La luce è una seduzione infinita

 

Milano, ‘The Spirit’. La Sala Sole con il bancone in mogano laccato lucido: in evidenza le lampadine con luce ambrata (tc 2200 K) che creano un’illuminazione diffusa della sala (courtesy photo: Cristian Castelnuovo)

È tutta sintetizzata nella sua essenza metafisica la forza seduttiva di The Spirit, uno dei locali più trendy della Milano by night

‘The Spirit’: giochi di specchi per ampliare la dimensione reale dello spazio, accenti di luci che differenziano gli ambienti con intensità diverse, interni retrò generati da uno stile anacronistico. Un mood eclettico che, nel tentativo di attingere a varie epoche e tendenze artistiche, crea un’atmosfera sognante, a tratti surreale e fiabesca.

Il progettista e lighting designer Juan Carlos Viso/Juanco

Regista dell’intero progetto è il designer venezuelano Juan Carlos Viso/Juanco, chiamato ad elaborare un percorso narrativo.

Una sorta di esplorazione nel tempo, dove abbondano i richiami alla Milano d’inizio Novecento, mescolati a influenze più classiche, così come le citazioni alla cultura minimalista che – con i suoi elementi scarni ed essenziali – accentua la contemporaneità del luogo.

Il risultato finale è un mix eterogeneo, in cui sono evidenti l’impronta hi-tech, grazie alla scelta di tecnologie innovative, la precisione nell’esecuzione degli arredi e la qualità di altissimo livello delle finiture.

Layout con pianta e sezione del locale (courtesy: Juan Carlos Viso/Juanco)
(courtesy: Juan Carlos Viso/Juanco)

La struttura del locale

‘The Spirit’ si sviluppa lungo uno spazio con doppia esposizione: a nord ovest su via Passeroni e a sud su via Piacenza, dov’è stato sistemato l’ingresso principale.

Milano, ‘The Spirit’. Il logo retroilluminato su Via Passeroni (photo: Cristian Castelnuovo

I due prospetti sono tutti rivestiti in lamiera metallica, borchiata e verniciata di grigio scuroPrivi di maniglia e dotati soltanto di oblò, attraverso i quali s’intravede il fascino misterioso del locale, stabiliscono il contatto visivo con le facciate dei palazzi Liberty circostanti e con i loro decori in ferro battuto.

Milano, ‘The Spirit’. L’oblò sulla porta dell’ingresso su Via Piacenza (courtesy photo: Cristian Castelnuovo)

Leggeri accenti in ottone lucido intorno alle aperture circolari – le stesse che ritornano all’interno del night – con il logo The Spirit e la luminaria vintage inglese posta in sommità, sempre d’inizio secolo, raffinano l’impatto industriale delle lamiere, bilanciando la composizione.

Le lanterne sul portale, con le lampade ad incandescenza di bassissima intensità, rafforzano il carattere vintage.

“The Spirit – spiega il progettista – è stato quasi isolato dall’esterno per poter controllare al meglio la luce. Tutto il contenitore è verniciato di nero, nei toni blu navy molto scuro”. Il pavimento in legno, anche questo nelle nuance scurissime, effetto affumicato e con decoro Herringbone, attraversa interamente lo spazio, guidando i clienti da una sala all’altra.

Appena varcato l’ingresso, spingendo la porta, gli ospiti sono accolti nella waiting
room. Un ambiente filtro, volutamente in penombra, che attenua il passaggio dalla strada al cuore del progetto: ad illuminarlo sono pochi spot a soffitto, a luce neutra con tc 4000 K, dimmerati al massimo, e la luce tenue che fuoriesce da una piccola nicchia/vetrina nascosta dietro lo specchio trasparente, collocata nella parete della controfacciata.

