Massimo Iosa Ghini

La luce è fluida

Ferrari Factory Store, Serravalle Designer Outlet (2009) – Serravalle Scrivia (AL) (cortesia: Iosa Ghini Associati)
Ferrari Factory Store, Serravalle Designer Outlet (2009) – Serravalle Scrivia (AL) (cortesia: Iosa Ghini Associati)

Abbiamo incontrato una delle voci più significative nel panorama dell’architettura italiana, autore di alcuni fra i più interessanti prodotti di illuminazione e progetti di Interior Design

L'architetto e designer Massimo Iosa Ghini (fotografo:Enrico Basili per Dogma)
L’architetto e designer Massimo Iosa Ghini (fotografo:Enrico Basili per Dogma)

Massimo Iosa Ghini nasce nel 1959 a Bologna, studia architettura a Firenze e si laurea al Politecnico di Milano. Dal 1985 partecipa alle avanguardie del design italiano disegnando illustrazioni, oggetti e ambienti per il gruppo Bolidismo, di cui è fondatore.

Negli stessi anni apre a Bologna lo studio Iosa Ghini, iniziando l’attività di architetto e designer.

Disegna mobili, collezioni, oggetti e sviluppa art direction per le migliori aziende di design italiane ed estere, definendo negli anni uno stile riconoscibile e personale, anche grazie al suo ‘segno iconografico’ del tutto particolare.

Nel corso del tempo ha acquisito una particolare competenza nello sviluppo di progetti per grossi gruppi per i quali definisce l’interior design identity per l’applicazione worldwide a tutte le sedi, come per Ferrari, Maserati, Superga, Omnitel, e Alitalia.

Tra i principali progetti di architettura realizzati, la stazione metropolitana di Kropcke ad Hannover e il centro commerciale di The Collection a Coral Gable, a Miami; tra i ‘work in progress’, significativi One-Two, progetto di building a Miami in Florida, ed il nuovo edificio attualmente in opera a Budapest per la Boscolo Group, il progetto delle stazioni del People Mover e il ponte dello cavalcavia autostradale a Bologna.

Bar Exedra Nice Hotel, Boscolo Group (2009) – Nizza (cortesia: Iosa Ghini Associati)
Bar Exedra Nice Hotel, Boscolo Group (2009) – Nizza (cortesia: Iosa Ghini Associati)
kkkk
Progetto per Bar Exedra Nice Hotel, Boscolo Group (cortesia: Iosa Ghini Associati)

Massimo Iosa Ghini tiene conferenze e lectures in varie Università, tra le quali il Politecnico di Milano, la Domus Academy, l’Università La Sapienza di Roma, la Scuola Elisava di Barcellona, la Design Fachhochschule di Colonia, la Hochschule für Angewandte Kunst di Vienna ed è adjunct professor alla Hong Kong Polytechnic University. Rappresenta inoltre il design italiano in diversi simposi internazionali.

I suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private internazionali. Tre suoi progetti hanno ricevuto il Good Design Award 2001 , 2004 e 2009 dal Chicago Atheneum e il Red Dot Award nel 2003.

Il progetto globale

Sul sito web dello studio si legge che per Iosa Ghini l’obiettivo è di affrontare i progetti non solo nell’aspetto estetico tradizionale associato al design, ma sviluppando l’intero processo di creazione, comprendendo la ricerca di marketing, l’ideazione progettuale, lo sviluppo tecnico, l’ingegnerizzazione, la prototipizzazione, il design, la corporate image, la comunicazione… Si intuisce dalla sua esperienza, dal suo modo di lavorare, dal tipo di progetti affrontati che l’approccio è globale, ci chiediamo c’è un metodo per affrontare questa complessità progettuale?

“Se c’è un metodo sta nel concetto stesso di progetto globale. Affrontare l’intera complessità del progetto è di per se un metodo che consente di perseguire l’obiettivo della qualità. Affrontare tutto, se lo si riesce a gestire, è di per sé un grande vantaggio, perché consente al creatore di avere il controllo su tutto il processo, anche se la sua incisività è maggiore in alcune fasi specifiche… Rimanere presenti determina la qualità, ed è un modo di affrontare il progetto tipicamente italiano…”.

Iosa Ghini ha uno stile particolare nel progetto, che si tratti di un oggetto, di un’architettura o di un interno, il segno è assolutamente riconoscibile, l’architetto stesso lo definisce approccio grafico…

“Approccio grafico per me significa ragionare tenendo conto dell’aspetto visivo delle cose, che vengono tradotte nella loro tridimensionalità solo in un secondo momento… La bidimensionalità del disegno è più libera e più controllabile, è il primo mezzo per tradurre un pensiero in una forma, ma è un “bi” che contiene già il “tri”, è un modo di comunicare… mentre disegno vengo già io stesso condizionato dalla dal segno, e mentre l’idea si trasforma dentro di noi si trasforma anche sull’immagine…”.

L’architettura come sistema aperto

E’ facile immaginare l’approccio grafico pensando ad un oggetto, ma nel caso dell’architettura?

