La Torre della Cultura

 

Casa Editrice Tecniche Nuove
Un’immagine serale della nuova sede di Tecniche Nuove (cortesia: Tecniche Nuove; fotp: Oxana Selari)

L’innovazione è da sempre il punto di forza di Tecniche Nuove e la voglia di affrontare le nuove e difficili sfide poste dal mercato si traduce ora nel progetto per la nuova sede del Gruppo, sintesi efficace di energia policentrica nella sua originale pianta ellittica

Una marcata tendenza evolutiva espressa negli ultimi anni in generale dal tessuto urbano della città di Milano, rivolta alla volontà di sviluppare gli edifici verso l’alto occupando sempre meno porzioni di territorio, contestualmente qui a ragioni di spazio dettate dalle dimensioni del lotto, hanno comportato la scelta di produrre per l’edificio della nuova sede del Gruppo un edificio verticale, tale da consentire sia la movimentazione dei veicoli all’interno dell’area che una caratterizzazione dell’immagine come elemento di riconoscibilità  simbolica del marchio editoriale.

Il riferimento nel concept progettuale alla verticalità viene stimolato in particolar modo dalla preesistenza a est di 6 torri ad uso residenziale alte 16 piani ciascuna, ritenendo come in questo rapporto l’inserimento del nuovo edificio fosse adeguato al contesto del luogo.

Il grande atrio a doppia altezza dell’ingresso. In evidenza, in alto, gli apparecchi Panos Infinity (Zumtobel) (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)
Il grande atrio a doppia altezza dell’ingresso. In evidenza, in alto, gli apparecchi Panos Infinity (Zumtobel) (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)

L’edificio

Da un punto di vista formale l’edificio si sviluppa per 15 piani f.t. per un’altezza di 60,68 m con un totale di  circa 3708 metri quadrati di superficie lorda complessiva, oltre a due piani interrati adibiti a parcheggio dei dipendenti (circa 300 persone), che permettono la sosta di 95 auto in aggiunta alle 29 del parcheggio esistente.

Il nuovo edificio ospiterà i vari uffici operativi  (redazioni, pubblicità, contabilità e amministrazione), mentre due dei quindici piani saranno adibiti a funzioni tecniche, di riposo e riunione. Al piano primo sono collocate le sale riunioni mentre il secondo sarà esclusivamente occupato da sale di gestione degli impianti elettrici e meccanici.

In generale, dal punto di vista impiantistico – e in ragione della sua complessità tecnologica –  il nuovo edificio è completamente autonomo  e indipendente dalla porzione di fabbricato preesistente.

Gli spot RGB a luce LED caratterizzano l’illuminazioFuturo Luce (si tratta del sistema a luce LED Drop3, con 3 x 2,4 W di potenza, RGB e sistema di controllo di gestione via DMX).ne colorata dinamica notturna delle facciate (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)
Gli spot RGB a luce LED di Futuro Luce (si tratta del sistema a luce LED Drop3, con 3 x 2,4 W di potenza, RGB e sistema di controllo di gestione via DMX).caratterizzano l’illuminazione  colorata dinamica notturna delle facciate (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)

Dal punto di vista del linguaggio tecnico, la “Torre della Cultura” è improntata ad una particolare semplicità formale; strutture composte da C.A.H.P  a vista posato con pannelli liscianti e rifiniti con vernice semicoprente (Mapei), nelle parti est ed ovest corrispondenti ai corpi scala e agli ascensori di servizio; facciate vetrate (cellule performanti Schüco) nelle parti centrali a nord e sud corrispondenti agli uffici open space; alluminio colorato (verde come il logo della società) per quanto riguarda il rivestimento degli ascensori  di distribuzione non antincendio.

L’utilizzo del cemento a vista, ed in particolar modo la presenza dei fori dei pannelli dovuti ai tiranti di posa, ha consentito l’introduzione di particolari dispositivi LED in facciata che – uniti ai dispositivi luce nei pannelli adiacenti le parti vetrate della torre – consentono un particolare gioco di luci e colori che caratterizzano l’edificio rendendolo ben riconoscibile anche la sera.

