LED: futuro presente

(cortesia: Zumtobel Group)

Lo sviluppo della tecnologia accelera sempre di più il ‘time to market’ dei nuovi sistemi e chi progetta deve tenere conto di questo aspetto proponendo soluzioni flessibili e attente alla rapida evoluzione delle esigenze poste dal mercato

Può una sorgente luminosa interagire con altre fonti di luce, variare di intensità, adattarsi all’ambiente circostante, e addirittura influenzare l’umore delle persone? Sembra proprio di sì, e la cosa è dimostrata dai recenti studi delle aziende specializzate nel lighting project.

Se da un lato i product designer migliorano infatti la forma del prodotto, rendendolo sempre più miniaturizzato e performante dal punto di vista ottico per meglio integrarsi nell’architettura degli spazi o per valorizzarli, nella definizione di nuovi apparecchi di illuminazione (come nel caso delle proposte di DGA), team di esperti, di diversa formazione, analizzano le componenti spettrali della luce. È il caso ad esempio della nuova tecnologia Spark, sviluppata da IMOON: lo scopo è fornire una soluzione di illuminazione a LED che permetta ai colori bianchi di restare tali, senza perdere la loro naturale brillantezza, e restituisca, nello stesso tempo, colori caldi, saturi e intensi.

L’attenzione verso un’emissione di luce bianca a spettro completo è diversamente oggetto dell’importante ricerca applicata ai LED con tecnologia Soraa, proposta da Welt Electronic.

Grazie a particolari indagini basate su un approccio di tipo neuropsicologico, Zumtobel ha individuato invece i parametri della luce che hanno un maggiore effetto, dal punto di vista sensoriale, su differenti gruppi di persone, specie all’interno dei negozi.

Un altro lavoro di ricerca è lo studio condotto da Artemide, per soluzioni tecnologiche incentraate sulla possibilità di “gestire la presenza” della luce nello spazio: una luce che, servendosi di sofisticati sistemi d’interazione, si regola autonomamente in base alle fasi della giornata e alle esigenze personali, creando diversi e complessi scenari luminosi negli ambienti di lavoro.

Troviamo poi ancora gli accenti sulla valenza estetica: Platò Wall Light, prodotta da Quicklighting ed ideata dall’arch. Simone Micheli, è un perfetto esempio di come il design raffinato, reso essenziale e fluido, privo di spigoli, trovi nell’efficacia del LED un punto di forza.

(arch. Elviro Di Meo)

ARTEMIDE

‘TARGET POINT’ E GLI UFFICI MICROSOFT

Il sistema/La soluzione

La ricerca di Artemide si è focalizzata sui sistemi d’interazione evoluta, definendo un insieme di valori centrati sull’uomo e sul suo benessere psicofisico, in modo tale da determinare la progettazione della luce negli ambienti di lavoro. Testimonianza di questo è il più evoluto sistema ‘Target Point’, che porta il design parametrico a servizio dello Human Light: da anni segno distintivo di ogni lampada Artemide.

Un rivoluzionario sistema di apparecchi e sensori che aprono un dialogo tra la luce desiderata e l’ambiente circostante, con la capacità di centrare la scelta dei parametri e la definizione delle performance sul punto d’interesse effettivo e non sull’apparecchio. La caratteristica principale di Target Point sta nell’interpretare la tecnologia con intelligenza

rispetto alle necessità funzionali, alla qualità della luce e alla sua percezione, ovvero creare uno scambio d’informazioni continuo tra l’apparecchio di illuminazione e lo spazio dov’è collocato, e intervenire sull’ambiente stesso, anche dall’esterno, per variare i parametri di base e modificare la configurazione luminosa: un sistema capace di registrare le variazioni ambientali e integrarle per mantenere un equilibrio dinamico rispetto ai target prefissati.

