Luce per il teatro di figura

 

Teatro ‘Bruno Munari’. Uno degli spettacoli in scena (cortesia foto: Teatro del Buratto)

Il Teatro Bruno Munari, costruito nell’ex area industriale Maciachini, è un altro tassello del processo di riqualificazione che vede la città di Milano impegnata a rigenerare il suo tessuto urbano, adeguandolo a nuove esigenze funzionali e al nuovo stile di metropoli europea

L’edificio del Teatro ‘Bruno Munari’, progettato da Italo Rota, ed assegnato dal Comune al Teatro del Buratto in qualità di vincitore del bando per la gestione pluriennale, si presenta come un’architettura fortemente plastica, caratterizzata da un insieme di volumi irregolari, accostati in modo tale da creare nel loro incontro finestre e giardini interni.

L’esterno ed alcuni spazi interni del Teatro (cortesia: Teatro del Buratto)

Un complesso di 2000 metri quadri di superficie coperta, sviluppato su tre livelli, formato da più corpi di fabbrica di varia altezza, che si presta a molteplici usi, grazie all’ampia metratura e alla presenza di spazi articolati, differenziati e flessibili.

La sala teatrale e le sue produzioni

La sala teatrale – un parallelepipedo alto 14.50 m che si distingue esternamente per la sua grafica d’impatto – è dotata di un innovativo sistema di tribune sollevabili per permettere tre diverse configurazioni e offrire una capienza complessiva di 384 posti a sedere. Tramite un portellone scorrevole, simile a quelli usati per gli hangar nelle strutture aeronautiche, la struttura si apre verso la platea naturale del parco antistante, lasciando che la città fruisca degli spettacoli outdoor realizzati per un pubblico più ampio.

Il Teatro Munari è il primo polo di produzione e promozione teatrale dedicato all’infanzia e ai giovani di Milano e non solo: è il luogo in cui si alterneranno spettacoli, incontri, laboratori e corsi teatrali, oltre a eventi di formazione e scambi internazionali, organizzati in sinergia con altre realtà milanesi considerate di eccellenza nei diversi ambiti artistici.

A gestirlo è Teatro del Buratto – Centro di produzione, che opera nel capoluogo lombardo dal 1975, avviando una fervida collaborazione con Bruno Munari – da sempre appassionato di teatro, in special modo quello rivolto ai bambini – , e fornendo un’attenzione particolare all’aspetto pittorico, grafico e di immagine, e al teatro di figura, soprattutto nella sua peculiare cifra stilistica del teatro su nero: una tecnica questa, che si avvale di forme e figure animate, guidate entro luci specifiche (di taglio, di wood, ecc.) da animatori nascosti alla vista del pubblico.

Il progetto luci per la scena e lo spazio

Il tipo di utenza e di programmazione hanno influenzato l’intervento dell’arch. Rota, indirizzando le scelte del progettista verso un’architettura che, seppur minimalista e fedele al linguaggio progettuale dell’autore, si mostra attraente, permeabile, con aree verdi e ambienti luminosi, laboratori creativi per i più piccoli, e percorsi facilmente fruibili, a partire dall’accoglienza e dal foyer.

Il progettista architettonico arch. Italo Rota (cortesia foto: Massimo Sestini)

Scelte che s’interfacciano in particolar modo con il lighting design, determinando la qualità della componente luminosa, progettata, specie nella sala teatrale, in rapporto alla dimensione fisica di quest’ultima: grande 600 metri quadri, dalle tonalità grigie, è il contenitore nel quale predomina l’imponente palcoscenico largo 16 metri e profondo 9.

La sala del Teatro da 1380 posti (cortesia foto: Teatro del Buratto)
Un’altra immagine della sala del teatro (cortesia foto: Teatro del Buratto)

Il progetto delle luci è stato ideato da Marco Zennaro, lighting designer e responsabile tecnico della compagnia: insieme a Franco Spadavecchia, direttore di produzione oltre che direttore artistico del Teatro del Buratto, cura l’allestimento del parco luci per tutti gli spettacoli.

Il lighting designer datore luci del Teatro Marco Zennaro (cortesia foto: Teatro del Buratto)

La scelta della dotazione luminosa è motivata da due fattori concatenati: la duttilità degli spazi e la specificità di utilizzo dei singoli apparecchi. Specificità che è finalizzata, visto il carattere degli eventi, a manifestazioni ‘dedicate’ per risultati differenziati.

“Abbiamo preferito concentrarci – spiega Zennaro – su dotazioni inerenti alle diverse tipologie di proiettori a incandescenza: proiettori PC forniti di lenti piano-convesse e sagomatori (ETC Zoom ‘speciali’), con ottiche con raggio di apertura dai 25 ai 50°”.

A questi si aggiungono proiettori da terra (Domino) – ideali per l’illuminazione diffusa di fondali o anche per diffusione ambiente – , ai quali aggiungeremo presto barre a LED. “Sono in dotazione, inoltre, alcuni proiettori PAR ( da 1000 W) e alcuni PAR LED, con lenti fisse, che offrono la possibilità di alternare colorazioni differenti e sono utilizzati solitamente in controluce per dar vita ad atmosfere diverse”.

L’uso limitato degli apparecchi a LED, così come quello degli apparecchi testamobile, è giustificato sia dai costi – difficilmente ammortizzabili nel contesto delle economie ridotte nelle quali opera il teatro per ragazzi – sia perché non sono previste scenografie più elaborate come quelle per concerti o musical. In caso di particolari richieste la direzione si affida così a service esterni”.

Per i Laboratori di teatro su nero

Significativo è, invece, l’utilizzo dei sagomatori nel disegno luci necessario per il teatro su nero. “Questa tecnica del teatro di figura, caratteristica precipua del Teatro del Buratto, nella quale l’animatore di oggetti e figure si rende invisibile all’occhio dello spettatore – osserva Zennaro – porta alla definizione di ‘strade di luci’ in cui sono collocati gli elementi scenici animati (pupazzi, oggetti e sculture), che sono mossi da animatori completamente vestiti di nero e nascosti nel buio retrostante”.

La ricerca in tale ambito teatrale spinge il lighting designer a ideare illuminazione di taglio in vari modi, anche su piani sovrapposti o a creare dissolvenze che generano profondità e ambientazioni differenti”.

‘Giocagiocattolo’, uno spettacolo prodotto dal Teatro del Buratto (cortesia foto: Teatro del Buratto)

In media uno spettacolo del Teatro del Buratto, come ad esempio ‘Becco di Rame’, ‘Fly Butterfly’, ‘Giocagiocattolo’, contano una dotazione di circa 50 proiettori, in cui la presenza di apparecchi speciali costituisce, per lo più, il 50% di tutti gli apparecchi di illuminazione montati.

(a cura dell’ arch. Elviro Di Meo)

 

TEATRO ‘BRUNO MUNARI’

Milano

Progetto architettonico: Italo Rota

Lighting design (luci di scena): Marco Zennaro

 

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