Light Painting. Arte e tecnica al servizio della luce

 

Pablo Picasso e il Light Painting (courtesy photo: artementenotizie.it)

La parola fotografia deriva dal greco antico, ed è composta dai due termini φῶς (phôs), e luce γραϕία (graphè), disegno o scrittura: letteralmente quindi “scrittura eseguita con la luce”. Una sintesi efficace che riassume e anticipa la tecnica sinergica del light painting, uno strumento sempre più efficace e dalle grandi possibilità anche per la progettazione architettonica

Il Light Painting, storicamente nato alla fine del XIX secolo per scopi scientifici e in seguito praticato da artisti come Picasso, Man Ray e Henri Matisse, per citare i nomi più noti, è considerato un’espressione artistica moderna e sempre in continua evoluzione e chi lo pratica attivamente si scambia informazioni attraverso una fitta rete di social network. Attualmente, il panorama internazionale contemporaneo del Light Painting conta centinaia di fotografi-performer e di figure che provengono anche dal mondo della progettazione della luce e ogni anno ne emergono di nuovi.

Molto spesso il primo approccio avviene in modo casuale, ma le motivazioni che inducono a scegliere quest’arte come mezzo espressivo sono totalmente differenti tra loro, però una cosa accomuna tutti: lo stupore suscitato dalla manipolazione della luce nel buio più completo, in questo caso una luce impalpabile che si materializza sul visore solo dopo aver chiuso l’otturatore della macchina fotografica anche dopo molti minuti di esposizione.

Le possibilità creative e i potenziali commerciali di questa tecnica sono innumerevoli. Sulla scena internazionale troviamo professionisti e amatori che utilizzano attrezzature e tecniche creative eterogenee e attualmente è molto in voga, soprattutto all’estero, per la realizzazione di servizi fotografici pubblicitari, scenografie o set fotografici con ambientazioni surreali e metafisiche.

In molti Paesi sono nate associazioni che organizzano contest e incontri promuovendo gli artisti e le loro opere, prima fra tutti la LPWA – Light Painting World Alliance, riconosciuta dall’Unesco e dall’International Year of Light. Anche in Italia sono numerosi i “seguaci” di questa disciplina e nel prossimo ottobre verrà organizzato il primo congresso italiano per dare vita all’Associazione Italiana di Light Painting.

Le differenti forme del Light Painting

Il Light Painting è una forma di arte visiva in cui il principale mezzo d’espressione è la luce e può essere assimilato sia ad una forma fotografica, sia ad una performance ed è importante subito chiarire che può essere suddiviso in quattro differenti tipologie di rappresentazione:

Light Drawing, Light Graffiti e Light Writing quando la sorgente luminosa (solitamente una o più torce) è puntata verso la camera, creando segni luminosi, disegni grafici o scritte che possono essere anche prodotti attraverso appositi stencil;

Light Painting Photography, quando vengono utilizzate le sorgenti di luce per illuminare in modo selettivo parti di una scena o un ritratto con l’aggiunta di segni grafici;

Light Art Performance Photography (LAPP), una versione speciale del Light Painting nella quale i movimenti di luce sono generalmente coreografati e provati prima dello scatto e dove l’attenta selezione delle location da parte dagli artisti che operano in questo campo è un aspetto molto importante.

Light Painting Real Time dove – grazie ad applicazioni dedicate – è possibile visualizzare “in diretta” quanto l’artista/progettista sta disegnando. Al Festival della Scienza 2016 l’Accademia di Belle Arti di Genova ha presentato un innovativo progetto curato da Liliana Iadeluca (light designer) e Alberto Terrile (fotografo), realizzato insieme alla multimedia artist Angela Di Tomaso che ha realizzato il protocollo di real time, e Luca Carrà, sperimentatore di light painting. Questo gruppo di lavoro ha creato in quella occasione una performance sperimentale di light painting, ripresa e proiettata in real time per la prima volta in Italia.

Liliana Iadeluca – “Red Stripes” (courtesy photo: Luca Carrà)
Liliana Iadeluca – “Fire Garden” (courtesy photo: Luca Carrà)

Le tecniche utilizzate

I progetti di Light Painting possono essere eseguiti individualmente, ma molto spesso vedono coinvolte più persone, soprattutto per ottimizzare i tempi di esposizione. Per il Light painter la scelta di quali tools luminosi utilizzare fa la differenza e qui ci avviciniamo proprio al concetto di “dipingere con la luce”.

Gli strumenti per realizzare le “pennellate” possono essere di vario tipo: torce a LED bianche o RGB, barre o spade luminose, cerchi, fibre ottiche, luce laser, oppure piccole sorgenti a luce incandescente come le stelline di Natale, o ancora “pennelli” di plexiglass di diverse forme e dimensioni, la stessa scelta del fuoco come sorgente naturale: …tutte queste soluzioni daranno risultati ogni volta diversi e comunque sorprendenti.