A partire dai valori che ognuno può liberamente impostare all’interno di una qualità di luce controllata, il sistema IoT bilancia le prestazioni del singolo apparecchio per rendere costante le condizioni luminose. Target Point garantisce libertà di scelta e, a parametri prestabiliti, reagisce autonomamente in modo da collaborare con la luce naturale o compensare l’intervento di altre sorgenti artificiali, garantendo performance ottimali all’interno di scenari dinamici e importanti risvolti in termini di risparmio energetico.

La realizzazione

Nell’intervento di lighting design per gli uffici ‘Microsoft’ di Milano, nei nuovi spazi della Fondazione Feltrinelli, Artemide ha applicato la sua personale ricerca nel campo della luce. Il complesso architettonico di viale Pasubio, firmato da Herzog & de Meuron, è un’architettura cristallina che si configura come una grande casa di vetro, lunga 188 metri e alta 32 metri. Un volume slanciato che evoca, almeno nella forma, le cascine della campagna lombarda ma anche le guglie del Duomo.

Uffici “Microsoft” Milano

Negli uffici Microsoft, per definire il progetto illuminotecnico, Artemide ha puntato su ‘Algoritmo’ insieme ad altre lampade del brand.

Carlotta de Bevilacqua (photo: Pierpaolo Ferrari)

Disegnato da Carlotta de Bevilacqua e Paola di Arianello, l’apparecchio è un sistema modulare da incasso a parete o a soffitto – qui installato nella versione con emissione controllata adatta alle postazioni di lavoro – dotato di sensori integrati capaci di riconoscere la presenza e le variazioni della luce naturale.

L’elemento luminoso rileva e gestisce la qualità di luce in modo puntuale, ma è integrato in un sistema di costante dialogo tra i diversi apparecchi. La progettazione non solo del singolo apparecchio ma dei possibili scenari d’interazione determina un ambiente in cui la luce è dinamica per il mantenimento della qualità del percepito.

Project: Herzog & de Meuron

Designer ‘Algoritmo system’: Carlotta de Bevilacqua e Paola di Arianello

DGA

‘ZOOM’ SUL MUSEALE

L’“Heritage Restoration, Archaeology, Museum Technologies Fair” è la manifestazione internazionale che si svolge a Istanbul, dedicata alle migliori tecnologie per l’esposizione museale, l’archeologia e il restauro, evento pensato per i professionisti del settore, le istituzioni, gli organi governativi e i fornitori che operano in questo particolare ambito.

Nell’ultima rassegna di quest’anno ‘Armonia’ e ‘Zoom’, sistemi a luce LED progettati e realizzati da DGA, sono stati proposti come gli strumenti ideali per l’illuminazione delle teche e per esaltare la bellezza delle opere custodite. ‘Armonia’, il sistema modulare che permette di orientare la luce, personalizzabile nelle ottiche e nelle lunghezze, è stato scelto per illuminare un antico elmo dorato, dimostrando come sia possibile gestire la luce d’accento e la luce di fondo, ottenendo un equilibrio di contrasti.

Il sistema ‘twist and zoom’, che caratterizza invece gli apparecchi ‘Zoom’ e ‘Zoom mR’, permette di adattare il fascio luminoso all’oggetto esposto. Ruotando la ghiera dell’ottica, infatti, è possibile variare l’angolo da 10 a 40°, rendendo l’apparecchio particolarmente versatile e adatto alle esposizioni.

Il sistema ‘Zoom’
ll sistema ‘Zoom mR’
Zoom mR. Il preciso focusing ottico

La presentazione dei prodotti DGA e l’area espositiva sono state realizzate in collaborazione con KITOKO Aydınlatma & Mühendislik Insaat Ltd, partner DGA in Turchia

IMOON

‘KRONOS’ PER IL RETAIL CON RESA CROMATICA SECONDO IL TM-30

Il sistema /La soluzione

Quello del retail è uno dei settori in cui è particolarmente sentita la necessità di illuminare contemporaneamente colori e tonalità differenti, facendoli apparire reali e intensi, con una resa cromatica elevata che non alteri la percezione dei bianchi. Da questa premessa nasce la nuova tecnologia Spark, sviluppata da IMOON.