La sorgente principale proviene dalla sala successiva. Il bancone è l’indiscusso protagonista di questo spazio. Posizionato al centro e ampliato nelle dimensioni, seppur illusoriamente per effetto delle grandi specchiature, è il palcoscenico per i mixologist. Come le boiserie, è in mogano laccato lucido. Una striscia di onice retroilluminato evidenzia il top e lo arricchisce di incandescenza, rinforzando la sua importanza focale: si tratta di un omaggio alla potenza del Sole, da cui prende il nome appunto la sala Sole.

L’incandescenza si abbina perfettamente al motivo fiammeggiante della carta da parati sulle bottigliere, i cui ripiani, sistemati sia di fronte sia nel retro del bancone, fino ad arrivare al soffitto, sono retroilluminati con strisce a LED calde annegate negli spessori, alle quali è stata applicata una pellicola in acetato trasparente, nelle sfumature dell’ambra. In alto, una griglia di ottone lucido ospita la composizione di lampadine di luce ambrata a bassa intensità (2200 K), applicata su uno sfondo scuro, che inondano la stanza di luce soffusa.

Perfetto l’accostamento al banco degli sgabelli senape, che sembrano prendere vita per la vicinanza alle venature dell’onice. Elemento di contrasto è la fila di divani perimetrali verde acqua. Un colore più freddo che funge da legame con la seconda stanza: la sala Luna. L’apertura netta e rettangolare nella parete rivestita di specchi le fa proscenio.

L’illuminazione e le scelte dell’Interior

“Se nella prima sala – commenta il designer – prevalgono i toni caldi, l’impeto e l’energia dello spettacolo dei mixologist, qui si respira un altro ritmo: molto più lento, rilassato ed intimo”. Ed ecco che l’illuminazione si riduce di temperatura e intensità.

Sulla pianta rettangolare si affaccia il lampadario centrale a luce LED neutra, accompagnato da altre quattro lampadine a sospensione, di forma cilindrica, posizionate negli angoli: scelte per illuminare i lati della stanza in modo soffuso, aiutano i clienti a leggere il menù, fungendo anche da mini spot orientati verso il basso.

Milano, ‘The Spirit’. La Sala Luna. Visibili il lampadario centrale a luce LED neutra e una delle lampade a sospensione in uno degli angoli della sala (courtesy photo: Cristian Castelnuovo)

In linea con il lighting design, tutti gli arredi scendono di gradazione cromatica, avvicinandosi a una palette più fresca e cupa. Le tende, le pareti e il soffitto sono in blu navy scuro. Il giallo degli sgabelli e le nuance arancio dell’onice si tramutano nei toni del burgundy. La carta da parati conserva lo stesso motivo fiammeggiante che decora la sala Sole; a cambiare, però, è il colore, che dal platino vira verso il marrone.

Antibagno e bagno – l’ultimo ambiente immaginato, concettualmente, come l’alba di un nuovo giorno – ripropongono il dualismo luce-ombra già sperimentato nel passaggio dalla Waiting room e alla sala principale.

Milano, ‘The Spirit’. Antibagno. La console con lo specchio illuminato radialmente da lampade a LED dimmerabili, in stile Broadway (courtesy photo: Cristian Castelnuovo)

Il primo, infatti, rimane uno spazio quasi buio, con in fondo una console e uno specchio illuminato radialmente da lampade a LED dimmerabili, in stile Broadway; il secondo – il bagno vero e proprio –, con cui si chiude il percorso narrativo, è il luogo più illuminato in assoluto. Due strisce LED calde indirizzano la luce verso l’alto e segnano le pareti orizzontalmente nel punto dove finiscono le piastrelle bianche bisellate e inizia l’intonaco all optical white: questi, insieme al soffitto, si trasforma in una superficie soft e impalpabile, che pare perdere del tutto la sua connotazione materica…

(a cura di arch. Elviro Di Meo)

‘THE SPIRIT’

Milano

Concept, project and lighting design: Juan Carlos Viso/Juanco

Pianta e sezioni: Juan Carlos Viso/Juanco

Photo: Cristian Castelnuovo

 

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