Luce, identità e tradizione

 

Beaune, Francia. Vista di Rue de Lorraine con funzione segnaletica ottenuta con il colore a mezzo di apparecchi RGB (photo: Didier Boy de la Tour) (cortesia: iGuzzini)

Lo sviluppo della tecnologia a diodi ha portato ad una radicale trasformazione dei tradizionali metodi di usare, concepire e progettare la luce in tutti gli ambiti applicativi, interni ed esterni. Velocità, radicalizzazione, criteri e modalità attraverso i quali questo processo è avvenuto sono stati estremamente variabili in funzione non solo delle esigenze e delle peculiarità dei singoli casi applicativi, ma anche del contesto socio culturale tipico dei singoli luoghi.

I criteri di valutazione generali – l’efficientamento energetico, la svolta “green”, la longevità, la miniaturizzazione, etc. – che caratterizzano la tecnologia LED sono ovviamente stati un vantaggio chiarissimo a tutti, ma il modo di utilizzare i sistemi ha inevitabilmente subito le influenze, le priorità, la sensibilità e il gusto dei singoli contesti: questo è particolarmente evidente negli interventi realizzati in esterno, nei contesti urbani, dove una sorta di “genius loci” sembra caratterizzare l’approccio, il senso, la scenografia delle varie installazioni.

La scena urbana è complessa e moltiforme, costituita da un insieme di “aree” – caratterizzate da diverse valenze, dalla periferia al centro – e da singoli elementi – strade, monumenti, parchi, edifici …-, in cui è necessario individuare, in termini di luce, una situazione di equilibrio fra esigenze ed espressività diverse.

Confrontando installazioni realizzate nel nostro Paese con quelle di altri Paesi europei, è possibile evidenziare la diversità dei criteri progettuali adottati; al fine di rendere maggiormente significativo il confronto, si è scelto di analizzare due installazioni urbane di tipo artistico e due soluzioni per l’illuminazione stradale.

Illuminazione urbana e monumentale

Per l’Illuminazione artistica della città di Beaune, in Francia, realizzata su progetto illuminotecnico di Jean Francois Touchard , è stata creta una vera e propria narrazione per immagini che accompagnano il visitatore alla scoperta della storia e delle architetture cittadine: un percorso di luce che si configura come una “passeggiata” che segue l’identità e il ritmo dei vari edifici, aiutati anche da un sistema di videoproiezioni che mostrano la storia e gli interni dei palazzi interessati, collegati fra loro da una segnaletica a colori che conferisce dinamicità al tutto.

La luce colorata è ottenuta a mezzo di apparecchi a LED RGB ( ‘Platea LED’ RGB, di iGuzzini), gestiti da un sistema Master Pro, la cui azione è supportata da stretti fasci di luce provenienti dal basso (realizzata con apparecchi ‘Light Up Walk Pro’ e ‘LED Plus’ , iGuzzini).

L’illuminazione dell’Hotel de Ville è invece realizzata con altri apparecchi ( ‘Glim Cube’ RGB, iGuzzini), gestiti dallo stesso sistema. Alcuni edifici, come la Cattedrale, sono illuminati da proiettori di diversa potenza ( ‘MiniWoody’, ‘Woody’ e ‘MaxiWoody’, iGuzzini) – e da sistemi lineari per l’illuminazione d’accento dei dettagli architettonici ( ‘Linealuce’ , iGuzzini).

Beaune, Francia. Una delle differenti sequenze cromatiche per L’Hotel de Ville (photo: Didier Boy de la Tour) (cortesia: iGuzzini)

Nell’ambito dell’edizione 2017 del Firenze Light Festival, iGuzzini ha collaborato con lo studio Microscape per la realizzazione di una Illuminazione dinamica per la facciata della Basilica di Santa Croce, a Firenze.

Il concept è stato impostato su un’illuminazione dinamica tunable white, che gioca con variazioni di intensità e temperatura di colore dei toni del bianco in una fascia oraria compresa fra le 18 alle 24, preceduta e seguita da una illuminazione statica a luce neutra (T=4000 K) con differenti fasi di regolazione dell’intensità.

Firenze, Piazza Santa Croce. L’Illuminazione della facciata della Basilica in uno degli orari previsti per la sequenza tunable white (photo: Luca Petrucci) (cortesia: iGuzzini)

L’installazione è stata realizzata con il posizionamento di 22 proiettori ( ‘MaxiWoody Compact Tunable White’ ), con ottica spot 14° e alette direzionali per il controllo dell’abbagliamento, installati a 12 m circa di altezza sui pali già presenti sulla Piazza, ad una distanza di circa 40 m dalla facciata stessa, e gestiti da un sistema di controllo DMX.

Mentre l’approccio scenografico francese è impostato in modo più ludico e onirico, usuale nella cultura transalpina che ha fatto degli spettacoli di luci e colori momenti speciali di interpretazione luminosa dei monumenti, della storia e della configurazione dei luoghi, l’installazione fiorentina è legata al “purismo” monocromatico bianco tipico della nostra tradizione di gusto neoclassico, seppure concedendo la variante delle sfumature del bianco.

Illuminazione pubblica stradale

L’illuminazione stradale – che occupa un’ampia porzione della scena urbana complessiva – è stato uno dei primi campi di utilizzo della nuova tecnologia, per gli indubbi vantaggi legati ai consumi ed all’incidenza della manutenzione.

La citta di Jyväskylä, in Finlandia, è stato oggetto di un piano dell’illuminazione pubblica a partire dagli anni 2000; dal 2007 sono stati portati avanti numerosi test su apparecchi di diversi produttori – parallelamente all’accrescimento delle potenzialità della nuova tecnologia – in modo da adeguare l’impianto alle nuove potenzialità offerte dal mercato. Gli apparecchi ‘WOW’, ‘Ufo’ e ‘Crown’, (iGuzzini), sono stati individuati come elementi idonei all’installazione nelle zone pedonali e nelle aree residenziali, mentre apparecchi ‘Linealuce Led’ (sempre iGuzzini), illuminano il climbing walll del parco.

Jyväskylä, Finlandia. Illuminazione stradale con apparecchi testa palo a LED (cortesia iGuzzini)

Apparecchi del medesimo tipo (‘Crown’ su testapalo, con il contributo di incassi – tipo ‘Miniwalky’, iGuzzini ), assicurano l’uniformità dell’emissione anche nell’illuminazione di Piazza IV Novembre a Sesto Fiorentino, su progetto dell’ ing. R. Antonelli. La riqualificazione dell’area si connota per la diffusione della luce in tonalità calda, a contrasto con l’illuminazione generale delle strade adiacenti, ancora dotate di lampade al sodio.

(arch. Alessandra Reggiani, lighting designer – Roma)

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