Dalle componenti spettrali della luce dipende, infatti, la capacità di restituire i colori degli oggetti illuminati. Come è noto, più è alto l’indice di resa cromatica (Ra o CRI, Color Rendering Index), migliore sarà la resa cromatica nel confronto con la luce di riferimento. I valori CRI che superano 80 sono considerati buoni. Per l’indice di resa cromatica generale ci sono 8 colori di test (da R1 a R8), cui si aggiungono altri 6 più saturi (da R9 a R14). La validità di una sorgente luminosa viene misurata mettendola a confronto con una sorgente nota, individuata come riferimento. Accade, tuttavia, che alcuni valori di CRI definiti buoni o elevati possono non coincidere con una buona risposta cromatica su determinati colori, ad esempio critico è il campione R9 (rosso). TM30 è un nuovo standard che valuta la sorgente luminosa prendendo in esame ben 99 colori campione, che riprendono i colori di foglie, fiori, tonalità della pelle.

Per lo standard TM-30 un solo indice non basta, ma ne occorrono altri due: il Rf, Fidelity Index (da 0 a 100), simile al CRI, che indica la corrispondenza tra i colori campione illuminati con sorgente campione e quella incognita, e l’indice Rg, Gamut Index, (da 60 a 140), che sta a indicare la saturazione. Molti produttori di LED dichiarano sia l’indice di resa cromatica sia gli indici che si riferiscono a quella che sarà la nuova convenzione TM-30.

La tecnologia Spark basata su TM-30 (cortesia: IMOON)

La tecnologia Spark di IMOON vuole offrire una soluzione d’illuminazione LED che permetta ai colori bianchi di mantenere la loro naturale brillantezza e restituisca, nello stesso tempo, colori caldi, saturi e intensi. Tutto questo grazie ad un sistema LED CoB con due temperature colore, cold 4000 K per i bianchi e le tonalità più fredde, e neutral 3200 K per i colori caldi. Il connubio tra la tecnologia Spark e i proiettori spot della famiglia ‘Kronos’, caratterizzati da un design minimalista e raffinato, rappresenta la risposta perfetta per ogni tipo esigenza, tecnica e architettonica, applicata al mondo del retail.

La realizzazione

La ricerca condotta da IMOON trova il suo sviluppo applicativo nel nuovo punto vendita ‘Coin’, all’interno del Centro Commerciale ‘Carosello’ di Carugate: illuminazione mirata e autenticità dei colori sono i requisiti fondamentali del progetto illuminotecnico, firmato dall’arch. Andrea Benedetto di iMoon.

arch. Andrea Benedetto

Il progetto è stato realizzato interamente con apparecchi ‘Kronos P’, ed il proiettore è stato scelto in due versioni: quella spot, per le aree perimetrali e sulle isole per un’illuminazione di accento, e quella medium, utilizzata nelle aree centrali per garantire un livello di illuminamento adeguato nelle zone di passaggio, e nella profumeria per non creare accenti in contrasto con l’illuminazione degli espositori.

Centro Commerciale ‘Carosello’ di Carugate
Il proiettore ‘Kronos P’

In questo nuovo department store è stata inoltre installata una versione speciale di ‘Kronos P’, con indice di resa cromatica pari a 90, capace di esaltare maggiormente il colore dei prodotti esposti.

Lighting design: arch. Andrea Benedetto

QUICKLIGHTING

‘PLATÒ WALL LIGHT’, AD HOC PER L’INTERIOR DESIGN

Il sistema/La soluzione

Prodotta da Quicklighting – il ramo dell’azienda Quick dedicato all’illuminazione a LED per l’architettura civile – ‘Platò Wall Light’ è una lampada lineare, dal design particolarmente raffinato, ideata dall’arch. Simone Micheli.

arch. Simone Micheli (photo by: Rossano B. Maniscalchi)

L’elemento decorativo è formato da lamina in acciaio Inox 316 lucidata a specchio, che appare sospesa quando l’apparecchio è acceso. Si tratta di un effetto appositamente studiato, che conferisce all’oggetto luminoso un aspetto surreale, scaturito da un attento lavoro di ricerca.

