Le nuove soluzioni per gli uffici e le postazioni di lavoro

Il sole di mezzanotte (Norvegia).

Lo spazio lavorativo è oggi pensato come un contenitore intelligente, capace di adattarsi all’uomo, che in questo ambiente deve produrre e trovare le condizioni ottimali per offrire il meglio di sé: l’illuminazione diventa in questo modo protagonista del workplace design.

In Inghilterra l’organismo governativo HSE Health and Safety Executive espone le sue linee guida per l’illuminazione degli spazi lavorativi nella loro totalità e varietà. L’HSE apre il capitolo dedicato ai fattori umani del “work environment “, quali illuminazione, comfort climatico, spazio, rumore e vibrazione, distinguendo gli effetti sulle performance del lavoratore: effetti che danneggiano direttamente la salute, abbassano le capacità produttive e causano insoddisfazioni.

L’HSE sottolinea inoltre come l’illuminazione deve adattarsi ai vari compiti da svolgere, così come il fatto che gli individui che svolgono diverse attività hanno bisogno di controllare l’illuminazione locale, citando studi secondo in quali il controllo individuale della luce negli spazi lavorativi open plan aumenta il livello di soddisfazione del proprio lavoro.

A livello europeo va segnalata la piattaforma web “Lighting for people “ che fornisce le ultime informazioni sulle ricerche e scoperte scientifiche sull’illuminazione. La piattafoma è soprattutto incentrata sul concetto di ‘Human Centric Lighting’, ovvero sulla considerazione dei benefici visivi, emotivi e biologici dell’illuminazione. Nella sezione ‘workplace’ sono citati i seguenti attuali temi di ricerca e studio:

a) L’esposizione a pattern luminosi dinamici può migliorare la vitalità dei lavoratori;

b) L’intensità della luce influenza la performance dei lavoratori;

c) L’intensità della luce può influire sul livello di vitalità e attenzione dei lavoratori;

d) Gli effetti dell’esposizione all’illuminazione sono condizionati dal timing dell’esposizione stessa;

e) La resa cromatica e il colore della luce possono influenzare il giudizio da parte dei lavoratori sull’illuminazione e sullo stesso ambiente lavorativo.

Il progetto “Lighting for people“ è stato lanciato nel 2014 da SSL-erate, e si tratta di un progetto di tre anni, parte del programma di sviluppo tecnologico e ricerca della Comunità Europea.

(courtesy photo: http://lightingforpeople.eu)

Il 12-13 ottobre 2017 avrà luogo ad Amsterdam lo Smart Workspace Design Summit, con tutte le novità relative al design degli spazi lavorativi.

In Italia, il report “Efficient & Smart Lighting” redatto dall’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano ha concluso che il settore dei LED e della Smart Lighting varrà tra quattro anni 1,6 miliardi di euro, in crescita del 106% rispetto al 2015, a fronte però di una potenzialità stimata di oltre 3,3 miliardi di euro.

Dando uno sguardo alla situazione in Italia nel 2015, lo Smart Lighting ha raggiunto un controvalore di oltre un miliardo di euro. Secondo il report, a fare meglio sono il terziario, uffici e residenziale, che mostrano un’adozione dei LED e delle soluzioni Smart (ossia hardware e software che monitorano l’utilizzo delle sorgenti luminose, massimizzandone l’efficacia) superiore alla media.

La Ricerca di Sistema Elettrico del 2015 “Lighting Design for wellbeing” sviluppata da Enea e dal Politecnico di Milano, Dipartimento di Design (docenti M.Rossi, D.Casciani, F. Musante), nella parte riferita all’ ”Office lighting design for wellbeing” indaga su nuove applicazioni dell’illuminazione SSL (illuminazione allo stato solido), volte al benessere e alla salute degli individui, sfruttando le nuove tecnologie disponibili di cui si prevedono sviluppi rilevanti per l’applicazione nelle seguenti aree:

a) utilizzo di sorgenti luminose a LED colorate e/o bianche a diversa temperatura correlata di colore, la cui distribuzione spettrale possa essere variata al fine di ottenere effetti benefici e stimolanti sull’individuo;

b) integrazione dei dispositivi luminosi con l’architettura e l’arredo, mediante sistemi “plug and play” che riconoscano immediatamente il sistema di gestione e gli apparecchi di illuminazione;

c) integrazione dei sistemi di illuminazione con sensori e controlli smart proponendo una realizzazione del concetto di “Internet of Things”, in cui gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri.

In particolare si propongono di seguito tre scenari a livello di concept e due prototipi di studio che sviluppano in modo applicativo alcune delle tematiche descritte.

Scenario 1: bio-inspired office lighting atmosphere. In questo scenario, si prevede che la luce sia dinamica ed in grado di generare atmosphere luminose differenti che si adattano a differenti situazioni lavorative, al contesto e all’umore del soggetto.

Scenario 2: luminous officescape. Immaginiamo che la luce dell’ambiente ufficio non derivi soltanto dai classici apparecchi di illuminazione ma sia integrata negli arredi e in nuovi oggetti luminosi volti a definire un sistema che modifichi il vissuto architettonico.

Scenario 3: sensing at work. Immaginiamo che l’ambiente ufficio sia costellato di sensori, sia personali come indossabili, sia collocati nello spazio ufficio al fine di monitorare le attività, le situazioni, le condizioni climatiche e l’atmosfera luminosa; per poi poter utilizzare questa informazioni e migliorare la qualità della vita in ufficio, per diminuire i consumi e per personalizzare l’ambiente.

Il prototipo ‘Cooelo’ (figura 1 – 2) è la riprogettazione di un apparecchio precedentemente sviluppato con la finalità di facilitarne la prototipazione e in modo da concentrare una serie di concetti di illuminazione dinamica e bio ispirata.

Figura 1 – Il prototipo ‘Cooelo’ (courtesy: Ricerca di Sistema Elettrico 2015, “Lighting Design for wellbeing”, Enea e Politecnico di Milano, Dipartimento di Design)
Figura 2 – Il prototipo ‘Asterism’ (figura 3 – 4) è stato invece progettato pensando ad un sistema destrutturato e capace di evolversi in diverse forme e configurazioni.
Figura 3 – Il prototipo ‘Asterism’ (courtesy: Ricerca di Sistema Elettrico 2015, “Lighting Design for wellbeing”, Enea e Politecnico di Milano, Dipartimento di Design)
Figura 4

(arch. Iolanda Fortunato, progettista; arch. Sara Berta, progettista)

RICERCA, LUCE E SMART OFFICE

Quale pensa sia l’elemento progettuale più innovativo nelle soluzioni di luce smart per gli uffici ?

arch. Luca Gonzo

Risponde: Luca Gonzo, Senior Partner Architect e Managing Director, Dante O. Benini & Partners: “La luce di cui non si vede la sorgente luminosa (che deve essere ovviamente LED e sue evoluzioni), ma solo il fascio luminoso ed il suo effetto: l’apparecchio non è più dominante ma solo un supporto di alta tecnologia del comfort luminoso, assoggettato a sistemi di controllo digitali funzionanti con sensori ottici per interagire con la luce naturale risparmiando energia e mantenendo mutevole ed equilibrato il comfort visivo nell’arco delle ore lavorative di ufficio.”

arch. Luca Gonzo – info@dantebeniniarchitects.com

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