Artemide illumina Michelangelo

Lo Spirito e la Materia

Milano, Castello Sforzesco - Ex Ospedale Spagnolo. La sala con il nuovo allestimento espositivo per la “Pietà Rondanini” di Michelangelo (cortesia: Artemide)
Milano, Castello Sforzesco – Ex Ospedale Spagnolo. La sala con il nuovo allestimento espositivo per la “Pietà Rondanini” di Michelangelo (cortesia: Artemide)

La “Pietà Rondanini” iniziata nel 1552 e alla quale Michelangelo lavorerà fino al 1564, ai suoi ultimi giorni di vita, è ora oggetto di un nuovo allestimento espositivo.

La società Artemide, in stretta collaborazione con l’arch. Michele De Lucchi ed il suo team, è stata incaricata dell’elaborazione del progetto illuminotecnico e della fornitura di un sistema di illuminazione progettato appositamente ad integrazione dell’allestimento dell’ “Ex Ospedale Spagnolo” del Castello Sforzesco, dove è stato realizzato un museo dedicato al nuovo spazio espositivo per la “Pietà Rondanini” di Michelangelo.

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Dettaglio

Il nuovo allestimento

Artemide ha illuminato il grande spazio espositivo con proiettori a LED di ultima generazione, che creano una luce uniforme, posizionati in modo da garantire una perfetta coerenza di illuminazione tra il retro e il fronte della scultura. Il perfetto equilibrio tra l’illuminazione dell’ambiente e quella dell’opera è reso possibile da una gestione scenografica intelligente e controllata di tutti gli apparecchi di illuminazione.

Il sistema di illuminazione

Il sistema di illuminazione comprende 8 proiettori a LED (sorgenti di ultima generazione a bassissimo consumo energetico, da 40 W con CCT 3.000 K e CRI>95, installati a circa 2.6 m di altezza) dedicati all’illuminazione ambientale.

Questi apparecchi, con puntamento indiretto incrociato ed uno schermo tipo cut-off, permettono di ottenere l’uniformità di illuminamento sulla volta che – insieme ai caratteri architettonici propri dell’intervento di riallestimento – rende la sala un luogo piacevole e confortevole, a favore della fruizione del pubblico.

Uno dei quattro sistemi di supporto verticali studiati per l’illuminazione: in evidenza, in alto, il sagomatore LED da 30 W, e più in basso uno dei proiettori a luce LED da 40 W (cortesia: Artemide)
Uno dei quattro sistemi di supporto verticali studiati per l’illuminazione: in evidenza, in alto, il sagomatore LED da 30 W, e più in basso uno dei proiettori a luce LED da 40 W (cortesia: Artemide)
uno dei proiettori a luce LED da 40 W (cortesia: Artemide)
Uno dei proiettori a luce LED da 40 W (cortesia: Artemide)

Quattro sagomatori a LED da 30 W – posti ad un’altezza di circa 4.5 m – sono invece dedicati all’illuminazione diretta, per valorizzare la plasticità della scultura, ponendola discretamente al centro dell’attenzione senza tuttavia generare un’illuminazione interpretativa dell’opera.

Il delicato chiaroscuro ottenuto permette una buona lettura delle forme, valorizza il contrasto materico necessario per apprezzare il valore del marmo bianco e preserva la naturale espressività del soggetto.

La sostanziale equidistanza tra i quattro sagomatori e la statua garantisce coerenza di illuminazione tra il retro e il fronte, un aspetto importante di questo riallestimento, nella “scoperta” dell’opera che si presenta al pubblico esposta di schiena.

La gestione scenografica ed intelligente di tutti gli apparecchi controllati attraverso il protocollo DALI – operanti all’unisono in un una proficua sinergia – permette di ottenere un accurato equilibrio dei valori di illuminamento tra ambiente e opera.

 

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