Luce e Design

Marsiglia, la riconversione dei Docks. Poesia di luci

 

Marsiglia, i nuovi Docks. Una delle sospensioni “Bubble Tourbillon” (designed by 5+1AA per Norlight) (courtesy photo: ©Luc Boegly)

Nel progetto di recupero dei Docks di Marsiglia, trasformati da ex magazzini portuali a spazio di una nuova centralità urbana, gli elementi luminosi formano un percorso emozionale e affascinante, in grado di svelare l’antica bellezza degli ambienti

Diventata capitale europea della cultura nel 2013, Marsiglia ha cambiato la sua immagine, grazie ad un graduale processo di rigenerazione. Esempio evidente è la riconversione dei pian terreno, delle corti e degli scantinati dei Docks: gli ex magazzini portuali, distribuiti su una superficie di 21mila m2 e sviluppati su una stecca lunga 365 e alta 32 m.

Da linea di separazione tra le zone nord, sud, est e ovest della città a luogo permeabile all’estero, aperto alla comunità locale e alle varie attività ricreative, culturali e commerciali ospitate all’interno. Due piazze, differenti per natura, costituiscono le due testate dell’edificio. I due inizi del percorso dentro la memoria collettiva, come in un racconto poetico, quasi fiabesco. Anch’esse guardano al passato (Place de La Joliette) e al futuro (Place de la Mediterranée).

“Due bordi – scrivono i progettisti-, fino a ieri sommatoria di strade e marciapiedi, diventano piazze lineari, ampliano i limiti fisici dei Docks, definiscono un nuovo spazio pubblico trasversale, variabile e cangiante”. Spazio in cui la componente illuminotecnica è stata, volutamente, diversificata per ogni parte del complesso architettonico, seguendo un’attenta ricerca progettuale.

Le scelte per l’illuminazione

L’intento del lighting design è duplice: da un lato rispettare il manufatto nella sua dimensione storica, sebbene adeguata all’intervento di recupero della struttura preesistente, dall’altro soddisfare le richieste e le normative della legislazione francese in materia di illuminazione degli edifici pubblici. Il risultato finale è la creazione di un macro-ambiente urbano, dalla forte personalità espressiva, fatto di corpo e materia, lontano dal cinismo dei centri commerciali realizzati su modelli standardizzati.

Ogni lampada, al di là della sua specifica funzione, s’integra perfettamente nel progetto poiché è essa stessa elemento caratterizzante dell’insieme compositivo, dove lo studio dei progettisti e il lavoro delle maestranze locali assomiglia molto di più all’artigianato e all’opificio di un tempo che alla mera messa in opera di prodotti industriali, fatti in serie.

Luci e materia, natura e tecnologia sono state sviluppate di pari passo, adottando soluzioni uniche, fuori dagli schemi della produzione impostata su larga scala. In tutti gli ambienti, dall’ingresso ai corridoi di collegamento tra le corti interne, fino alla facciata nord dei Docks, si è preferito puntare su apparecchi altamente performanti, come le grandi sospensioni “Bubble” o “Bubble Tourbillon” – queste ultime dotate di LED con temperatura colore white da 3000 K, potenza pari a 1055 W e flusso luminoso uguale 54350 lm – e l’apparecchio “Half”: luminoso e uniforme in tutto il suo volume, stabilisce un forte legame tra la forma e la luce, oltre che con lo spazio architettonico.

5+1AA. Gli architetti Gianluca Peluffo, Alfonso Femia, Simonetta Cenci (courtesy photo: ©Ernesta Caviola)

Queste soluzioni di illuminazione – ambedue disegnate dai progettisti, gli architetti di 5+1AA per Norlight – riempiono, con la loro raffinata bellezza, i vuoti lasciati dalla hall del vecchio Hotel de Direction rivolto a Sud. Altro spazio oggetto di un’analisi accurata sono i mall di attraversamento.

Qui la visione degli architetti ricerca la fisicità e l’aspetto materico, servendosi di un sistema studiato su misura, realizzato in collaborazione con Castaldi (sistema modulare di illuminazione “SL.EVO”), definito da linee di luci che danno la giusta continuità luminosa intersecandosi lungo percorsi irregolari: si tratta di un espediente progettuale pensato per completare e integrare il disegno della ceramica, che si dipana lungo gli oltre 300 m di sviluppo dell’edificio verso la facciata nord sino all’altra estremità del complesso ristrutturato.

Marsiglia, i nuovi Docks. Il sistema di illuminazione modulare “SL.EVO” di Castaldi (courtesy photo: ©Luc Boegly)

Architettura e forme di luce

Splendido il restyling delle quatto corti all’interno della struttura: strettamente connesse tra loro, ognuna ha una sua peculiarità legata al tipo di illuminazione. Quella denominata “A”, ad esempio, viste le caratteristiche di spazio per il posizionamento degli apparecchi di illuminazione piuttosto complesse, ha richiesto la progettazione e la realizzazione di sistemi LED installati in corpi resinati P68.

Completamente resistenti all’acqua e con bassissima richiesta di manutenzione (sistemi “Filo” ad incasso, di Castaldi), sono stati inseriti nelle fughe dei rivestimenti ceramici e posizionati fino ad altezze di 20 m.

Marsiglia, i nuovi Docks. Gli apparecchi a luce LED “Filo” ad incasso (per Castaldi) per le corti interne (courtesy photo: ©Luc Boegly)

A questi sono integrati sistemi Fluo, capaci di formare un unico scenario, in cui luce e materia dialogano all’unisono. Per le Corti “B” e “C” sono gli spot e i proiettori a LED (sistema “D55 Flex” di Castaldi) che amplificano l’effetto natura conferito al nuovo spazio, mimetizzandosi ed esaltando i gechi e le libellule dell’artista Danilo Trogu.

Marsiglia, i nuovi Docks. Gli spot e i proiettori a luce LED (sistema “D55 Flex” di Castaldi) che caratterizzano l’illuminazione delle corti “B” e “C” dei Docks (courtesy photo: ©Luc Boegly)

La corte “D”, infine, grazie all’uso dei LED, ha previsto soluzioni di layers luminosi integrati nelle strutture metalliche sospese, chiamate “Sircus”, che celano il soffitto e il corpo ascensore, regalando un aspetto di leggerezza e armonia.

Tutti i sistemi di illuminazione adoperati nei Docks hanno una temperatura colore pari a 3000 gradi Kelvin.

(arch. Elviro Di Meo)

Marsiglia – I nuovi Docks

Progetto architettonico, paesaggistico e lighting design: 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo

Architetti: Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Simonetta Cenci, Nicola Spinetto

Fotografie: Luc Boegly

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