La lampada “Platò Wall Light” (cortesia: Quick)
(cortesia: Quick)

L’azienda ha focalizzato la sua attenzione sulla struttura del diffusore e sui componenti LED della sorgente luminosa, valutando le giuste proporzioni, gli spessori dei materiali e gli spazi interni che permettono di incanalare la luce in modo omogeneo.

L’equilibrio tra la superficie opalina, che filtra i fotoni, e la disposizione dei LED, in perfetta continuità fra loro, offre un flusso luminoso morbido, graduale, di giusta intensità e senza interruzioni. Il sistema d’installazione dell’apparecchio è strettamente connesso alla struttura del diffusore, che permette di fissare facilmente la lampada a muro, rendendo invisibili i punti di fissaggio, senza compromettere la bellezza formale dell’oggetto.

Platò è dotata di elevato indice di resa cromatica (CRI ≤85) che valorizza la parete su cui è posizionata, specie se realizzata con speciali materiali oppure con finiture lavorate. Proposta in due modelli, uno da 30 e l’altro 60 cm. Platò è disponibile sia nella versione con alimentatore per collegamento AC 220 sia nella versione 24V per effettuare collegamenti con alimentatore esterno o in bassa tensione. Offrono un flusso luminoso fino a 2200 lm.

La realizzazione

Quicklighting ha sviluppato ed elaborato la costruzione di ‘Platò Wall Light’ in stretta collaborazione con l’arch. Simone Micheli, che l’ha ideata in funzione dei suoi progetti di Interior Design, tra cui l’ “iConic Resort Luxury Tuscan B B & B” di Arezzo, struttura ricettiva di eccellenza con un approccio biosostenibile, che include l’energia rinnovabile e la tecnologia LED per l’illuminazione.

“iConic Resort Luxury Tuscan B & B”
“iConic Resort Luxury Tuscan B & B”, la sala colazioni
“iConic Resort Luxury Tuscan B & B”

L’architetto ha commissionato la lampada con gli input che ne connoteranno le valenze estetiche: l’oggetto si dovrà integrare perfettamente nelle camere e in tutti gli ambienti del resort, caratterizzato da design morbido e fluttuante, privo di spigoli, e costituito da diverse superfici specchiate. Fondamentale è l’apporto della luce LED in virtù dei vantaggi che essa offre, dalla resa illuminotecnica alle caratteristiche di ecosostenibilità. Le lampade, applicate sia per gli interni sia per gli esterni, si susseguono per l’intero resort, diventandone un forte segno caratterizzante.

Quick ha condiviso da subito le richieste del progettista, mettendo a disposizione la propria esperienza e impegnandosi a realizzare un prodotto performante sotto tutti punti di vista. L’azienda vanta, infatti, una profonda conoscenza della tecnologia LED, sviluppata soprattutto nel settore nautico, e una struttura produttiva all’avanguardia, capace di produrre stampi per materie plastiche e lavorazioni meccaniche.

Project (Platò Wall Light): Simone Micheli Architectural Hero

Interior and lighting design (iConic Resort): Simone Micheli Architectural Hero

WELT ELECTRONIC

LED A LUCE VIOLA CON SPETTRO COMPLETO PER ‘CASA BUONARROTI’

Il sistema/La soluzione

‘Mr16’ e ‘AR111’ sono le due lampade LED progettate da Soraa, azienda californiana di prima grandezza nella produzione di tecnologie a LED, distribuita da Welt Electronic. A fondarla è stato Shu ¯ji Nakamura – scienziato giapponese naturalizzato statunitense, Premio Nobel per la Fisica nel 2014 per l’ideazione dei LED a luce blu, che hanno reso possibile il successivo processo di conversione alla luce bianca – che ha messo a punto recentemente una particolare tipologia di LED a luce viola con spettro visibile completo, caratterizzata da elevatissima resa cromatica (AR 111, con CRI pari a 95 e R9 pari a 95) , che rappresenta una soluzione all’avanguardia, soprattutto per ambienti come musei e sale espositive, in quanto non emette radiazioni ultraviolette che rischierebbero di danneggiare le opere esposte. Come ogni sorgente d’illuminazione a stato solido, inoltre, queste lampade assicurano un notevole risparmio energetico.

