L’utilizzo di una tecnologia innovativa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’applicazione della tecnologia LED alla pubblica illuminazione è relativamente recente ed è in continua evoluzione: anche per gli addetti al settore risulta arduo prevedere quale sarà il futuro dei LED nel medio/lungo termine…

….Questo però non significa assolutamente che convenga aspettare nell’adozione di questa tecnologia. I calcoli di ritorno economico sono buoni strumenti che ci consentono di capire se la tipologia di apparecchio LED scelta può essere considerata interessante oppure no. A livello più generale in economia si parla di costi irrecuperabili (meglio in inglese, sunk costs): un impianto di illuminazione rappresenta infatti un costo che non può venire recuperato in maniera significativa (non può essere venduto, né utilizzato in altra maniera). In quanto tale occorre valutare di volta in volta quale possa essere la soluzione che consente di conseguire risparmi indipendentemente dal tipo di impianto posseduto: non è detto ad esempio che se già si posseggono apparecchi di illuminazione a scarica la soluzione migliore sia quella di sostituirli con altrettanti apparecchi a scarica (o peggio ricablarli).

Il progetto per la riqualificazione dell’impianto di via XXIV Maggio, del Quartiere Prato e della zona industriale Zipa di Jesi prevedeva la sostituzione di 253 punti luce totali prevalentemente a vapori di mercurio con altrettanti punti luce di ultima generazione a LED e sistema di telecontrollo punto-punto via onde convogliate.

L’intervento, progettato dallo Studio Stronati e realizzato con apparecchi Cree (ex RUUD Lighting), ha riscosso notevole successo tra gli abitanti della zona e ottenuto un importante riconoscimento dalla Comunità Europea che ha finanziato l’opera con un contributo a fondo perduto di 465.000,00 euro. La riqualificazione dell’impianto esistente si è svolta in due fasi: nel 2008 è partito il progetto pilota per l’area cittadina di via XXIV Maggio e il Quartiere Prato, che ha portato alla sostituzione dei vecchi apparecchi d’illuminazione con lampade a vapori di mercurio da 250 e 400 W con apparecchi dotati di moduli da 60 LED e che ha fatto registrare nel primo anno di vita un risparmio energetico di circa il 70%; in seguito l’intervento è stato esteso anche alla zona industriale Zipa.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’uso di apparecchi Cree, controllati singolarmente tramite il sistema di riduzione del flusso luminoso della Power One, ha permesso di ridurre i consumi di circa il 63%, aumentando allo stesso tempo i livelli di luminanza sulla carreggiata ed evitando qualsiasi fenomeno d’inquinamento luminoso. La luce bianca neutra e l’elevato indice di resa cromatica determinano una visione più nitida da parte dei conducenti e una migliore percezione degli ostacoli. Il nuovo sistema di dimmerazione puntuale ha sostituito il precedente sistema di spegnimento alternato dei punti luce che riduceva la sicurezza degli automobilisti (per via della bassa uniformità) oltre a non essere in linea con le prescrizioni normative.

Obiettivi dell’analisi TCO

Per questo intervento l’analisi TCO è mirata a valutare il break even di una tecnologia LED dotata di sistema di riduzione di flusso avanzato di contro ad una tecnologia tradizionale (in questo caso apparecchi di illuminazione con sorgenti a vapori di mercurio alta pressione) con riduzione di flusso attuata mediante spegnimento mezza-notte di alcuni punti luce. Non sono stati considerati i costi relativi al sistema di telecontrollo né quelli aggiuntivi per il sistema di protezione dalle sovratensioni per incentrare l’analisi unicamente sulla tecnologia utilizzata.

I coefficienti sono desunti dai dati di targa forniti dai produttori; occorre sottolineare come le 60.000 ore di utilizzo dei moduli LED non definiscono la “vita media” del sistema, quanto la “vita utile” ovvero il periodo di tempo superato il quale l’apparecchio fornisce un’illuminazione inferiore a quella necessaria per l’ambito considerato (un diodo LED infatti – a meno di eventi critici – potrebbe funzionare per un periodo molto maggiore e la sua vita utile è determinata unicamente dal fatto che, con l’andare del tempo, produce sempre meno luce). I tassi di rottura possono essere considerati ridotti in quanto il sistema risulta schermato in maniera molto efficiente.

L’analisi, sviluppata sul modello TCO, mostra come il break even in questo caso sia pari a circa 7 anni (considerando un tasso di attualizzazione del 7% diventa pari a 9 anni). Prendendo in considerazione un tasso di attualizzazione del 7% è possibile osservare come occorrono più di 9 anni per rientrare degli investimenti messi in campo: questo significa ad esempio che progetti ESCO per la riqualificazione di impianti – in mancanza di finanziamenti esterni – necessitano di almeno 10 anni di contratto. Utilizzare durate inferiori significa mettere a dura prova il piano economico-finanziario dell’opera oppure utilizzare componenti di scarsa qualità.

 

Comune di Jesi (AN) – Gara di appalto per “Manutenzione straordinaria e riqualificazione urbana Zona ZIPA – Impianto di Illuminazione Pubblica”

Consistenza degli impianti

Stato di fatto

236      Punti luce con Lampade a Vapori di Mercurio

17       Punti luce con Lampade a Vapori di Sodio ad Alta Pressione

253      Punti luce totali

2       Quadri elettrici con attivazione mediante Interruttore Crepuscolare (sistema di regolazione del flusso luminoso biregime, MN-TN)

Potenza installata:   75,79 kW (299,57 W/punto luce)

Consumo annuo:      225.128,25 kWh

 

Stato di progetto

20       Punti luce con 30 LED

82       Punti luce con 50 LED

101       Punti luce con 60 LED

46       Punti luce con 80 LED

249      Punti luce totali

2       Quadri elettrici Telecontrollati e Telegestiti da remoto con sistema punto-punto a onde convogliate Power-One (sistema di regolazione del flusso luminoso su tre livelli)

Potenza installata:  33,74 kW (135,50 W/punto luce)

Consumo annuo:     83.010,66 kWh (corrispondente a un risparmio del 63,13%)

 

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