“Nel passaggio all’architettura è solo un problema di know how. L’architettura è naturalmente molto più ricca di variabili, e per arrivare alla libertà che consente la bi dimensione occorre molto più tempo, perché il progetto qualitativo architettonico richiede di evolvere continuamente se stessi…migliorarsi..”.

Parlando di architettura Iosa Ghini definisce l’aspirazione ad una “architettura piena” in cui l’involucro sia inteso non più come guscio ma come membrana, certi di non aver colto il significato pieno dell’espressione, ma intuendone il valore chiediamo all’architetto di aiutarci a capire…

“La natura costruisce membrane, non gusci impermeabili e rigidi, il guscio è un sistema chiuso, tende a non reagire, mentre la membrana è un sistema aperto, è elastica, e attiva uno scambio con l’esterno… ha in se una capacità di adattamento, una certa fluidità… Un sistema fluido utilizza materiali vivi, come il verde, che si modificano, si adattano, si trasformano…”.

Il tema della fluidità richiama inesorabilmente a quello dell’ubiquità. Massimo Iosa Ghini è fondatore del movimento artistico del Bolidismo, che sviluppa il tema della velocità come tema dominante della realtà contemporanea, e lo sviluppo della velocità porta a lavorare sui concetti appunto di ubiquità e di fluidità… C’è un materiale più vicino a questi concetti della luce?

Il disegno della luce

Massimo Iosa Ghini ha sviluppato nel corso della sua lunga esperienza una particolare confidenza con la “materia luce” disegnando prodotti per importanti aziende italiane e non, e utilizzandola negli spazi da lui disegnati in modo del tutto particolare, perfettamente integrata nello spazio…

“La luce è ubiqua e fluida per definizione, non c’è un materiale che esprima questi concetti con maggiore efficacia… Ci sono due modi per affrontare il progetto luce, uno che si basa sul corpo illuminante e uno che si basa sull’ambiente in cui è inserito… La semplice sparizione del corpo illuminante per esempio è un po’ ovvia, quindi tutti la fanno, io preferisco l’estetica del poco consumo, cioè la luce giusta nei punti giusti.

Se si disegna un corpo illuminante o è migliore, o non è necessario, oppure risponde a specifiche esigenze estetiche; non occorre dare necessariamente un significato tecnologico o pratico a tutte le scelte estetiche, lo stesso Sottsass diceva che alcune esigenze non si possono giustificare, a volte “occorre ragionare più da artisti e meno da tecnologi…”, ovvero seguire un istinto che poi spesso trova le proprie conclusioni logiche che prima non eravamo in grado di leggere.

Tra gli ultimi prodotti disegnati vorremmo ricordare Lens per iGuzzini e Spore per Murano due, quest’ultimo con un inedito utilizzo della tecnologia LED…

 La sospensione tecnica Lens (2010), disegnata per iGuzzini Illuminazione, è un sistema per luce fluorescente ad alta efficienza con ottica microprismatica in metacrilato (cortesia: Iosa Ghini Associati)
La sospensione tecnica Lens (2010), disegnata per iGuzzini Illuminazione, è un sistema per luce fluorescente ad alta efficienza con ottica microprismatica in metacrilato (cortesia: Iosa Ghini Associati)
 Spore è una lampada a sospensione per luce LED, disegnata per il brand MuranoDue di Firme di Vetro (2009) (cortesia: Iosa Ghini Associati)
Spore è una lampada a sospensione per luce LED, disegnata per il brand MuranoDue di Firme di Vetro (2009) (cortesia: Iosa Ghini Associati)
 
 Il proiettore realizzato per il sistema Solar II, disegnato per Zumtobel (2004), una completa gamma di soluzioni per l’illuminazione nel retail (cortesia: Iosa Ghini Associati)
Il proiettore realizzato per il sistema Solar II, disegnato per Zumtobel (2004), una completa gamma di soluzioni per l’illuminazione nel retail (cortesia: Iosa Ghini Associati)

“Il design si fondava sull’idea che le tecnologie portassero a delle scelte formali, poi veniva l’aspetto culturale, poi la poetica…

Quando una tecnologia apre a così ampie libertà occorre un ancoraggio psicologico. Per rassicurare il consumatore si propone una tecnologia rivoluzionaria con schermi precedenti (l’edison con dentro i LED per esempio), ora la tecnologia è più stabile e non vale più il “forma segue funzione” perché di per se il LED non ha forma. Tutto il design del futuro si muoverà sempre più su applicazioni immateriali…”

In conclusione, abbiamo un’ultima curiosità: l’approccio al progetto descritto dall’arch.Iosa Ghini è sicuramente complesso, e richiede una vastità di competenze che si raggiungono solo con una lunga esperienza e una grande passione per questo mestiere. Sappiamo che tra le numerose attività dell’architetto c’è anche l’insegnamento. Come si insegna questo mestiere?

E’ difficilissimo, perché questo è un mestiere che si impara solo facendolo. Hai la percezione di non avere gli strumenti adatti da quando ti laurei… Occorre vivere le problematiche in diretta per avere delle buone idee… Si può tuttavia insegnare un approccio ad un problema molto specifico, infatti io non insegno, ma tengo lezioni …”

 (Maria Genoni – progettista, Milano)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here