Lounge bar: un racconto articolato per l’utente

 

Marco Piva (coutesy photo: Filippo Avandero)

All’interno dei lounge bar e nei locali per l’intrattenimento è la luce che crea il racconto, avvolge e coinvolge l’utente, e si rapporta al suono, alla musica e allo spazio. La luce è ricerca, sperimentazione e passione. Progettare la luce per i locali pubblici ed in particolare per quelli legati allo svago e all’intrattenimento è dunque davvero una sfida.

In questi contesti la luce è prevalentemente artificiale, non serve solo ad illuminare gli spazi e gli ambienti, ma a creare condizioni visive capaci di “trasmettere” emozioni, a interagire con materiali, oggetti e persone, contribuendo ad enfatizzare la definizione delle forme, la scelta dei materiali, dei pattern e delle texture, giocando con i colori e, se necessario, generandoli a sua volta.

I lounge bar sono ambienti destinati a modificarsi nei contenuti e nelle forme molto velocemente per intercettare gusti, trend e stili di vita di una clientela mutevole: è dunque strategico definire un “racconto” vincente e possibilmente duraturo a supporto della loro operatività. La progettazione del lighting non può quindi in questi casi essere un processo aggiunto o successivo alla progettazione dello spazio, ma deve far parte strutturale del concept iniziale, sviluppandosi coerentemente e seguendo i differenti step dell’intervento.

Per queste ragioni credo sia fondamentale approfondire il rapporto che il progetto instaura tra prodotto, ovvero “contenuto tematico” da proporre ai fruitori e la sua “messa in scena”. Nel caso specifico di Lounge Bar e locali di intrattenimento in genere, è determinante che il progetto nel suo complesso e il progetto del lighting nello specifico riescano a creare le condizioni per far sì che gli ospiti possano godere a pieno anche di particolari proposte legate al food ( cucina etnica, internazionale, fusion, sperimentale, ecc…) e al beverage, nell’ambito di contesti dove la preparazione e la somministrazione delle varie bevande avviene attraverso rituali studiati.

Roma Fiumicino, Lounge “Casa Alitalia”. Un’immagine degli spazi della lounge (Studio Marco Piva Architecture & Design)

La presenza di una luce ‘tecnica’ funzionale è sempre necessaria a creare la struttura ottica di fondo, inserita nel tessuto stesso dell’ architettura o nei principali elementi di Interior Design – pavimenti, pareti, controsoffitti, banchi bar: indispensabile per descrivere gli ambienti in modo dinamico, diffondendo aloni luminosi, proiettando fasci mirati o mobili, creando accenti su specifici elementi funzionali o decorativi.

La presenza di una luce “decorativa” caratterizza invece gli aspetti poetici e emozionali, e si deve proporre quale racconto più articolato e materico. In questi casi, il design degli apparecchi di illuminazione è spesso riconoscibile e coerente alla percezione dell’utente, ad esempio nel comunicare i valori tipici del prodotto ‘made in Italy’: sempre più spesso infatti accade – soprattutto nel caso di progetti di particolare rilevanza e pregio – che l’illuminazione decorativa non sia proposta attraverso l’utilizzo di apparecchi di produzione di serie ma con soluzioni custom made realizzate ad hoc.

Marco Piva

Studio Marco Piva Architecture & Design

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