Lighting Design e Automotive

 

Giorgetto Giugiaro. Designer – Presidente Dipartimento di Transportation Design – IAAD – Istituto d’Arte Applicata e Design, Torino

Dopo l’introduzione dei fari allo xeno, è stata la tecnologia LED a sprigionare la fantasia dei designer per conferire anche attraverso l’andamento dei punti luce una marcata caratterizzazione e riconoscibilità dei nuovi modelli e del marchio di famiglia: i gruppi ottici sono stati da sempre elementi identificativi di frontali e posteriori di modelli non solo speciali ma anche di serie.

La recentissima introduzione della normativa sull’obbligo delle luci diurne ha reso poi ancor più indispensabile la presenza di un elemento di sicurezza con una connotazione stilistica molto caratterizzante del frontale e del muso dell’auto in marcia.

Quanto possa essere versatile l’adozione dei filamenti a LED l’ho voluto sperimentare ad esempio sul prototipo ‘Brivido’, creando un movimento del frontale dall’assoluta originalità. Significativi sono stati poi i successivi interventi su vetture di produzione, come in casa Lancia con la nuova ‘Delta’ del 2008 e quasi in concomitanza su tutti i modelli Audi dalla A4 del 2007 in poi. Ritengo che il ruolo di questi componenti funzionali e di servizio sarà sempre più palestra per i giovani designer che potranno esprimersi attraverso soluzioni stilisticamente innovative e identificative di marca e modello di vettura.

Mi sento però in dovere di avvertire gli studenti di automotive design nel non cedere alla lusinga di esagerare nella ricerca spasmodica di forme architettoniche troppo “barocche”: se facciamo attenzione alle auto oggi in strada notiamo infatti come alcuni gruppi ottici risultano troppo invasivi e in alcuni casi le dimensioni dei padiglioni interni faro sono spropositati a discapito della pulizie e armonia delle forme.

Su un altro versante tuttavia va detto che in materia di lighting per l’automotive vi sono aspetti applicativi legati all’incremento della sicurezza verso i pedoni ed i mezzi su ruote rimasti ancora oggi disattesi, accorgimenti progettuali che nel corso della mia attività di progettista ho cercato di promuovere presso gli Enti nazionali e internazionali preposti alle omologazioni dei veicoli.

Il primo riguarda l’introduzione di una luce da affiancare a quella di posizione nel gruppo ottico anteriore che entrerebbe in funzione all’atto della pressione sul pedale del freno (come avviene nel posteriore con gli stop): il pedone che si appresta ad attraversare la strada al sopraggiungere di un’auto, osservando la luce di frenata avrebbe in modo immediato la possibilità di prevedere il comportamento del conducente.

Il secondo, sempre in tema di sicurezza preventiva connessa ai sistemi di illuminazione – di altrettanto pratica e semplice adozione – riguarda invece la proposta rivolta ai progettisti dei veicoli industriali (cabinati, articolati, TIR) e agli Enti di omologazione di introdurre l’obbligo di posizionamento di luci di richiamo a intervalli di circa 1 m sui lati del veicoli, all’altezza del piano di carico. Nella guida notturna – specie in caso di nebbia o maltempo – un cabinato che attraversa un incrocio verrebbe immediatamente identificato da chi transita su un percorso perpendicolare, favorendo così una condotta di prudenza.

Forse entrambi gli input dovrebbero essere considerati come argomenti didattici nelle scuole di Car Design per favorire una maggior sensibilità da parte di amministratori pubblici e dei legislatori che spesso si dimostrano scettici quando le idee innovative provengono da semplici intuizioni dettate dal buon senso pratico.

Giorgetto Giugiaro

Link:

http://www.italdesign.it/project/brivido/

http://www.iaad.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here