Il progetto illuminotecnico degli interni

Per l’illuminazione degli interni della nuova sede, il progetto è stato affrontato con due chiari obiettivi, che costituivano anche le principali richieste della committenza: la flessibilità degli ambienti ed il risparmio energetico.

L’edificio è caratterizzato nel suo sviluppo planivolumetrico da spazi aperti che rendono flessibile l’ambiente a future disposizioni differenti degli arredi e delle postazioni di lavoro.

Ai piani, l’illuminazione naturale assume un valore molto importante, nel mixing con la componente artificiale. Nell’immagine, gli apparecchi ML5 di Zumtobel con ottiche microprismatiche, controllate da sistema Litenet DALI (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)
Ai piani, l’illuminazione naturale assume un valore molto importante, nel mixing con la componente artificiale. Nell’immagine, gli apparecchi ML5 di Zumtobel con ottiche microprismatiche, controllate da sistema Litenet DALI (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)

Nella scelta degli apparecchi di illuminazione si è optato per l’utilizzo di soluzioni con sistemi ottici di ultima generazione, dotati di schermi prismatizzati che rifraggono la luce e la indirizzano sulle aree di lavoro, evitando fastidiosi abbagliamenti.

La scelta è ricaduta sull’ultima generazione degli apparecchi ML5 (Mellow Light 5, Zumtobel) che combinano – oltre ad ottimi schermi MPO (MicroPrismaticOptic) – la massima efficienza energetica per un apparecchio con lampada fluorescente da 55 W.

(cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)
(cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)

Per migliorare ulteriormente il comfort visivo e la gradevolezza degli ambienti di lavoro, sono stati utilizzati anche apparecchi ad incasso Panos Infinity a tecnologia LED da 23 W (Zumtobel), posizionati in corrispondenza dei montanti delle vetrate, per un effetto decorativo alle pareti migliorando allo stesso tempo l’efficienza globale del progetto.

Nel complesso lo spazio è illuminato con apparecchi poco invasivi e con un design molto lineare e la luce viene distribuita correttamente su tutti gli spazi di lavoro raggiungendo valori che vanno oltre quanto richiesto dalla normativa. La caratterizzazione degli ambienti con una componente dedicata alle pareti verticali aumenta i contrasti all’interno degli uffici conferendo profondità agli spazi.

 Nella sala riunioni, gli spot a luce LED IYON di Zumtobel (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)
Nella sala riunioni, gli spot a luce LED IYON di Zumtobel (cortesia: Tecniche Nuove, foto: Oxana Selari)

L’intero sistema di illuminazione è gestito da un sistema di gestione (Litenet, con architettura DALI, di Zumtobel) che modula la luce artificiale in funzione di quella naturale, con l’utilizzo di un eliometro installato sul tetto dell’edificio in grado di leggere il variare della luce diurna e sensori ai piani per valutare ancora più correttamente la quantità di luce effettivamente presente, allo scopo di migliorare e ottimizzare le prestazioni energetiche dell’ edificio.

(arch. Massimiliano Calati, Studio di Architettura – Architetto Angelo Edmondo Voleno)

 

Cartello Lavori

Committente: Tecniche Nuove Spa

Direzione Lavori: progettazione edile strutturale e architettonica: arch. Angelo Edmondo Voleno

Direzione Lavori: progettazione impianti elettrici: ing. Domenico Trisciuoglio – Studio di Ingegneria

Direzione Lavori: progettazione impianti tecnologici: ing. Luca Stefanutti

Impresa di costruzioni: Grassi & Crespi – Responsabile di Cantiere: geom. Fabio Grossicontatto diretto: fabiogrossi@grassiecrespi.it

Impresa di installazione impianti elettrici e di illuminazione: Co.El.Mi. – Responsabile di Cantiere: Carlo Pezzetticontatto diretto: carlo.pezzetti@coelmi.it

Coordinatore sistemi di facciata: ing. Massimiliano Nastri

Apparecchi di illuminazione – interni: Zumtobel – LC Relco

 

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