LED CoB spot Mr16
LED CoB spot AR111

La realizzazione

La tecnologia sviluppata dal team di Shuˉji Nakamura è stata introdotta nel progetto di lighting design di ‘Casa Buonarroti’, la casa-museo di Firenze dedicata al genio di Michelangelo e ai suoi discendenti che qui vissero, abbellendo, nel corso degli anni, il palazzo di famiglia con rare collezioni d’arte e conservando preziose eredità culturali.

L’intervento è stato eseguito dalla società fiorentina Welt Electronic, specializzata nella distribuzione di componenti elettronici per il mercato del lighting, con particolare riguardo ai dispositivi a LED, tra cui i prodotti del brand Soraa.

Inaugurato in occasione della mostra “Michelangelo e l’assedio di Firenze”, il nuovo impianto sostituisce la precedente illuminazione alogena ed è studiato per valorizzare la bellezza e l’importanza del patrimonio artistico conservato.

A lavori conclusi, l’intervento ha garantito un considerevole risparmio energetico pari al 70% rispetto alla soluzione tradizionale. All’impianto di illuminazione – comprensivo di 50 lampade LED tipo Mr16 da 7 W e 20 lampade AR111 da 18W – è stato poi abbinato un sofisticato sistema di controllo, che si fa carico di regolare in maniera precisa ogni apparecchio, permettendo di elevare o ridurre il flusso della luce a seconda delle necessità specifiche.

Casa Buonarroti, Firenze. Due delle sale della casa-museo (cortesia: Welt Electronic – photo: Andrea Ruggeri, Nonamephoto)
(cortesia: Welt Electronic – photo: Andrea Ruggeri, Nonamephoto)

A tutto questo si aggiunge la possibilità di modificare le caratteristiche della singola sorgente LED, tra le quali la temperatura di colore e l’apertura del fascio di luce. Il progetto firmato da Welt Electronic esalta l’infinita poesia di opere universali, come i due bassorilievi marmorei che evidenziano la prima giovinezza artistica di Michelangelo: la ‘Madonna della Scala’ – testimonianza dello studio intenso e amorevole verso Donatello – e la ‘Battaglia dei centauri’, in cui è palese l’ammirazione dello scultore per l’arte classica, punto di riferimento costante per il suo repertorio figurativo.

L’intervento di Casa Buonarroti si muove in perfetta continuità con quanto già sviluppato precedentemente da Welt Electronic in collaborazione con altri importanti partner per la città toscana (si veda il progetto per “Ponte Vecchio”).

Nello scorso anno Welt Electronic ha inoltre avviato una stretta collaborazione con l’Università Design Campus di Calenzano, con l’obiettivo di far emergere, grazie al rapporto tra mondo accademico e impresa, il talento di giovani lighting designer, mettendo in produzione i loro oggetti innovativi per il design dei prossimi anni.

ZUMTOBEL

LIMBIC®LIGHTING & SUPERSYSTEM PER IL RETAIL

Il sistema/La soluzione

Limbic®Lighting è lo studio condotto da Zumtobel Research. L’intento è capire quali siano i parametri della luce che hanno un maggiore effetto sulle persone, all’interno dei negozi, e quali gli scenari più efficaci a livello emotivo, tanto da influenzare l’acquisto dei prodotti in esposizione.

