Progetto “Favilla. Ogni luce una voce”

La luce è il racconto da osservare

“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele (cortesia: Studio di Architettura Attilio Stocchi)
“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele (cortesia: Studio di Architettura Attilio Stocchi)

Abbiamo incontrato l’autore del progetto “Favilla” che – per l’edizione 2015 del Salone del Mobile, e in occasione dell’Anno Internazionale della Luce – ha voluto realizzare un’installazione molto interessante dedicata a questo tema

L’architetto Attilio Stocchi – che per il Salone del Mobile aveva già ideato il concept di altri due eventi, come “cuorebosco” nel 2011 e “librocielo” nel 2012 –quest’anno si è voluto confrontare  in modo diretto con l’argomento “luce”, con l’intento di affrontarlo in una grande visione d’insieme.

Il 2015 è l’anno UNESCO della Luce e delle Tecnologie di Illuminazione e l’esperienza immersiva dell’installazione “Favilla“. Ogni luce una voce” si svolge all’interno di due box, all’interno dei quali la percezione del visitatore si confronta con uno sfavillante gioco di riflessi, forme e colori, proprio come nell’interno minerale di un geode, nel contesto di un’esperienza coinvolgente e innovativa. Abbiamo voluto saperne qualche cosa di più.

“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele. Sezione verticale (cortesia: Studio di Architettura Attilio Stocchi)
“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele. Sezione verticale (cortesia: Studio di
Architettura Attilio Stocchi)
“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele. Sezione verticale (cortesia: Studio di Architettura Attilio Stocchi)
“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele. Sezione verticale (cortesia: Studio di Architettura Attilio Stocchi)

La luce in scena

Architetto, mi sembra che il suo progetto voglia presentarci i diversi livelli della manifestazione fenomenica della luce, quello naturale come fenomeno fisico-scientifico, quello filosofico del μῦθος, del racconto che si sviluppa in rappresentazione, e quello delle diverse azioni-manifestazioni della luce nella nostra realtà, ovvero i modi secondo i quali la luce va in scena…

“Sì, la parola chiave è appunto fenomeno (dal gr. phainomenon: che appare): qualsivoglia cosa che appare ai nostri occhi, da osservare, ” fenomenale”.  La “favilla” – scintilla di luce della fiamma – curiosamente ha la stessa radice indoeuropea “fa” e poi greca di “phaino”, che sta per “mostrare” – manifestazione, cosa palese – di “favella” parola,  così come di fanciullo, faccia, fantasma, favola. La mia rappresentazione cerca quindi di raccontare la “manifestazione” della luce, associata ogni volta ad un particolare suono.

Sono del tutto convinto che – come già sosteneva il grande regista francese Robert Bresson – il suono e la voce arrivano diritti al cuore e fanno giungere anche la luce più in profondità. Dal punto di vista della forma, la struttura della rappresentazione di “Favilla” ripercorre quella delle tragedie greche con un prologo – dixit Deus fiat lux et lux facta est – quattro episodi, quattro stasimi ed un epilogo, per ripercorrere proprio la “mitologia” della luce, attraverso il suo racconto.

La struttura centrale – i quattro episodi –  espone il fenomeno fisico della luce, cioè le quattro caratteristiche di movimento della luce, che ne svelano il suo essere contemporaneamente onda e corpuscolo, secondo la teoria efficacemente esposta da Newton in “Opticks” (1704): propagazione rettilinea, diffrazione, riflessione e rifrazione”.

“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele. Rendering con il progetto dell’installazione (cortesia: Studio di Architettura Attilio Stocchi)
“Favilla. Ogni luce una voce”. Euroluce 2015, Milano – Piazza S. Fedele. Rendering con il progetto dell’installazione (cortesia: Studio di Architettura Attilio Stocchi)

La tecnologia utilizzata in chiave simbolica/ Il senso dell’esperienza

Dal punto di vista tecnico, come ha tradotto le logiche e i contenuti portati nel concept ideativo di questa installazione in termini di soluzioni di illuminazione adottate?

“In ogni mio lavoro cerco di scrivere prima una sceneggiatura ferrea, quasi intoccabile. Mi avvalgo di un team di grandi professionisti in materia di luce, video e audio e con loro inizio un cammino di ricerca fino a trovare il prodotto che esiste sul mercato in grado di reificare il testo scritto e lo storyboard realizzato”.

Quali livelli di coerenza ha ricercato nel suo lavoro di progettazione fra i valori e le modalità di fruizione previsti indoor per i visitatori/spettatori di “Favilla” e alcune esperienze modello outdoor della luce topiche e comuni all’utente metropolitano?

“Il concept del progetto Favilla è il mistero che si cela dietro alla luce. Ancora oggi l’essenza della luce è oggetto di studio. La luce: un’onda elettromagnetica che si comporta a volte come corpuscolo a volte come onda. Questo senso di ricerca e di stupore è alla base sia dell’esperienza all’interno del geode, dove avviene la rappresentazione, sia all’esterno dove vi sarà un secondo epilogo verso la Chiesa di San Fedele”.

(Massimo Maria Villa)

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