Gli effetti luminosi che possono essere creati saranno veramente i più diversi, con la realizzazione di scenografie uniche. Alcuni artisti progettano i propri strumenti luminosi che in seguito costruiscono in serie e immettono sul mercato. Uno dei tools più affascinanti è la barra Pixelstick che consiste in una serie lineare di 200 LED indirizzabili RGB, comandata da un processore che gestisce il colore, la luminosità, il tempo di accensione e lo spegnimento di ogni singolo LED; questo processore è in grado di acquisire immagini in formato BMP tramite una scheda di memoria SD.

Sul piano della tecnica di ripresa invece, la scelta delle ottiche, l’equilibrio fra la calibrazione della sensibilità ISO del sensore della macchina fotografica e impostazione del tempo d’esposizione darà la possibilità di realizzare uno scatto perfetto, in quanto la vera immagine di Light painting non “deve” essere filtrata da programmi di fotoritocco. Nell’attrezzatura non deve essere dimenticato l’abbigliamento: anche se il performer non resta impresso nell’immagine, in quanto si muove velocemente, la tenuta consigliata per le lunghe notti di scatti luminosi è il “total black”.

Per un primo approccio al Light Painting, anche in ambito didattico, occorrono uno spazio oscurato, una macchina fotografica che permetta di modificare i tempi d’esposizione e possieda la modalità di posa B e la messa a fuoco manuale, un treppiedi e una sorgente luminosa.

Dal punto di vista didattico, il link fra fotografia e luce suscita un crescente interesse in molti studenti e il Light Painting è stato per questo inserito da chi scrive queste note nell’ambito dei propri contenuti di corso in ambito accademico, e sono già state molte le tesi discusse su questo argomento.

Scenari: il Light Painting come strumento per la progettazione architettonica ed il lighting design

Oltre all’utilizzo del Light Painting come scenografia in ambito teatrale e come strumento per attività didattiche con studenti di differenti fasce di età, questa tecnica ha già trovato esempi molto interessanti in rapporto all’architettura. Uno dei primi esponenti contemporanei del Light Painting capace di mescolare la luce con l’architettura è sicuramente l’artista americano Eric Staller.

Eric Staller – “Pulitzer Fountain” (courtesy photo: Eric Staller)

Molti altri si sono avvicendati con risultati sempre più interessanti riuscendo a trasformare piccoli o grandi spazi attraverso la luce effimera delle torce. Attraverso la tecnica del Light Painting potrebbe quindi essere possibile creare una prewiew di illuminazione architetturale d’interni o di esterni: alcuni gruppi di artisti e progettisti si sono già cimentati in imprese del genere attraverso la Guerrilla light in cui molte persone “armate” di grosse torce, illuminano contemporaneamente e fotografano spazi urbani.

In termini di scenari applicativi, il Light Painting potrebbe essere applicato in sostituzione o per verificare i rendering progettuali di illuminazione con l’utilizzo di poco materiale illuminotecnico. Immaginiamo di dover testare un risultato finale di progetto su una superficie estesa avendo a disposizione un solo apparecchio di illuminazione: potremmo con questa tecnica moltiplicare il fascio di luce riposizionando di volta in volta l’apparecchio stesso e vedere in anteprima il risultato attraverso la lunga esposizione. Questo potrebbe diventare anche un nuovo approccio al progetto di luce, una modalità operativa che crea una sinergia differente tra diverse tecniche d’illuminazione…..

(Liliana Iadeluca, progettista e light designer, docente di ‘Light Design’ e di ‘Illuminotecnica’ presso l’ Accademia Albertina di Belle Arti – Torino e l’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano, light painter; Alberto Terrile, fotografo, docente di Fotografia all’Accademia Ligustica di Belle Arti – Genova, light painter)

 

A Roma i light painter di LPWA Light Painting World Alliance

L’associazione internazionale Light Painting World Alliance (LPWA) ha organizzato a Roma due sessioni notturne interamente dedicate all’arte del light painting. Sono intervenuti numerosi artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui alcuni italiani, che hanno creato immagini collettive, tra cui “Phoenix” sulla scalinata di Piazza di Spagna.

Sergey Churkin – “Phoenix” (2017) (Credits: Organizzazione – Maria Saggese; Supporto creativo, effetto fiamma: Bernhard Rauscher, Luis Lafuente Medina,Alfredo Alvarez and Patrick Collier; Modello Phoenix: Vikthor Clarke; Camera control e conversione RAW: Ivan Lucio, Javier Jimenez and Carles Domenech; Staff support e management: Ivan Barco and Mirko Panzeri; Concept, design e regia: Sergey Churkin)

L’opera di light painting “Phoenix” è stata realizzata come singola immagine il 3 marzo 2017 in 3 ore da 40 differenti artisti provenienti da 13 diversi Paesi, nel corso dell’incontro LPWA Roma Meet-up.

Tutti i crediti e i dettagli sul lavoro

 

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