfidando i loro stessi limiti fisici e la legge di gravità.

Il tessuto sonoro va da Bach a Brian Eno, passando attraverso una lettura delle suggestioni delle danzi tribali degli Indiani d’America e della cultura aborigena australiana.

(Massimo Maria Villa)

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