Realizzazioni - Solopaca. Alto Calore Servizi

La luce, la luna, e il tesoro dell’acqua

Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Una suggestiva immagine notturna, con la scultura di Cerere, opera di Mimmo Paladino (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)
Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Una suggestiva immagine notturna, con la scultura di Cerere, opera di Mimmo Paladino (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)

Non lasciandosi condizionare dalla presenza della luce artificiale, il racconto di un luogo dove è possibile osservare la notte con altri sensi: come un serbatoio idrico per un acquedotto può diventare opera d’arte

Solopaca è il nome di un piccolo comune in provincia di Benevento, ai piedi del massiccio del Taburno – Camposauro. Mentre si sale sopra alla montagna di Montepizzuto, ci si allontana sempre più dalla valle Telesina urbanizzata , percorsa per un buon tratto dal fiume Calore Irpino, inerpicandosi su una strada tortuosa e poco frequentata, fino ad avere la sensazione di essere soli. In pochi minuti si è immersi nel verde del tipico paesaggio sannita ed avvolti in un silenzio rotto solo dai suoni della natura.

Lo sguardo spesso si rivolge verso la vallata con i suoi vigneti e le case sempre più piccole e proprio mentre sembra di essere lontani da tutto, all’improvviso si svela nel bosco una depressione blu della roccia, subito ci si ferma, catturati dal luogo, e si è protagonisti di un’insolito evento.

Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Un’altra immagine in notturna con vista d’insieme (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri )
Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Un’altra immagine in notturna con vista d’insieme (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri )

Lo scrigno dell’acqua

Solopaca ovvero la trasformazione dell’ingresso di un serbatoio idrico in un’opera d’arte. Il concept alla base dell’architettura del luogo è quello di mostrare al visitatore un cuore rivestito di graniglia blu cobalto, aperto nella pietra.

La scelta cromatica operata dalla grande tintura blu agisce per cicatrizzare lo scavo, mentre la luce lo fissa.

Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Una sequenza di studio della regia luminosa con gli effetti di illuminazione, in relazione alle quattro fasi lunari (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)
Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Una sequenza di studio della regia luminosa con gli effetti di illuminazione, in relazione alle quattro fasi lunari (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)

La luce naturale, della Luna, con i suoi lievi bagliori, e il suono dell’acqua riempiono il vuoto blu. La luce artificiale intesa come un leggero rischiarimento di sottofondo, unito ed in sincrono con il movimento lento naturale della Luna, accompagna i vari elementi dell’opera artistica e architettonica.

Si hanno diversi momenti e livelli di illuminazione: come nella voce del ritmo del cuore umano, uno è di contrazione (sistole) ovvero luce di sottofondo, e uno di distensione (diastole) ovvero con illuminazione più intensa.

Le scelte della regia luminosa, le sorgenti utilizzate

La regia luminosa, ottenuta attraverso la regolazione e il controllo delle sorgenti luminose adottate, è stata strutturata in stretta relazione alle quattro fasi lunari: luna piena –  livello di illuminazione minimo; assenza di luna – livello di illuminazione massimo. E tra loro si vanno a collocare le due variazioni intermedie. Si crea un forte legame con la periodicità e ritmicità della terra e della luna.

Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Un’immagine notturna della fontana (cortesia: Cannata & Parners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri )
Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Un’immagine notturna della fontana (cortesia: Cannata & Parners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le sorgenti di luce utilizzate sono a LED, in sintonia con la sostenibilità ambientale del progetto: l’intervento luminoso non interferisce con la notte, la lune e le stelle e la loro  visibilità, anzi li attira in una danza primigenia fatta di luce serotina e acqua.

Le due fonti primarie di vita sono unite in un unico luogo e sorvegliate dalla propria dea. Di notte i rami della grande musa si protendono verso la luna, verso la sua luce; ne catturano i raggi e li spalmano sull’acqua vaporizzata alle sue spalle.

Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Ancora una bella immagine del sito…sotto lo sguardo benigno di Cerere e della Luna! (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)
Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Ancora una bella immagine del sito…sotto lo sguardo benigno di Cerere e della Luna! (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)

La luce si confonde con l’acqua e magicamente, sensualmente, crea una seconda luna in dialogo continuo con la primigenia Cerere. Natura, luce e acqua si fondono in un’unica scena talmente densa di emozioni che come per il personaggio di Huysmans, il dandy Jean Floressas Des Esseintes ne rimaniamo storditi, ne cerchiamo le ragioni dentro il nostro animo, dentro il nostro piccolo cuore e se siamo sufficientemente onesti ne troveremo molte ad attenderci.

(Marco Tremigliozzi, Cannata & Partners Lighting Design,  Benevento)

Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Il poetico effetto cromatico notturno della tintura blu utilizzata per “cicatrizzare” lo scavo nella montagna (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)
Solopaca, Acquedotto Alto Calore. Il poetico effetto cromatico notturno della tintura blu utilizzata per “cicatrizzare” lo scavo nella montagna (cortesia: Cannata & Partners Lighting Design; foto: arch. Pasquale Palmieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cartello Lavori

Progetto per la realizzazione di un serbatoio idrico per l’Acquedotto di Solopaca

Committenza: Alto Calore Servizi S.p.A.

Progettisti: ing. Oreste Montano, arch. Nicola Fiorillo

Artista: Mimmo Paladino

Fotografie: arch. Pasquale Palmieri

Lighting Design: Filippo Cannata – Cannata&Partners

Collaboratori: Nicola Fiorillo, Antonio Caruso, Marco Tremigliozzi, Andrea Calatroni

Fornitori:

Exterieur Vert (Targetti Poulsen)

Nordlight Ledco (Artemide Group)

Targetti (Targetti Poulsen)

Fiber Sistem

Lutron Electronics

Il progetto è stato premiato con il Premio Urbanistica 2009 – sezione “Qualità delle infrastrutture e degli spazi pubblici”, nell’ ambito della manifestazione Urban Promo 2009 Inu Urbit

 

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