(cortesia: Welt Electronic – photo: Andrea Ruggeri, Nonamephoto)

La ricerca si è servita di metodi neuroscientifici e psicofisiologici per rispondere alle tante domande poste in essere dal team di studiosi. Dall’indagine sono emersi i criteri che stimolano maggiormente la percezione sensoriale e le combinazioni luminose che hanno un impatto positivo sullo stato d’animo dei clienti: l’analisi delle preferenze di luce è stata eseguita su sette gruppi di persone, definiti seguendo un modello di tipo neuropsicologico chiamato Limbic®.

I risultati hanno dimostrato che, tra i vari gruppi, ci sono differenze nette in quanto a luce preferita. Inevitabilmente, però, non esiste una determinata scena di luce che induca la stessa reazione positiva su tutti. Anzi, ogni singolo gruppo sembra gradire un tipo di luce distinto. Sulla base dei dati raccolti si sono raggruppate le varie categorie di persone in tre tipologie che rivelano gusti analoghi.

La conseguenza della ricerca ha spinto Zumtobel a progettare soluzioni illuminotecniche e apparecchi pensati appositamente per il commercio ed il retail, in modo da incrementare il senso di benessere della clientela che sosta nei negozi, attraendola il più a lungo possibile.

La realizzazione

Un’applicazione concreta dei risultati prodotti da Limbic®Lighting è l’illuminazione di ‘SO-Milano’, il concept store inaugurato da poco, ideato da Aldo Carpinteri e Giordano Ollari, che ospiterà a rotazione diversi brand di moda.

Un luogo esclusivo e innovativo nel suo genere, che ha trovato spazio in uno storico palazzo nel centro della città. Il retail di 300 m2, con 14 vetrine affacciate su piazza Risorgimento, è stato disegnato dallo studio Baciocchi Associati, che ha saputo interpretare al meglio le esigenze della committenza. Ad illuminare la boutique ci ha pensato Zumtobel in collaborazione con Fabio Rabuzzi, lighting designer responsabile del progetto illuminotecnico.

Lighting design: Fabio Rabuzzi

La luce è in questo spazio materia viva e pulsante, tanto da poter essere definita come la cifra caratterizzante dell’ambiente: si percepisce dalla facciata, dove sono state impresse sfere di metallo cangiante con il logo del negozio, che illuminano di notte il palazzo.

SO Milano. Un’immagine del concept store dove hanno trovato applicazione le ricerche Zumtobel
(cortesia: Zumtobel)

L’elemento iconico è ripreso negli ambienti interni: qui grandi sfere iridescenti ospitano i capi di abbigliamento e gli accessori. Gli abiti sono disposti anche lungo la parete, decorata con una composizione di carta bianca realizzata a mano, e impreziosita da materici rami in bronzo ai quali vengono appesi i capi. Al bianco della parete si è preferito accostare un’avvolgente sfumatura grigio verde che riveste interamente il pavimento, mentre al posto dei ripiani convenzionali sono stati sistemati elementi di arredo inattesi, come le sculture in bronzo provenienti dalla Fonderia Artistica Battaglia.

In questo scenario così eterogeneo, la sfida principale di Zumtobel è riuscire a illuminare un ambiente sviluppato tutto in lunghezza e, nello stesso tempo, individuare gli apparecchi maggiormente compatibili con i particolari espositori. La scelta è ricaduta su ‘SuperSystem II’: sistema modulare miniaturizzato di alta qualità, che garantisce una luce eccellente, si propone con un design raffinato e ha la flessibilità necessaria per questo tipo di intervento.

I proiettori, dotati di tecnologia LED, sono stati puntati in modo verticale per fornire l’illuminazione di base. SuperSystem si è rivelato perfetto perché, attraverso gli spot, è stato possibile distribuire una luminosità omogenea e proiettare accenti mirati. Il risultato finale è uno spazio che mixa forme originali a uno straordinario movimento dinamico, reso tale anche e soprattutto grazie all’illuminazione

Interior Design project: Baciocchi Associati

 

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