La misurazione della luce nel progetto dell’illuminazione per uffici

 

Un approccio progettuale che si sta diffondendo fra gli addetti ai lavori e viene indicato con due termini inglesi “Human Centered”, ovvero la creazione di ambienti fruibili che assicurino il massimo benessere agli utilizzatori.

Progettare un impianto di illuminazione in un ambito di lavoro, come l’ufficio, è un compito importante che richiede non solo la conoscenza e l’applicazione delle normative vigenti, ma richiede tutta una serie di considerazioni e attenzioni da parte del progettista volte a creare realmente un ambiente confortevole e privo di situazioni critiche tali da inficiare la salute degli occupanti.

Quest’ultima attenzione, molto importante per garantire le condizioni psico-fisiche idonee, è un approccio progettuale che si sta diffondendo fra gli addetti ai lavori e viene indicato con due termini inglesi “Human Centered”, ovvero la creazione di ambienti fruibili che assicurino il massimo benessere agli utilizzatori.

I soli valori di Illuminamento, sebbene fondamentali, non devono quindi essere l’unico ed esclusivo requisito da soddisfare per realizzare una corretta illuminazione in un ufficio: per realizzare un impianto di luce a regola d’arte, la UNI-EN12464 specifica non solo i valori di illuminamento minimi e necessari, ma molti altri parametri che vanno proprio nella direzione del “Human Centered”. Ecco qui di seguito alcuni dei parametri da controllare:

  • Illuminamenti
  • Distribuzione delle luminanze
  • Abbagliamento (UGR)
  • Uniformità
  • Resa Cromatica
  • Temperatura di colore
  • Flickering
  • Controllo della luce naturale

La recente diffusione di sistemi LED come sorgenti di illuminazione, utilizzati ormai in modo capillare anche negli uffici, ha messo in discussioni alcuni criteri definiti dalla norma UNI-EN12464, in quanto il metodo di valutazione – per esempio dell’abbagliamento e della resa cromatica – non è del tutto adeguato, perché riferito a sorgenti di luci fluorescenti, quindi di tipo diffuso e non puntiformi come nel caso dei LED.

La recente pubblicazione di un documento CIE TR 205/2013 sottolinea la necessita di tenere in considerazione, per installazioni a LED, ulteriori informazioni aggiuntive. La CIE ha inoltre istituito un comitato sotto il nome di “Discomfort glare by luminaries with a non uniform source luminance” con l’obiettivo di definire un documento specifico per sorgenti con distribuzione della luce non uniformi.

L’abbagliamento è una delle condizioni che provoca maggior disagio, riduzione della visibilità e della prestazione visiva, causata da un’eccessiva presenza di livelli elevati di luminanza presenti nel campo visivo. Due sono i tipi di abbigliamento da tenere in considerazione, quello diretto e quello indiretto (figura 1).

Figura 1 – Abbagliamento diretto e abbagliamento riflesso

Per poter calcolare il fenomeno di abbagliamento che provoca la sensazione di disagio si utilizza il parametro UGR (Unified Glare Rating) che tiene in considerazione la luminanza di fondo, quella dell’apparecchio, la posizione dell’osservatore e le geometrie della stanza. Ecco qui sotto la formula (figura 2):

Figura 2

Il valore UGR va da 10 (nessun abbagliamento) a 30 (abbagliamento considerevole), più basso è il valore, minore è l’abbagliamento.

L’indice di resa cromatica e la temperatura di colore sono altri due parametri importanti per realizzare ambienti di confort visivo e di benessere. Infatti la corretta visione dei colori, resa in modo naturale, permette non solo di avere un situazione di confort psicologico ma anche di non alterare i contrasti e quindi la valutazione delle distanze e delle profondità.

Sicuramente l’influenza della luce naturale proveniente dall’esterno può aumentare e migliorare il confort visivo, se ovviamente ben gestita. Quindi nella progettazione illuminotecnica la luce esterna deve necessariamente essere misurata e tenuta in considerazione per la scelta delle sorgenti luminose, della loro posizione, della distribuzione e della loro potenza.

Figura 3 – Ampiezza della zona di sfondo (novità introdotta dalla UNI EN 12464-1:2011)

Un altro aspetto rilevante è garantire un equilibrato livello di illuminamento nel zona del compito visivo, inteso come l’insieme delle aree e degli oggetti che l’osservatore deve correttamente e chiaramente distinguere per svolgere le sue mansioni ed attività.

Per fare questo bisogna tenere in considerazione i livelli di illuminamento dell’area visiva principale, delle aree circostanti (una fascia esterna di 50 cm) e del fondo (figura 3).

Gli strumenti necessari per progettare e misurare in modo professionale i parametri fondamentali richiesti sono essenzialmente, un misuratore di Luminanza (figura 4) e uno spettrofotometro per misure di illuminamento (figura 5).

Figura 4 – Misuratore di luminanza LS150 (cortesia: Konica Minolta Sensing Europe B.V.)
Figura 5 – Spettrofotometro CL500 A per sorgenti di luce LED e EL (cortesia: Konica Minolta Sensing Europe B.V.)

(Maurizio Messa – Konica Minolta Sensing Europe B.V.)

Per ulteriori approfondimenti sui temi trattati: Maurizio.Messa@seu.konicaminolta.eu

Per proporre temi da trattare e/o formulare quesiti specifici contattare la Redazione: luceedesign@tecnichenuove.com

 

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