Ricerca universitaria e nuove soluzioni di illuminazione

Luce per il contract

 

Una immagine dalla progettazione del concept studio “Ritrovo DiVino” (2012). Ne sono stati autori nel 2012 i progettisti Giuseppe Barone, Martina De Felice, Dino Lecis Cocco-Ortu, Felicetto Pirrera, Alice Pulvirenti (cortesia: HoReCa Design - POLI.design-Consorzio del Politecnico di Milano)
Una immagine dalla progettazione del concept studio “Ritrovo DiVino” (2012). Ne sono stati autori nel 2012 i progettisti Giuseppe Barone, Martina De Felice, Dino Lecis Cocco-Ortu, Felicetto Pirrera, Alice Pulvirenti (cortesia: HoReCa Design – POLI.design-Consorzio del Politecnico di Milano)

Il progetto di illuminazione nel contract è quello che più di tutti risente delle evoluzioni del gusto e delle tendenze estetiche e sociali

L’evoluzione in atto, ad esempio, nel mondo dell’HoReCa, cioè Hotel, Ristoranti e Caffè, e dei suoi spazi riguarda un settore di grandi dimensioni e potenzialità, che chiede innovazione sia sotto il profilo del progetto e del ruolo del Design, sia delle competenze specializzate in rapporto al mercato, agli stili di vita e alle nuove abitudini di consumo.

I corsi di formazione del Politecnico di Milano

POLI.design-Consorzio del Politecnico di Milano ha istituito i corsi di Alta Formazione avanzata in “HoReCa Design”: si tratta di corsi con carattere critico e formativo che affrontano i più attuali risultati di ricerca sui temi del design per l’HoReCa, progettazione e arredamento, illuminazione, materiali e utilizzo del colore, in sintonia con gli scenari internazionali di marketing ed evoluzione delle tendenze, con lezioni ed educational tour per un approccio “design & marketing oriented”.

All’interno dei tre diversi cicli di corsi: uno in lingua italiana, uno in lingua russa e uno in lingua inglese il prof. arch. Matteo Fiore si occupa del lighting design attraverso una analisi approfondita di case history selezionati fra hotel e locali in cui il progetto di illuminazione è parte fondamentale del design.

Vengono individuate dei sistemi di progetto applicati che divengono una grammatica per un efficace metodo di progettazione. Fra le diverse tematiche per i ristoranti, ad esempio, si possono individuare: luce diffusa ed integrata nell’interior design che ne segue lo sviluppo; o luce teatrale, che esalta “l’esperienza sensoriale” del pasto ed accentua solo alcuni elementi decorativi del progetto, creando un forte contrasto nella percezione degli spazi ed una netta gerarchia nella percezione.

Negli hotel poi viene individuato il sistema fondamentale della differenziazione della luce funzionale a seconda dell’uso specifico degli spazi, comuni, di servizio, le camere etc.. alla quale si affianca il progetto di personalizzazione dell’hotel stesso che prevede una luce decorativa e di effetto per comunicare un’idea di confort ed ospitalità ben definite.

Quindi ad esempio l’uso della variazione dell’intensità della luce ed il cambia colore per la decorazione degli spazi comuni, la luce come texturizzazione e completa integrazione nelle superfici, come pelle interna degli spazi, la luce come segnale di orientamento nell’edificio etc..

Questo per capire il legame profondo che il lighting deve necessariamente avere con il progetto dei luoghi del contract in cui diventa veicolo di comunicazione e possibilità anche nel tempo di variazioni e cambiamento.

Le attività allo IED di Firenze

All’interno del Corso di formazione avanzata in Lighting Design, Progettare la luce dello IED Design Firenze e Fondazione Targetti, fra i moduli di progetto, uno nello specifico si occupa della luce nel Contract: “La luce per i luoghi di lavoro e dell’accoglienza”, Office lighting e Hotel lighting.

Per gli Hotel all’interno del modulo si affrontano i fondamenti di illuminotecnica per i luoghi dell’accoglienza; l’analisi delle tipologie e dell’uso degli apparecchi di illuminazione per l’hotel lighting e case history applicative per camere da letto, bagni, corridoi ed aree comuni.

Nel corso concluso nel 2014 il progetto dell’ esercitazione e dell’analisi del case history  ha previsto la collaborazione fra la scuola, l’azienda Targetti e la catena alberghiera  UNA Hotels & Resorts.

UNA Hotel Vittoria, Firenze. Una tavola della presentazione del progetto (cortesia: IED Firenze)
UNA Hotel Vittoria, Firenze. Una tavola della presentazione del progetto (cortesia: IED Firenze)

 

La filosofia della catena è quella di proporre un’esperienza di soggiorno esclusiva, sia che si tratti di un viaggio di lavoro che di un momento di relax, grazie a strutture caratterizzate da uno stile unico, una forte vocazione tecnologica, una spiccata attenzione al design e ai dettagli e ad un confermato legame con il territorio.

Per ogni differente linea ricettiva è stata affrontata una diversa esigenza di scenari di luce in modo da far coincidere i tre diversi concetti di ospitalità della Catena  con progetti di illuminazione che ne esaltino, da una parte le caratteristiche funzionali e di corretta fruizione ed uso degli spazi e, dall’altra, l’aspetto emozionale, di percezione di uno specifico messaggio di confort ed ospitalità che l’azienda vuole comunicare e che corrisponde all’”esperienza ospitalità” che si intende far vivere ai clienti.

La collaborazione con il corso dello IED ha permesso agli studenti di confrontarsi in un’esercitazione, con richieste e finalità reali, e soprattutto di lavorare su spazi esistenti e funzionanti.

(Sara Berta)

Le soluzioni di luce per il Contract

Quale pensa possano essere nuove tematiche da sviluppare per l’illuminazione nel contract?

Davide Dolcini
Davide Dolcini

Risponde: David Dolcini, designer

“…Ritengo che il contract, così come l’architettura in tutti i suoi ambiti ed il design in genere, si orienterà progressivamente all’umanizzazione degli spazi e degli elementi che li compongono. Tutto ciò ritengo sia il risultato inevitabile di uno sviluppo sociale ed economico globale che alimenta sentimenti di incertezza e timore.

L’illuminazione come attore principe nell’architettura e quindi nel contract, dovrà, a mio parere, subire una trasformazione che la porti – sia da un punto di vista di hardware che di progetto e quindi di risultato – verso un differente sviluppo, capace di avvicinare ancor più gli spazi del contract all’uomo, tramite la luce, e la sua interazione con forme e materiali, e l’uomo stesso”.

 

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